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Benedetto Croce

Trentanni fa (20.11.1952) si verificava la morte del filosofo Benedetto Croce, nato a Pescasseroli il 25.2. 1886 da Pasquale Croce e Luisa Sipari.
L'evento è stato ricordato nelle pagine letterarie dei giornali.

Nella vita del grande filosofo c'è un momento, legato a Casamicciola Terme, che lasciò un profondo segno. La famiglia, che era solita frequentare il centro isolano per cure e villeggiatura, si trovò coinvolta sotto le macerie del terremoto (28 luglio 1883): trovarono la morte il padre, la madre e la sorella; lo stesso Benedetto, salvo per miracolo e operato due volte, restò afflitto per sempre da un lieve, ma ben visibile, difetto nel camminare.

- Una brusca interruzione e un profondo sconvolgimento sofferse la mia vita familiare per il terremoto di Casamicciola del 1883, nel quale perdetti i miei genitori e la mia unica sorella, e rimasi io stesso sepolto per parecchie ore sotto le macerie e fracassato in più parti del corpo. ( ... )
Lo stordimento della sventura domestica che mi aveva colpito, lo stato morboso del mio organismo che non pativa di alcuna malattia determinata e sembrava patire di tutte, la mancanza di chiarezza su me stesso e sulla via da percorrere, e le altre congiunte ansie giovanili, mi toglievano ogni lietezza di speranza e mi inchinavano a considerarmi avvizzito prima di fiorire, vecchio prima che giocane. Quegli anni furono i miei più dolo* si e cupi;i soli nei quali assai volte la sera, posando la testa sul guanciale, abbia fortemente bramato di non svegliarmi al mattino e mi siano sorti persino pensieri di suicidio. -
(Benedetto Croce - Contributo alla critica di me stesso)