Indietro

Archivio

Home

Casamicciola
Idee nuove per il rilancio

Casamicciola, già regina del termalismo isolano, meta preferita della migliore società italiana e straniera, ricordata ed amata da personaggi illustri, quali Giuseppe Garibaldi, e da scrittori famosi,quali Enrico Ibsen, da circa un ventennio è andata sempre più decadendo, sicché oggi è la cenerentola del termalismo isolano, dimenticata da "Dio" e da un certo tipo di turismo medio-borghese che le si addiceva e che per decenni era stato la fonte di benessere per i suoi abitanti.
Oggi, purtioppo, Casamicciola langue in una situazione turistica niente affatto florida. Insomma in questo Comune si "vivacchia" soltanto con un turismo della "mappatella" che dà molto fastidio a coloro che cercano riposo. E così gli stabilimenti termali sono, sì, sempre al tutto esaurito, ma a che prezzo?; al prezzo della "dequalificazione". La decadenza di Casamicciola a nostro avviso va ricercata in più punti.
Per prima cosa bisogna dire che la ex cittadina termale (diciamo "ex" in quanto requisiti necessari sono, ol­tre a quella prettamente termale, an­che l'organizzazione sociale e ricet­tiva; e tutto questo a Casamicciola "non" è di casa) non ha mai avuto la gioia di vedere realizzato alcun tipo di "cooperazione"; in definitiva, ognuno ha pensato a se stesso, si è accontentato di guadagni che gli permettessero di vivere bene e non si è mai preoccupato di pensare che l'unione fa la forza. Una forza disgregatrice la troviamo presente, purtroppo, anche in un campo qual è lo sport, in cui dovrebbero trionfare idee associazionistiche; ed allora non ci meravigliamo se troviamo ben tre squadre di calcio che si contendono a suon di polemiche l'egemonia del calcio casamicciolese.
La polemica, altro male di Casamicciola: purtroppo è nell’indole di noi casamicciolesi sempre polemici e questo tipo di protesta lo si nota anche a livello "politico-partitico'', in quanto da un ventemio a questa parte, in consiglio comunale si è sempre l'un contro l'altro armati, e Casamicciola è andata morendo lentamente ed oggi è addirittura agonizzante.
Gli albergatori mai hanno pensato a darsi un'organizzazione valida a livello associativo.
Mai Casamicciola, attraverso i termalisti e gli albergatori, ha pensato di propagandare tramite la RAI (radio e televisione), congressi scientifici, raduni e studi periodici, le proprie acque (come hanno fatto sia Montecatini che Abano Terme e sono state premiate dall'italiano medio che è poi quello che ha più bisogno delle cure termali). L'unica salvezza a livello turistico è proprio la propaganda in Italia, per riportare nella cittadina termale isolana l'italiano.
Ci diceva Giuseppe Silvestri (albergatore):
«Bisognerebbe pensare ad un opuscoletto che illustri tutte le varie caratteristiche delle acque dei singoli stabilimenti di Casamicciola, in quanto oggi il turista bisognoso di cure non entra più in uno stabilimento per fare le cure, se non conosce prima tutto su quelle acque e su quei fanghi. E poi il centro di Casamicciola si dovrebbe spostare a P.za Bagni, sede naturale del tempo libero del turista in cura, con la creazione di negozi vari nella stessa piazza e lungo le strade limitrofe. Ma purtroppo non c'è ancora la volontà di pensare a tutto ciò».
In effetti la  proposta del sig. Silvestri è valida, poiché Casamicciola per ritornare a parlare in termini di "termalismo" ha bisogno di spostare il suo "cuore" a Piazza Bagni, dove sarebbe bene creare un altro ufficio postale ed un'altra farmacia; la stessa Piazza, al riparo da qualsiasi tipo di venti, potrebbe diventare il luogo ideale di ritrovo sia estivo che invernale.
Ma a Casamicciola tutto questo, forse, è utopia, anzi resterà utopia fino a quando non verranno banditi i campanilismi ed egoismi; solo allora, chissà, si potrà parlare di rinascita; oggi comunque bisogna registrare solo cose che non vanno:
- il porto "eternamente" in costruzione, abbandonato definitivamente dalla Caremar e poi anche dalla Navigazione Michelangelo;
- le strade tutte dissestate e sporche, anzi luride;
- un Osservatorio geofisico, un tempo baluardo contro i terremoti, e oggi del tutto in abbandono;
- il Pio Monte della Misericordia, ormai preda delle erbacce e dei senza tetto;
- dulcis in fundo, un Comune che non funziona in tutti i sensi (oltre tutto l'unico Comune isolano a non avere una "casa" propria).
Si salverà Casamicciola?
La risposta a questa domanda è meglio demandarla ai posteri, in quanto oggi l'unica risposta possibile è condizionata dalla rabbia e dalla disperazione.

Giuseppe Amalfitano