Forio : i suoi lidi e le sue contrade
In tempi remoti, il turista che sbarcava sull'isola non chiedeva, forse, di farsi accompagnare subito a Forio, per il suo soggiorno; si fermava ad Ischia e a Lacco Ameno, laddove era più facile incontrarsi con le cosiddette stravaganze, follie e frenesie dell'estate.
Se consideriamo l'attuale posizione e il notevole sviluppo che la cittadina isolana ha saputo conseguire, ci si rende conto come la grande varietà di motivi e di espressioni locali ha inciso profondamente sull'animo di visitatori, forse occasionali: questi sono ritornati, avendo chiara in mente la propria destinazione, ed hanno vieppiù propagandato gli aspetti suggestivi e calamitanti di Forio. Impossibile dimenticare Punta Imperatore, il Soccorso, Citara, la spiaggia di S. Francesco: luoghi d'incontro per riposanti scorrerie, ma anche sede ideale per un giusto soggiorno.
Lo stile di Forio è chiaramente delineato e raffigurato nello stemma: "un fiore in campo azzurro". E chi ha la fortuna di sostare sull'Epomeo non si stanca mai di ammirare quella distesa di verde che, partendo dalle falde dei monte stesso, va digradando con una levità ed una varietà di colori senza pari, sino a tuffarsi incomparabilmente e a confondersi con l'azzurro del mare.
Ed allora l'occhio spazia e trova quanto di più bello possa offrirsi alle pupille appassionate. Tutto resta nel cuore e infonde una felicità, una gioia di vivere che esala dalla terra stessa e che nel tempo fa sentire il suo richiamo.
Attraverso il corso Umberto si arriva nella zona più panoramica. Dapprima si ha modo di scorgere il Torrione, la più grande torre di Forio, destinato a diventare museo civico, come già lo fu dello scultore e poeta Giovanni Maltese.
Dopo Piazza Municipio si apre allo sguardo lo scenario maestoso del Soccorso: un terrazzo, un belvedere formato sulla sommità di un promontorio, ai cui lati si curvano due seni, l'uno terminante a mezzogiorno col promontorio dell'imperatore, l'altro a settentrione va a fin alla punta del Caruso.
"Non vi è più bel punto di questo Comune di Forio, - si legge nella Storia del d'Ascia - sia per l'aria che vi si respira, sia per l'orizzonte che vi si scopre, per il paesaggio che si osserva. Mentre il mare, il seno, gli scogli, le punte, i lidi ti stanno da presso e con la più perfetta armonia cingono e fanno omaggio a questo punto amenissimo, il fabbricato del paese, le colline, il monte più lontano spiegano il loro panorama, in tutto lo sfoggio del loro incanto".
Spiaggia di Citara. Questa languida e bassa pianura è sormontata da colline accavallate e dal fianco austero dell'Imperatore, a picco tagliato sulla sua estrema punta settentrionale. Costituisce questa zona il punto più salutare di Forio, essendo il nome di Citara legato ad un’acqua oltremodo miracolosa e saluberrima.
Raffaele Castagna