Indietro

Archivio

Home

Comune d’Ischia – Seduta del Consiglio
del 24.03.1982 – Delibera n. 580 Reg. Del.

Oggetto – Legge 14.05.1981 n. 219 e successive modifiche ed integrazioni. Proposta di progetto di piano particolareggiato esecutivo e di recupero della zona di Campagnano a Ischia Ponte. Piano per una destinazione ad uso pubblico del Castello Aragonese. Variante del PRG.
Il Castello Aragonese dovrà essere destinato ad uso pubblico.
Il Comune di Ischia ne ha deliberato l'esproprio inserendo la sua rivalutazione in un vasto piano di recupero che mira a portare Ischia Ponte ad un livello di sviluppo pari a quello raggiunto dalla zona territoriale distinta, generalmente (accentuando un certo frazionismo isolano), con la denominazione "Ischia Porto".
In altre epoche ha fatto spicco l'indifferenza degli amministratori verso la salvaguardia di un patrimonio di indiscusso valore, soprattutto storico: situazione deplorata e deplorevole, la cui gravità è stata notata troppo tardi.
Il mutamento di rotta non ha trovato (inspiegabilmente) tutti uniti attorno al nuovo corso e non sono mancate posizioni tendenti a privilegiare lo stato dei fatti.
Di certo il problema non può dirsi e considerarsi superato dal provvedimento assunto dall'Amministrazione comunale di Ischia, poiché la vera e sostanziale attività operativa sarà il fattore determinante e qualificante della volontà di rinnovamento. E questo ultimo aspetto, anche in rapporto ai tempi (certamente lunghi) di attuazione, apporta qualche preoccupazione: l'impegno non sarà limitato all'Amministrazione che oggi gestisce la cosa pubblica e ci si chiede se avrà continuità e valore l'atteggiamento del momento, nel caso di mutamenti (uomini e partiti politici) al vertice amministrativo.
La vastità del progetto accentua le incertezze proprio in un momento in cui la situazione finanziaria, nazionale e locale, si presenta stentata.
Al di là di considerazioni che possono essere entusiastiche o fredde con piena giustificazione, resta comunque positivo l'atto deliberativo che è testimonianza di un interesse nuovo, già palesatosi con il recupero delle pinete e della Torre di Michelangelo.
Per il futuro occorre anche dare spazio alla fiducia e al senso di responsabilità!
        (Raffaele Castagna)
Nelle pagine seguenti pubblichiamo il testo integrale della delibera riguardante il progetto di piano particolareggiato esecutivo e di recupero della zona da Campagnano a Ischia Ponte. Piano per una destinazione ad uso pubblico del Castello Aragonese.
 
Relazione Brandi
Colleghi Consiglieri, siamo chiamati questa sera a decidere sul primo grande piano di recupero, con il quale si intende creare un nuovo strumento urbanistico "particolareggiato esecutivo" in linea con il PRG - I limiti fisici di questo piano di recupero vanno dalle pendici di Campagnano giù fino a Ischia Ponte e dal mare alla via G.B.Vico includendo, per omogeneità di politica territoriale, il Castello Aragonese.
La scelta fatta dall'Amministrazione Comunale, in direzione di questa fascia di territorio, obbedisce ad una precisa volontà politica che vuole dare testimonianza, ad Ischia Ponte ed al Castello Aragonese, della loro insostituibile funzione storica.
Ma non è solo la storia che ha mosso il Comune di Ischia verso levante, il preponderante interesse da un punto di vista paesistico, la vocazione turistica, ma anche un particolare degrado edilizio ed igienico dell'abito di Ischia Ponte hanno indicato in questa parte, la più bella dell'isola, la più bisognevole di un intervento programmatico.
E si è raccolta la diffusa volontà di non separare l'antico Borgo dei Celsi dal resto del territorio, ma renderlo punto aggregante delle varie funzioni.
Per fare tutto ciò vi era bisogno di poche e semplici indicazioni:
- la prevalenza della qualità sulla quantità;
- la qualità dell'intervento reso fruibile attraverso la riattrezzatura del territorio;
- la prevalenza dell'interesse generale sul particolare ;
- una vibrante tensione alla ricerca del bello.
Tra queste semplici preposizioni si sono operate delle scelte prioritarie, individuando nei servizi sociali gli elementi capaci di creare i presupposti per un salto qualitativo della vita. Per poter bene operare si è dovuto partire da un'analisi, per sapere e capire tutto quanto di anomalo era avvenuto, per quantizzare lo squilibrio del territorio, per controllare tutto quanto di disarmonico e disorganico era stato perpetrato dalla iniziativa privata ai danni degli interessi e delle necessità generali del territorio.
Il piano di recupero n.1 ha dovuto rispondere quindi ad una somma di esigenze da una parte private e dall'altra pubbliche, ma tutto con un unico denominatore: la programmazione.
L'iniziativa privata, alla quale va riconosciuto il ruolo centrale in una economia di sviluppo di un paese, va programmata anche con rigore, con quel rigore che finora è mancato.
Il piano di recupero, proprio perché proviene da un'analisi completa ed approfondita che ha tenuto conto di tutte le componenti che operano in una società e si dirige verso una società futura più vivibile e meno caotica, va inteso non come una cintura di castità ad un pezzo di territorio, ma come dettagliata programmazione con l'obiettivo del recupero urbanistico ed edilizio per i cittadini di Ischia.
Per quanto attiene all'economia, alla luce della prevalente vocazione turistica della nostra isola, le scelte concretizzate nel piano si sono rivolte verso un unico indirizzo :
- condizioni di vita migliori per coloro che visitano ed abitano temporaneamente l'isola attraverso la protezione paesistica dell'ambiente, della flora e la possibilità di fruire di tale spazio.

Il verde
Ecco bisogna dire che il problema del recupero delle aree verdi esistenti, il miglioramento e la protezione delle sostanze arboree di alto fusto come pure della macchia mediterranea, la creazione di zone a parco naturale attrezzato, hanno trovato in questo piano di recupero piena cittadinanza. Come pure bisogna dire che è stato individuato un sistema del verde, che avviluppa il nostro Comune in un lungo abbraccio, estendendosi dalla collina di S. Alessandro e zone limitrofe fino a Soronzano e Campagnano, collegandosi allo spinone di verde che da Fondo Bosso va fino al mare e che divide ed unisce Ischia Porto ad Ischia Ponte.

I parcheggi
Il bisogno di pedonalizzare il centro storico di Ischia Ponte potrà finalmente essere appagato perché due grandi parcheggi coperti alle porte dell'antico Borgo ingoieranno oltre 300 auto consentendo così una minore pressione del traffico sull'attività commerciale.
Il parcheggio Carta Romana sorgerà sulla via omonima subito dopo l'edificio scolastico e si svilupperà su due livelli entrambi coperti capaci di oltre cento posti macchina, mentre la terrazza di copertura del primo livello offrirà 10 ambienti di circa 50 mq ciascuno da destinare ad attività commerciali.
Il parcheggio coperto Pontano sorgerà al centro della località Siena e si stenderà su circa 4000 mq ospitando 200 auto, mentre la struttura soprastante sarà adibita a piccola piazza, luogo di riunioni e piccoli negozi.

Il piano di recupero
Il piano di recupero per il centro storico di Ischia Ponte parte dai campi di applicabilità, stabilisce l'iter degli interventi previsti, definisce gli interventi per la ordinaria e straordinaria manutenzione, raccorda gli interventi di restauro conservativo e di risanamento, puntualizza gli interventi di ristrutturazione edilizia, urbanistica e quelli di riparazione ed adeguamento antisismico, tratta gli interventi da un punto di vista tecnico partendo dalle fondazioni fino a stabilire il tipo di intonaci da utilizzare per dare a questa zona una visione omogenea ed unitaria.
Una vera e propria "summa" dove nulla è lasciato al caso e dove tutto trova un organico coordinamento ed una pratica e facile attuabilità.
Il Comune, quale ente pubblico, ed i privati, singolarmente od in consorzio tra di loro, sono i destinatari degli interventi previsti nel piano di recupero n. 1 e non va esclusa, anzi va sottolineata, la possibilità che per gli interventi di rilevante e preminente interesse pubblico il Comune crei delle convenzioni con i privati.
Abbiamo detto della vocazione turistica della nostra isola e della protezione del verde scendendo nell'esame particolare del piano. Questi due momenti trovano pieno riconoscimento attraverso la creazione di grandi aree a verde pubblico "sociale", "naturale", "attrezzato". Un'area è prevista intorno alla Torre di Michelangelo, altra nella zona di S. Anna, mentre due aree a verde pubblico sono previste sulla collina di Soronzano. Per rendere attive queste zone di intervento è previsto, tra l'altro, un percorso pedonale che partendo dalle ultime case di Ischia Ponte si dipani attraverso la costa fino a raggiungere le prime balze di Campagnano.

Il Castello
Il Castello Aragonese rappresenta la parte più importante di questa progettazione e su di esso dovranno confluire tutti gli sforzi della pubblica amministrazione. Stabilito che la destinazione d'uso del Castello dovrà essere pubblica, l'amministrazione si è preoccupata di stabilire dei criteri di polifunzionalità tali da garantire un pieno utilizzo della cittadella per tutto l'arco dell'anno, creando su di essa un polo di interesse turistico-culturale di rinomanza internazionale.
È la proiezione europea, della quale già dicemmo qualche tempo fa, che travalica i limiti comunali e nazionali, che va perseguita attraverso attività culturali e scientifiche della CEE. L'ipotesi che si attaglia al Castello è tipica di organismi internazionali che operano nel campo della scienza e della cultura disseminati in larga parte dell'Europa ed intensamente frequentati. Si dovrà creare un organismo capace di tracciare programmi di studio, corsi di perfezionamento, attività congressuali, simposi scientifici, corsi di studi post-laurea, eccetera.
Certamente tutto questo non è facilmente realizzabile, ma 1' ente pubblico deve dare un segno della sua presenza nella storia, dando la prevalenza a questi grandi temi capaci di migliorare la società del 2000.
Il turismo potrà finalmente avere nel Castello la sua consacrazione di livello superiore: manifestazioni artistiche e musicali, festival cinematografici, teatrali, premi letterari avranno finaiment una cornice fisica che nessun aggettivo più compiutamente può lasciare intendere. Si farà turismo e cultura sul Castello d'Ischia in direzione di un'attività continuativa, ma si farà soprattutto cultura nel senso di recupero e restauro del Castello con rinnovata destinazione d'uso.
Ecco dunque a grandi linee tratteggiato il piano di intervento che il Comune di Ischia intende adottare.
Indubbiamente occorrerà molto tempo e molto danaro, ma un primo ed importante segno è stato dato. Uno degli itinerari turistici programmati dal Ministro dei Beni Ambientali e Culturali si chiamerà: Circeo - Pitecusa ed avrà come punto di arrivo il Castello Aragonese.
Il finanziamento
L’impegno finanziario previsto, con una erogazione triennale è di oltre dieci miliardi.
A tanto si è potuto addivenire perché si sono felicemente combinati alcuni momenti politici e culturali. Lo Stato non è più assente dinanzi ai grandi monumenti della storia, i politici dimostrano una rinnovata sensibilità verso la cultura. L'impegno degli amministratori locali non si riferisce solo alle piccole cose, ma tenta di percorrere sentieri più aspri ed impegnativi che conducono ai salti di qualità della vita sociale.
Colleghi consiglieri, al di là di tutte le valutazioni che possiamo dare su questo nuovo strumento urbanistico mi preme dire che questa sera la storia si ferma in questo consiglio comunale. Dobbiamo far prevalere tutti quanti gli interessi ampi e di grande respiro della collettività a discapito di quelli più angusti dei singoli partiti che rappresentiamo. Se la politica a volte ci divide, la storia ci unisce e proprio per dare ad essa la testimonianza della nostra intelligenza e della nostra lungimiranza dobbiamo dare un contributo fecondo e creativo alla analisi di questo piano.
 
IL DIBATTITO
Segue il dibattito generale, al quale partecipano i tecnici (prof. Gubitosi, prof. Izzo, arch. Iacono).
Il prof. Gubitosi fa presente che i tecnici sono partiti dalla comparazione di due rilievi aerofotogrammetrici, l'uno del '68 e 1'altro dell'80, rilevando con certezza la situazione attuale per ottenere l'analisi storica e quindi della evoluzione e dello sviluppo verificatisi nel tempo. Aggiunge che, sulla base di tale analisi, si sono individuati tre punti fondamentali: il primo che va da Campagnano a Ischia Ponte, il secondo costituito dal Castello Aragonese. Dice che da quanto sopra si è tratta la convinzione che era necessario redigere un piano particolareggiato esecutivo che rendesse più vivibile e fruibile lo spazio da parte dei cittadini soprattutto di quelli residenti conservandolo a verde ed evitando l'ulteriore degrado ambientale, anche se ciò comporterà necessariamente la limitazione della possibilità di costruire ulteriormente. Prosegue affermando che il verde costituisce quindi il tessuto connettivo fondamentale che ha caratterizzato la progettazione, ad eccezione di alcune zone riservate ad insediamenti idrotermali per cure terapeutiche e tutto ciò nel pieno rispetto del PRG.
Dice che, per quanto riguarda l'abitato di Ischia Ponte, alla progettazione si è tenuta particolarmente presente la necessità di chiudere al traffico le strade, con conseguente creazione di opportune zone di parcheggio. Quanto poi al comparto edilizio costituito dalle sue abitazioni, è stata presa in considerazione la necessità di conservarle, pur ristrutturandole ed adattandole alle necessità odierne, senza però snaturarle e togliendo loro le sovrastrutture che vi si sono aggiunte nel tempo, alternandole. Aggiunge che, per quanto riguarda l'isolotto sul quale insiste il Castello Aragones esso va riservato all'uso pubblico, conferendogli però una destinazione viva, come centro di cultura e di ricerca, che attiri una serie di studiosi e di docenti di tutto il mondo.
Conclude dicendo che deve trattarsi di una struttura di gestione che tenga attiva l'attenzione per tutto l'anno, specie ad un inserimento nel circuito turistico internazionale.
Onorato - Si dichiara perplesso specialmente per il fatto che per anni la Sovrintendenza ai Beni Ambientali ha sistematicamente rifiutato qualsiasi parere favorevole per la realizzazione di attrezzature idrotermali o d'altro genere. Prosegue affermando che con gli indici previsti si verificherà una colata di cemento che seppellirà il verde. Aggiunge, a proposito dei parcheggi, che quello di Cartaromana pare vada bene, ma non quello di località Siena e non tanto per i problemi che si dovranno affrontare, di carattere sia tecnico che economico, ma bensì per i problemi urbanistici che esso crea, per cui sarebbe più opportuno realizzare un parcheggio a livello. Chiede infine quale soluzione è prevista in relazione all'indice dello 0,10 in rapporto alle costruzioni abusive già realizzate.
Di Meglio Domenico - Dichiara che, atteso il repentino cambiamento della filosofia del gruppo dei progettisti rispetto a quelli delineati nella riunione dei capigruppo consiliari, egli non può fare a meno di condividere le perplessità esposte dal cons. Onorato per cui fa rilevare la necessità di un maggiore approfondimento.
Rispoli - Fa rilevare che l'Amministrazione avrebbe dovuto avere il coraggio di chiedere ai progettisti di tener presente anche la zona della 167, che gravita sulla zona interessata al piano e che, allo stato, è carente di attrezzature secondarie. Critica quindi la relazione idrogeologica, perché, a suo avviso, approssimativa e mancante di analisi che sarebbe stato necessario fare effettuare per essere certi di poter utilizzare bagni termali e non piuttosto bagni di mare, dato l'alto tasso di salinità riscontrato nelle acque esaminate, peraltro di bassa temperatura. Critica, altresì, la mancanza di indicazioni, anche di larga massima, in ordine a possibilità di convenzione con privati per la realizzazione delle opere loro affidabili.
Scotti - Fa presente che, oltre a quanto già fatto rilevare da chi lo ha preceduto, deve ancora affacciare delle perplessità sia in ordine al previsto pontile per gli aliscafi nella parte iniziale di Ischia Ponte, sia soprattutto in relazione alla doppia fila di negozi da realizzare sul parcheggio, che indubbiamente disturberebbero la visuale. Per quanto attiene alle zone E chiede che quanto meno vengano rispettate le previsioni di piano. Aggiunge che, per ciò che concerne l'art. 7 a pagina 22 della relazione, è necessario consentire la realizzazione di strutture a servizio di manufatti esistenti e che possono essere migliorate. Dichiara infine di dissentire circa l'espropriazione dell'isolotto del Castello Aragonese, facendo rilevare innanzi tutto che la previsione di 3 miliardi è assolutamente insufficiente in relazione ai prezzi correnti, in quanto se è vero che si parla di esproprio è pur vero che gli espropri vanno indennizzati ed a prezzi di mercato. Prosegue affermando che più realisticamente l'intervento andrebbe limitato solo al Maschio.
Gubitosi - replica che l'esproprio di tutto trova la sua logica in una richiesta del Ministero.
Scotti - Fa presente che non gli risulta esservi un ultimatum in tal senso da parte del Ministero.
Cenatiempo - in una risposta globale, fa rilevare che spesso nella redazione di un progetto alcune soluzioni tecniche cozzano contro soluzioni politiche. Aggiunge che per quanto riguarda l'indice dello 0,10, questo è riduttivo rispetto all'indice dello 0,20 del PRG. Per gli insediamenti idrotermali spesso un indice alto concentrato in pochi punti è meno dannoso di un indice basso ma diffuso. Prosegue affermando che la presente progettazione si è prefisso principalmente la finalità di dare un corpus normativo che indirizzasse il lavoro delle Commissioni dell'Edilizia e dei Beni Ambientali.

Segue una sospensione dei lavori, per dare luogo ad una riunione tra i capigruppo consiliari tendente alla ricerca di un accordo.

L'obiettivo non viene raggiunto, avendo le minoranze chiesto il rinvio di una ventina di giorni per l'esame del piano, con esclusione dell'esproprio del Castello Aragonese.
Di Meglio Giovanni - puntualizza che il rinvio richiesto era motivato dalla circostanza che mentre la maggioranza ha avuto due anni per poter impartire le direttive per l'impostazione del piano, d'altra parte non ha ritenuto di aderire al rinvio di una ventina di giorni per consentire alla minoranza di poter dare un fattivo contributo al riguardo.
Il Presidente risponde che non è possibile accettare un tale rinvio che produrrebbe tutta una serie di ritardi con conseguenze imprevedibili.
Onorato - fa rilevare che questo piano particolareggiato arriva all'esame del Consiglio con notevole ritardo per cui il suo gruppo non era alieno dall’esaminarlo con benevolenza,bma tuttavia deve esprimersi contro di esso in quanto, con gli emendamenti proposti dalla maggioranza ai criteri che inizialmente hanno informato i progettisti guidati dal prof. Gubitosi, si sono completamente stravolti tali criteri. Infatti, egli aggiunge, l'indice dello 0,10 generalizzato toglierà la possibilità all'isola d'Ischia di fregiarsi del titolo di isola verde, poiché la zona interessata dal P.P. sarà invasa completamente dal cemento. D'altra parte sarebbe stato più opportuna la fissazione per le zone produttive di un lotto minimo di 8000 mq con indice del 25 per cento. - Fa presente che la proposizione di tali indici scaturiva dalle nostre precedenti esperienze negative. Ribadisce che il gruppo PCI non può quindi che respingere tale P.P., perché esso si rende conto che certe previsioni di piano devono per prima cosa essere realizzabili, mentre le previsioni del presente piano non lo sono, come ad esempio il parcheggio in località Siena. Aggiunge che mancano insediamenti di tipo sociale come asili, scuole, ecc. Fa rilevare inoltre di dover constatare che esiste una grossa scollatura fra i componenti la maggioranza e fra questa ed i progettisti. Dichiara inoltre la sua preoccupazione per il fatto che il P.P. sottoposto all'esame del Consiglio è già oggetto in questa stessa sede di variazioni, il che a suo avviso sta ad indicare quelle divergenze tra i componenti della maggioranza o tra questa ed i progettisti, a cui si accennava prima.
Conclude dichiarando che, per tali motivi, il gruppo PCI voterà contro se il P.P. sarà quello con le modifiche apportate in questa sede e voterà a favore se il P.P. sarà quello sottoposto ai capigruppo consiliari. Inserisce quindi a verbale il seguente intervento:
Osservazioni ed emendamenti al p.p.e. (da Campagnano ad Ischia Ponte).
Diciamo innanzitutto che l'elaborazione di questo strumento urbanistico va visto, da parte nostra, come una speranza che esso rappresenti un primo tentativo di pianificazione del territorio del Comune di Ischia e che rappresenti, quindi, una inversione di tendenza rispetto alla consolidata volontà politica delle amministrazioni DC che si sono succedute alla guida del nostro paese che è stata sempre quella di evitare qualsiasi regolamentazione dell'organizzazione del territorio, dando spazio al fiorire indisciplinato di iniziative private che tanto danno hanno arrecato al patrimonio ambientale del nostro Comune. Tale volontà politica scaturiva dalla ristretta ottica clientelare su cui la DC locale ha fondato sempre le proprie fortune elettorali dichiarandosi sempre pronta a favorire il privato intenzionato ad edificare in un assoluto vuoto di strumenti di programmazione.
Si concorda pienamente sull'impostazione generale data a questo strumento urbanistico intesa al recupero delle aree verdi come modo di riequilibrare lo sviluppo distorto verificatosi negli anni passati col saccheggio del territorio operato dall'edilizia abusiva.
Detto questo, però, va subito sottolineata la preoccupazione che un P.P.E. così inteso vada a rappresentare una punizione per quei cittadini che rispettosi della legge si sono astenuti dall'edificare sui propri terreni e quindi un premio per coloro che, invece, hanno costruito sui propri terreni in spregio alle normative vigenti; premio in quanto si andrebbe a valorizzare notevolmente il loro edificato vincolando a verde tutte le aree ancora disponibili e rendendole quindi quasi di pertinenza di questi fabbricati.
Spetta quindi all'Amministrazione comunale fare in modo che questi abusivisti paghino un prezzo a favore dell'intera collettività e quindi anche di coloro che si vedono defraudati del diritto di costruire sul proprio terreno andando anche a demolire, in quei casi di speculazione macroscopica, dove l'eventuale pagamento di una sanzione non restituirebbe alla collettività il pregio ambientale distrutto.
Esaminando nel dettaglio il P.P.E. si nota subito una contraddizione di fondo tra quanto asserito in premessa, circa la salvaguardia del verde superstite e la possibilità prevista di insediamenti turistico-idrotermali di notevoli proporzioni in delle aree, quali quelle previste immediatamente a ridosso della costa, contrassegnate con la sigla F3A, che sono senz'altro le più suggestive e di maggiore pregio ambientale tra tutte le altre prese in considerazione.
Esaminiamo il dettaglio tecnico di previsione per dette zone: si è stabilito una superficie minima di lotto di 5000 mq; un'altezza non inferiore a m 3,50 con la lodevole intenzione di limitare le altezze di questi insediamenti ad un unico piano in modo da ridurre il più possibile la vista dal mare e si è quindi assegnato un indice di fabbricabilità fondiaria non superiore a 0,60 mc/mq.
Vale a dire che su di un lotto di 5000 mq è consentita l'edificazione di un volume di 3000 mc.
Prendendo in esame la somma di tutte le superfici (circs 38000 mq) si avrà un volume realizzabile di mc 22.800 pari ad u na superficie coperta di mq 7.600. - Un vero mare di cemento visibilissimo in tutta la sua estensione superficiaria dalle zone interne (Via Nuova Cartaromana, Campagnano, ecc.).
Lo stesso PRG è stato stravolto in questo aspetto là dove andava a prevedere per tali zone un indice di fabbricabilità fondiaria pari a solo 0,15 mc/mq. - A tutto ciò si aggiungano le strutture scoperte che si andranno a realizzare (piscine, chioschi, piste, ec e.) e si capirà facilmente come queste zone verranno completamente stravolte nel loro originale assetto ambientale.
Si propone pertanto di aumentare l'estensione minima di lotto a mq 8000 riducendo l'indice di edificabilità fondiaria a 0,25 mc/mq, in modo tale da consentire la realizzazione di strutture valide anche dal punto di vista produttivo e senza che il territorio vada ad essere fortemente alterato nel suo aspetto naturale. Si propone altresì che venga regolamentata anche la realizzazione delle strutture scoperte sia nel loro numero che nelle loro dimensioni.
Si raccomanda ancora che i parcheggi previsti a servizio delle dette zone per convenzione, dovranno essere realizzati a totale carico del privato.
Per quanto attiene al progetto dei parcheggi sotterranei si fa notare come, specialmente per quello da realizzare nella zona Pontano, l'idea progettuale è difficilmente realizzabile, in quanto interrando la detta struttura la si andrebbe a collocare direttamente al di sotto del livello del mare. Si capisce facilmente, quindi come l'uso di tecnologie e di materiali atti a consentire la realizzazione e la conservazione di tale opera rendano non convenientie tale soluzione sotto l'aspetto economico.
Se poi si andasse a sopraelevare l'attuale piano di campagna così come lascia intravedere la relazione del P.P.E., si andrebbe completamente a stravolgere l'assetto naturale della zona procurando un notevole danno sotto il profilo paesaggistico.
Pur condividendo, pertanto, la scelta della realizzazione d’un parcheggio in tale zona, si suggerisce l'attuazione di una soluzione più semplice che lasci l'ambiente allo stato naturale.
Non si condivide inoltre l'ubicazione di un pontile d'ormeggio per aliscafi nei pressi della spiaggetta ai piedi del "Miramare e Castello" in quanto tale struttura andrebbe a pregiudicare irrimediabilmente l'uso della stessa spiaggetta allo stato molto frequentata.
Si è d'accordo circa l'acquisizione al patrimonio pubblio del Castello Aragonese ed al recupero delle strutture in esso esistenti, il tutto finalizzato ad attività culturali e scientifiche anche a livello internazionale.
Si è notato ancora in questo strumento urbanistico l'assoluta assenza di previsione di strutture sociali quali scuole ed impianti sportivi necessari, ormai, a seguito del forte incremento abitativo verificatosi in questi ultimi anni.
(...)
Mazzella Aniello - fa rilevare che il gruppo PSI era convinto che dopo la premessa fatta all'inizio di una proposta aperta, la maggioranza sarebbe stata disposta ad accettare i suggerimenti che provenivano dalle minoranze. Afferma inoltre che il rinvio di 2 giorni richiesti scaturiva dalla sentita necessità di poter dare un fattivo contributo ad un piano di tale mole, ma che tuttavia, dopo le argomentazioni del Sindaco circa l'urgenza della immediata approvazione del piano, non resta al suo gruppo di avanzare proposte peraltro di carattere politico e non certo teorico. Fa rilevare innanzi tutto che non è felice la creazione di un pontile là dove è previsto, ma che sarebbe stato più opportuno localizzarlo al termine di via Marina o alla base del Palazzo Malcovati, dando così impulso reale allo sviluppo di Ischia Ponte. Si chiede poi quale fine abbiano fatto il progetto dell'ing. Cesareo e quello dell'ing. Barracaracciolo e se non sia il caso di tenere presente per Ischia Ponte la ricerca delle rovine della Antica Pithaecusa probabilmente sommerse, in modo da farne un itinerario turistico sottomarino.
Prosegue affermando che gli indici proposti dello 0,60 per parchi idrotermali e dello 0,10 per le zone agricole contrastano con le affermazioni del prof. Gubitosi di salvaguardia del verde in quanto con tali indici invece del verde si avrà solo il grigio del cemento.
Aggiunge che occorre inoltre tener presente che le zone idrotermali sono male ubicate in posti non corrispondenti a sorgenti allo stato esistenti e che quelle esistenti non pare presentine caratteristiche tali da farle ritenere effettivamente curative essendo di bassa temperatura, per cui saranno necessarie forti incidenze di spesa per riscaldarle.
Muove quindi dei rilievi in ordine alla scelta del percorso del sentiero pedonale specie in relazione alla statica delle zone che esso attraversa. Ribadisce che il gruppo del PSI intende per tali ragioni scindere le proprie responsabilità da quelle della pseudo filosofia dell'attuale piano. Per quanto riguarda poi il Castello ed il suo esproprio, dichiara che non può che condividere l'esproprio stesso, già da tempo sollecitato dal gruppo del PSI, mentre non ne condivide la sua destinazione.
Di Meglio Domenico - fa rilevare in ordine alle capacità terapeutiche delle acque termali che non era necessario l'intervento del geologo in quanto era sufficiente esaminare le acque delle piscina dell'Hotel Aragonese, che hanno una temperatura di 38gradi e non sono salse. Si dichiara d'accordo sull'esproprio dell'intero solotto del Castello di Ischia per destinarlo ad uso pubblico e sollecita in tale senso un voto unanime di tutto il Consiglio.
Chiede che il P.P. sia più restrittivo allo scopo di evitare interpretazioni estensive di tecnici interessati. Si dice convinto che un P.R. crea comunque e sempre degli scontenti e dei sacrifici ma ritiene che il presente P.P. sia suscettibile di correttivi e propone quindi, oltre al lotto minimo di 8000 mq, l'indice dello 0,3 mc/mq e fa presente che, in tal caso, anche il gruppo PCI potrebbe aderirvi. Annuncia quindi il voto favorevole all'acquisizionr dell'isolotto, con invito ad affrettare le procedure e si riserva invece di esprimere il proprio voto sul piano di recupero.
Scotti - per dichiarazione di voto, fa presente che è contrario a una riduzione degli indici. Per quanto riguarda il parcheggio in località Siena fa rilevare l'opportunità di modificare l'ubicazione dei negozi e per l'isolotto dichiara, in considerazione delle limitate disponibilità e delle spese che comporterà la gestione, egli sarebbe dell'avviso di procedere all'esproprio del solo Maschio.
De Simone - rileva, anche in relazione a quanto emerso dal dibattito, che evidentemente i progettisti si sono dimostrati in contrasto fra la loro dichiarata filosofia del verde e gli indici suggerit che tendono a coprire di cemento il verde esistente. Entra poi in polemica con il gruppo PSI per ragioni non inerenti l'argomento in discussione.
Rispoli - fa presente che, trattandosi di tre distinti punti, sarebbe necessario procedere a tre diverse votazioni. Chiede poi chiarimenti sul termine "eliminazione" che a suo avviso dovrebbe essere "scorporo".

Il Presidente - invita il consiglio comunale, sulla base della discussione emersa e sulle indicazioni degli indici di edificazione ai quali si è in linea di massima raggiunta un'intesa, a trovare un convergenza anche sulla proposta da sottoporre ai voti per fare in modo che il Consiglio, all'unanimità, dia una indicazione in positivo alla collettività trattandosi di un Piano di sviluppo socio-economico che interessa la zona finora meno interessata alla attività turistica del Comune, anche e soprattutto perché il Piano rappresenta una concreta inversione di tendenze, alla edificazione priva di guida programmatica.
Onorato - si dichiara d'accordo per il comparto minimo di 8000 mq e l'indice 0,30.
De Angelis - propone l'approvazione della relazione così come proposta e con le seguenti modifiche:
a) Eliminazione pontile
b) Pag. 28 - Le aperture sono consentite per ogni tipo di edificio purché realizzate in arretramento rispetto al filo del cornicione e non siano visibili dal ciglio della strada antistante.
c) Aggiungere nella relazione la pag. 26 bis.
d) La planovolumetria prevista nel Piano ha valore indicativo e non prescrittivo e pertanto i volumi edificati saranno definiti in sede di convenzione e comunque non potranno essere superiori all'indice di edificabilità stabilito che è dello 0,30 mc su mq per un lotto nel comparto minimo di 8000 mq.
e) L'area a verde sociale annessa al comparto non deve essere sottoposta a espropri, e viene computata ai fini della determinazione della volumetria degli insediamenti ove costituisce pertinenza degli stessi.
f) Cimitero - il vincolo di inedificabilità viene ristretto a 50 metri.
g) Tutte le zone El -0,10 previo computo planovolumetrico delle zone con lo scorporo delle cubature già realizzate a partire dall'1.9.1968.
h) Pag. 26 bis viene aggiunto il capoverso da pag. 24 dalla parola - "per la manutenzione".
i) pag. 50 - No.

I consiglieri Di Meglio Domenico e Rispoli propongono che si voti su tre punti con votazioni distinte.
Presidente replica che l'atto è unico ed unica deve essere la votazione.
Si passa quindi alla votazione per appello nominale della proposta De Angelis.
Consiglieri che hanno votato a favore n. 23 (Balestriere, Balestrieri, Brandi, Cenatiempo, Cesareo, D'Arco, De Angelis, De Simone, Di Costanzo, Di Meglio Domenico, Ferrandino Francesco, Ferrandino Paolo, Mazzella Salvatore, Mazzella Vincenzo, Morgioni, Onorato, Scotti, Silvestro, Sorrentino, Spignese, Trani Gabriele, Trani Giovanni, Zabatta).
Consiglieri che hanno votato contrario n. 4 (Di Meglio Giovanni, Ielasi, Mazzella Aniello, Rispoli).
Il Presidente proclama l'esito della votazione, in base alla quale la proposta De Angelis risulta approvata con 23 voti favorevoli e 4 contrari.
Scotti - per il gruppo PLI detta la seguente dichiarazione:
Noi Liberali ribadiamo il nostro NO all'esproprio totale del Castello, in quanto riteniamo assurdo ed estremamente pericoloso ai fini amministrativi imbarcarci in un discorso che prevede grosso impiego di mezzi e di fondi, i cui stanziamenti ci appaiono lontani ed improbabili. Riteniamo invece molto più realistico concentrare l'esproprio al solo Maschio, del resto lo stesso progetto di recupero vede graficamente risolto solo questa parte del Castello, in quanto si andrebbe a sanare una situazione abusiva esistente e con minore spesa, anche a livello gestionale, dotare la comunità di una valida infrastruttura, nel mentre per tutti gli altri spiazzi o ambienti esistenti sul Castello si potrà concordare con i proprietari l'utilizzo in caso di eventuali manifestazioni a più ampio respiro.
Noi Liberali riteniamo che un così gravoso impegno economico, si pensi che per la Villa Arbusto di Lacco Ameno si prevede una spesa di gestione annuale di L.750 milioni, lasciamo immaginare quale impegno si andrà ad assumere con il Castello. Non crediamo di certo che la DC sia solo allettata dalle circa 200 assunzioni da effettuare a restauri avvenuti. Ecco perché per non gravare ulteriormente sui già fiscalizzati ischitani che abbiamo votato NO all'esproprio totale del Castello.
Di Meglio Giovanni - per il gruppo PSI per dichiarazione di voto fa presente che, poiché non è stato possibile votare separatamente, si dichiara favorevole all'esproprio del Castello, mentre si dichiara contrario sul P.P. ed il piano di recupero, riportandosi alle motivazioni addotte dai Consiglieri Rispoli ed Ielasi.