Parole sull'acqua
Forse l'argomento dei trasporti marittimi nel golfo di Napoli e quello direttamente collegato dei trasporti pubblici terrestri nell'isola d'Ischia sono stati i temi più continuamente dibattuti in questi ultimi dieci anni.
I convegni si sono susseguiti ad un ritmo di quasi uno all'anno; migliaia sono stati gli articoli apparsi sulla stampa locale e sulle pagine locali dei quotidiani napoletani.
E forse mai - nonostante questo enorme fiume di parole sull'acqua - un problema è rimasto sostanzialmente irrisolto per tanto tempo.
Infatti poco o nulla è cambiato in questi dieci anni, perché:
1 ) la SEPSA continua a gestire in regime di monopolio il trasporto pubblico terrestre nell'isola d'Ischia ed è ormai l'unico caso di una società per azioni formalmente privatistica a gestire un trasporto pubblico nella Provincia di Napoli.
2) la CAREMAR che, in virtù della legge 169/75, doveva "assicurare i collegamenti con le isole partenopee e pontine e promuovere lo sviluppo socio-economico delle popolazioni", mentre ha "assicurato i collegamenti" strettamante necessari, non ha "promosso lo sviluppo socio-economico", cioè non ha agito autonomamente come libera società di navigazione, formalmente costituita come una società per azioni, per entrare in settori produttivi come il noleggio di navi ad agenzie turistiche, costituzione di una grande flotta di aliscafi, in modo da entrare in completa concorrenza con l'armamento privato per le linee non sovvenzionate. La CAREMAR si è limitata ad eseguire le direttive del Ministero della Marina Mercantile, da cui dipende, diventando il braccio esecutivo del Ministero al quale deve chiedere l'autorizzazione perfino per spostare l'orario di partenza di una nave;
3) l'armamento libero nel golfo dopo un tentativo regionale per una forma di sovvenzionato al collegamento veloce è rimasto senza alcun sostegno finanziario da parte dello Stato e della Regione e la confusione istituzionale nelle competenze tra Stato e Regione non è affatto diminuita. Anzi si è accresciuta.
I Comuni e la Provincia - privi di poteri reali - hanno svolto soltanto un ruolo di "persuasione morale" che non ha avuto alcun peso.
Con questi chiari di luna si organizzano continuamente convegni, tavole rotonde, prediche inutili, ecc... che essendo soltanto belle parole che non diventano fatti gettano discredito sulle istituzioni ed anche sulla stampa che riporta le belle promesse da .... marinaio (è il caso di chiamarle così!). Le proposte comuniste sono molto serie per razionalizzare il settore ma giungono con dieci anni di ritardo rispetto alle proposte socialiste (da anni i socialisti dicono le stesse cose!).
Al limite le proposte possono diventare anche patrimonio della DC e degli altri partiti.
Cosa si aspetta per agire? È così diffìcile mettere ordine - almeno da un punto di vista istituzionale - in questo benedetto settore del trasporto marittimo? Perché non si costituisce un Consorzio tra i sei Comuni ischitani per la gestione del trasporto terrestre, visto che la SEPSA svolge il servizio interamente con i contributi finanziari della Regione?
A quando il prossimo convegno?
Giuseppe Mazzella