Costante ascesa del movimento turistico
Il poeta francese Alphonse Marie-Louis de Lamartine così scriveva nel lungo racconto Graziella di ambientazione ischitana e procidana:
«L'isola d'Ischia è un'unica montagna a picco sul mare con la candida cima sbrecciata dal fulmine che protende i denti nel cielo.... non c'era casa sospesa su per le pendici della montagna che non rappresentasse in sogno la dimora ideale di un poeta o d'un amante».
Secoli dopo la scrittrice italiana Elsa Morante faceva eco alla prosa poetica di Lamartine scrivendo ne L'isola di Arturo: «Le isole del nostro arcipelago laggiù sul mare napoletano sono tutte belle...là nei giorni quieti il mare è tenero e fresco e si posa sulla riva come una rugiada. Ah, io non chiederei di essere un gabbiano né un delfino... mi accontenterei di essere uno scorfano, ch'è il pesce più brutto del mare, pur di ritrovarmi laggiù a scherzare in quell'acqua».
Ciò che rappresentava il sogno di Elsa Morante è divenuto realtà per centinaia di migliaia di persone che da oltre un ventennio vengono ad Ischia, senza trasformarsi in gabbiani o in delfini né in scorfani, per scherzare nelle limpide acque isolane, siano esse marine o minerali. Infatti dal 1952 ad oggi il movimento dei forestieri ha conosciuto una costante ascesa, raggiungendo nell'anno di grazia 1979 e superando senza sforzi il muro dei tre milioni di presenze.
Negli ultimi 4 anni, dal 1976 al 1979, la corsa al superamento di certe cifre è divenuta quasi frenetica; queste le relative presenze:
-1976 : 2.079.527
-1977 : 2.776.616
-1978 : 3.024.680
-1979 : 3.196.847
Il grosso salto da canguro è avvenuto nel 1977, allorquando si è avuto uno sbalzo di ben 697.089 presenze in più dell'anno precedente, con una percentuale di incremento del 33,5 per cento; negli anni successivi (1978 - 1979) si sono avuti aumenti di 248.064 e di 102.167 presenze: il che sta a significare che ormai si sta per raggiungere uno standard di movimento turistico in rapporto alla ricettività alberghiera ed extra-alberghiera, anch'essa in fase di assestamento definitivo.
Tale movimento che rappresenta la terza parte di quella dell'intera Regione Campania si è frazionato nell'arco di 8 mesi, e perecisamente dal mese di marzo al mese di ottobre, rappresentando un ombrello sotto il quale si sono riparate le attività economiche indotte che hanno prodotto un giro economico di affari raggirantisi intorno alla circolazione valutaria di oltre 300 milioni; il che rappresenta una stabile economia che concorre a raggiungere un traguardo di tutto rispetto.
Ne deriva che, pro capite ogni abitante dell'isola (vecchi e bambini compresi) è stato, e lo è tuttora, protagonista, diretto o indiretto, di almeno 8 milioni di lire di cifra di affari stagionale - una media tra le più elevate d'Europa e forse la più elevata in Italia.
Sta qui, infatti, la valida spiegazione dell'evidente e generalizzato benessere economico, di cui godono ormai tutti gli strati sociali della popolazione. Occorre dire che si tratta di un benessere del tutto meritato e del quale sono stati artefici gli ischitani.
Ne sono testimonianza i numerosi alberghi e pensioni (circa 250) con i 16.000 posti-letto ai quali sono da aggiungere gli alloggi privati e quelli extralberghieri che sfuggono alle verifiche statistiche, ma che sono confermati almeno dal numero elevatissimo di presenze contemporanee nell'isola, creati e gestiti dagli ischitani a proprio rischio e pericolo.
E' altresì vero che in pratica il rischio accettato coraggiosamente dagli operatori economici locali era quasi nullo per almeno tre motivi così riassumibili:
1) Ischia ha sempre avuto una fama e una tradizione (o vocazione) turistica consolidata nel tempo sia pure a livello di vertice sociale elitario.
2) Il termalismo già famoso addirittura all'epoca dei romani in ogni caso costituiva e costituisce ancora oggi una carta vincente sulla quale del resto hanno puntato tutti gli operatori economici.
3) L'isola aveva già attirato nomi prestigiosi della cultura mondiale (da Ibsen a Truman Capote, da Hemingwai a Moravia, da Gilles a Bargheer, da Croce a Walton), che hanno formato il piedistallo sicuro quale rampa di lancio del turismo moderno.
La tendenza dell'afflusso turistico è costantemente al rialzo, soprattutto da parte del turismo germanico che occupa sempre il primo posto, certamente favorito anche dal rapporto di cambio tra il DM e la lira italiana.
Tanto che si dice, per ogni turista nordico che abbandona Ischia vi sono pronti almeno tre tedeschi che lo rimpiazzano, anche se l'Azienda di cura, soggiorno e turismo delle isole di Ischia e Procida sta programmando un azione di propaganda in altri Paesi europei per avere un'alternativa di mercato.
Franco Postiglione