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La corsa dell'Angelo
Il pellegrinaggio di Casamicciola

Il periodo della Santa Pasqua è caratterizzato non solo dalla ripresa del movimento turistico, ma anche dalle numerose manifestazioni a sfondo religioso e peraltro ricche di motivi folcloristici e culturali.
Significativa è la la Corsa dell'Angelo che ha luogo contemporaneamente a Forio, a Lacco Ameno e a Casamicciola Terme, con circostanze anche diverse tra l'una e l'altra, la domenica di Pasqua. Vi partecipano con interesse e attenzione isolani ed ospiti, italiani e stranieri, che numerosi affollano l'isola d'Ischia. I canti tradizionali si alternano con le illustrazioni in lingua tedesca relative agli avvenimenti che si svolgono nel corso della rappresentazione.
Molte parole latine trovano nel canto popolare un'inflessione tutta particolare, come"Restu, restu, sicuti sisti, alleluja, alleluja, ora pronobisiri, ora pronobiseris, alleluja.. (resurrexit sicut dixit, ora pro nobis, alleluja).
Verso la fine c'è un rito, da cui si tende a ricavare auspici per l'anno in corso: una prova di abilità e di forza. Un uomo vestito di bianco avanza, al centro della folla, verso la statua del Cristo, portando uno stendardo con in cima un peso ed un pennacchio. Al momento convenuto lo stendardo deve essere abbassato lentamente, ma bisogna evitare che il peso tocchi terra per l'imperizia o l'incapacità del responsabile a sorreggere il peso. Se la prova riesce, positivi sono i presagi per il raccolto (anticamente la popolazione era dedita al lavoro dei campì) ed il portatore conserva il privilegio di ripetere la prova l'anno successivo.

Caratteristico è anche il pellegrinaggio della popolazione di Casamicciola al Santuario di S. Restituta, il lunedì in albis. La processione, in partenza dalla Parrocchia di S. Maria Maddalena, attraverso via Ebdomade, si porta a Lacco Ameno, le cui autorità si uniscono al corteo in località Fundera. Preghiere e canti si intrecciano, come ringraziamento.
Il tradizionale rito si riannoda ad un fatto luttuoso accaduto sull'isola, anche se riesce difficile precisare una data. «E' certo però - scrive don Pasquale Polito nella monografia Lacco Ameno: il paese, la protettrice, il folklore - che tutta l'isola si obbligò per voto a compiere ogni anno il pellegrinaggio alla Chiesa di S. Restituta. Per l'adempimento i sei Comuni fissarono la settimana dopo Pasqua: forse perché la popolazione, allora in gran parte agricola, era più libera dai lavori dei campi; forse per altre ragioni non giunte sino a noi»,
Con il tempo il ricordo si affievolì, l'adempimento cominciò ad apparire assai gravoso, considerate le distanze. Soltanto Casamicciola, paese vicino e confinante, ha continuato a mantenere viva nel suo popolo la tradizione del pio pellegrinaggio.