La Preside Anna Di Meglio Baldino
lascia la scuola dopo 43 anni di servizio
Ero militare a Casarsa all'epoca del terremoto in Friuli e mi capitò di assistere allo scambio di consegne al vertice del mio reparto.
Confesso che la cerimonia mi colpì per il calore umano che promanava. Il rimpianto, in sostanza, non era del comandante che lasciava la truppa (in fondo non aveva rimpianti, in quanto effettivamente aveva fatto il suo dovere, anche con decisioni che scontentavano il soldato, ma in definitiva servivano a farlo maturare), bensì degli stessi soldati che, solo allora, si rendevano conto di che cosa avrebbero perduto con l'addio del loro comandante.
Ischia, 1980 — Scuola Media Statale Scotti: la Preside, Anna Di Meglio Baldino, va in pensione dopo 43 anni di servizio ininterrotto.
La scuola certo non è una caserma, ma alcune gerarchie (oggi molto approssimative) e certe situazioni (il passaggio di consegne al vertice, ad esempio) mi ricordano il meraviglioso periodo del servizio militare.
Dunque Anna Di Meglio Baldino, la «Preside» per eccellenza dell'isola d'Ischia, se ne va in pensione, lascia il ponte di comando della «sua» scuola per godersi, anima e corpo, il meritatissimo riposo.
Austera e nello stesso tempo cordiale, mi ha accolto, in un assolato mattino di maggio, nel suo ponte di comando (la presidenza) per raccontarmi qualcosa dei suoi 43 anni di servizio «tutti di ruolo», come tiene a precisare ella stessa.
«Non lascio la scuola con rammarico» - inizia con tono austero - «ma vado via soddisfatta, perché ho dato alla scuola tutto quello che potevo dare nei miei 43 anni di servizio. Ho dato il meglio di me stessa, non assentandomi mai e, quando ho avuto i figli, mi sono assentata per appena 10 giorni. L'ultimo dei miei figli, Giuseppe, avvocato affermato, è nato il 23 settembre (la sera), giorno in cui sono stata presente a scuola fino alle 14; sono poi rientrata il 4 ottobre. Per questo fatto il Provveditore mi inviò una lettera di compiacimento».
La Preside è un fiume di parole, ma ho la possibilità di interromperla per chiederle quando con esattezza andrà in pensione.
«Il 10 settembre prossimo lascerò la scuola - risponde decisa - e lascerò anche in eredità a tutti, docenti ed alunni, un esempio di umanità, di rettitudine, di scrupoloso adempimento del dovere e di profondo amore per gli alunni; sono anche convinta che quanti operano nella scuola non devieranno dalla strada tracciata con la mia azione efficace e continua».
Il discorso scorre deciso e la signora Anna mi racconta tanti episodi dei suoi 43 anni di servizio; il discorso poi scivola sulla situazione della scuola, oggi.
«Ho fondato tutte le Scuole Medie dell'isola (Forio, Casamicciola, Barano)» - afferma decisa la Preside Baldino - e ne sono fiera. La scuola di oggi, comunque, ha bisogno di una sola cosa: dell'esempio»; a tal proposito mi cita il Tommaseo: «L'esempio è il maestro per eccellenza, è la scuola pratica del genere umano».
E' difficile il mestiere di preside?
«Non è difficile, ma importantissimo, in quanto è il Preside che fa la scuola, senza che se ne accorgano quelli che gli stanno intorno».
Che differenza c'è fra il Preside di oggi e quello di ieri?
«C'è una differenza enorme, in quanto oggi, al contrario di ieri, non c'è più il senso del rispetto e della gerarchia nella nuova classe dei capi d'istituto; il rispetto per tutto ciò che è più nobile, più alto, porta inconsapevolmente al miglioramento di tutti quelli che operano nella scuola e per la scuola».
Il ricordo più bello e quello più brutto.
«Porto via solo quelli belli; ricordi brutti non esistono nel mio animo. Il ricordo più bello è quello di un piccolo pescatorino che, a fine anno scolastico, mi portò in omaggio una conchiglia dicendomi che, poiché non aveva un fiore, me la portava con tutto il cuore, perché voleva ringraziarmi di ciò che avevo fatto per lui».
Cosa farà dopo il 10 settembre?
«Certamente non farò più la Preside. Ho avuto delle offerte da scuole parificate, ma non accetterò mai, in quanto in quel tipo di scuola il Preside è solo una figura che non comanda niente e deve sottostare a tante situazioni stranissime che, per una persona ligia al dovere come me, sarebbero insostenibili. Scriverò libri, invece, e farò per hobby lezioni ad alto livello a chi desidererà riceverle».
Finisce qui l'intervista alla Preside Baldino che lascia la scuola. Personaggi come lei entrano, giocoforza, nella leggenda e la scuola italiana di oggi ha proprio bisogno di queste leggende, per rispecchiarsi e fare anche l'autocritica.
Giuseppe Amalfitano