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La tutela dell'ambiente

Settembre 1978 - 1979 - 1980 : tre incontri e dibattiti promossi dalla Biblioteca comunale di Lacco Ameno e condotti dal dott. Giuseppe Febbraro hanno posto in primo piano il tema dell'ambiente. In  particolare ci si è soffermati sulla
legge 10 maggio 1976 n.319 (Legge Merli), la quale - ha detto il relatore - segnava un momento determinante dell'intervento pubblico in tema di governo delle acque, superando la fram­mentarietà della legislazione precedente.
Finalmente veniva precisato un bene giuridico nuovo, costituito dall'elemento "acque", e si ponevano le premesse per la successiva determinazione giuridica di un valore onnicomprensivo e unitario: l'ambiente, verso la cui tutela si indirizzano molteplici poteri di programmazione, controllo e gestione di tutti gli enti territoriali.
La legge Merli istituzionalizzava il sistema del controllo preventivo come unico rimedio per una efficace tutela dei corpi idrici e per il perseguimento di un generale risanamento delle acque. Purtroppo i ritardi della programmazione pubblica e la carenza di idonei impegni finanziari vanificavano di mol­to l'applicazione della legge. Da que­sto la necessità di apportare delle modifiche ed integrazioni al fine di rimuovere gli ostacoli principali che si erano frapposti al raggiungimento degli obiettivi della legge Merli. Tale funzione è stata assolta dalla legge 24 dicembre 1979 n. 650.
Infatti la nuova legge "apporta notevoli modifiche sia al modello organizzativo che alla disciplina sostanziale e, soprattutto, fornisce di strumenti finanziari le strutture pubbliche preposte alla tu­tela del bene "acqua -ambiente". In quanto all'assetto organizzativo, le modificazioni si hanno con il completa­mento dell'ordinamento regionale e con le nuove disposizioni della legge sul servizio sanitario nazionale - Legge 23. 12.1978 n. 833.
Appare così possibile intraprendere un discorso nuovo e completo sull'ambiente e la salute umana. Per quanto riguarda le modifiche alla disciplina sostanziale, la legge n.650 introduce una più realistica politica di adeguamento degli scarichi da insediamenti produttivi; sottopone agli stessi obblighi vigenti per gli insediamenti produttivi le imprese agrìcole, che sono ritenute ad essi assimilabili; prevede un sistema di controllo degli scarichi nelle unità geologiche profonde; disciplina l'approvvigionamento idrico autonomo; prevede il finanziamento pubblico delle opere di igiene ambientale realizzate da Comuni, Consorzi e Comunità montane.
Bisogna comunque precisare che, nonostante le modifiche apportate, non sono state chiarite tutte le incertezze della precedente legislazione ed in particolare quelle che hanno originato questioni di incostituzionalità. Appare dunque indispensabile adoperarsi presto e bene per giungere ad una legislazione precisa e definitiva sulla tutela dell'ambiente. Alla stessa, insieme alla sensibilizzazione degli individui e ad un'azione seria degli enti locali, è legata la sopravvivenza delle popolazioni.

Giuseppe Silvestri