"L'isola d'Ischia,
già divisa in sei comuni di recente unificati e di nuovo
in via di spartizione - si legge nel testo di una conferenza
tenuta al Centro di Studi Isclani nel 1945 dal dott. Giuseppe Baldino
- si distingue a rigore in sette dialetti differenti per la fonetica:
di essi diamo l'area approssimativa nell'annessa cartina.
Non tendiamo, però, determinare dei confini linguistici a
guisa di quelli territoriali, perché in realtà non
esistono delimitazioni dialettali, sibbene compenetrazioni di aree
diverse paragonabili al moto ondoso. Il lessico, però, è
uguale per le singole parlate; sono pochi i fonemi e le voci caratteristiche
di determinate zone linguistiche e non tali da renderci possibile
una qualsiasi delimitazione territoriale dei parlanti e, comunque,
un giudizio sulla maggiore o minore grecità dei medesimi.
Neppure la toponomastica ed onomastica ci soccorrono in ciò,
poiché i nomi greci dell'una e dell'altra branca sono ugualmente
sparsi, frammisti ai latini, per tutta l'isola.
Quanto alla pronunzia, i parlari più facili ed eufonici si
riscontrano lungo la costa settentrionale (Ischia, Casamicciola,
Lacco), maggiormente aperta al traffico e frequentata da forestieri
nell'antichità come al presente. Ad occidente seguono le
aree di Forio e Panza dai caratteristici suoni, schiacciati più
o meno, e dai frequenti marcati dittonghi. Il parlare diventa più
oscuro e più sensibili si fanno le differenziazioni fonetiche
man mano che, varcata la barriera centro-occidentale dell'Epomeo,
si procede verso sud. I casali rurali di Succhivo, Ciglio, Serrara-Fontana
e S. Angelo, conservano le caratteristiche glottiche dei parlari
meridionali (siciliani) e soprattutto la notevole nasalizzazione
dittongale che si va poi attenuando con l'avanzare verso l'interno.
I distretti montani di Moropano, Barano, Pieio e Fiaiano hanno del
foriano e dell'isclano, ma del primo non hanno l'asprezza (suoni
schiacciati e dittonghi), né dell'altro la fluidità.
Il dialetto di Campagnano è un baranese (meglio piejese)
attenuato molto prossimo all'isclano. Procida, infine, ritiene le
caratteristiche fonetiche dei paesi meridonali della vicina Ischia"
(Giuseppe Baldino - Sostrato arcaico della lessicografia isclana,
1945).
Già in passato abbiamo dedicato spazio a questo aspetto della
lessicografia isclana, pubblicando, fra l'altro, uno specifico testo
sul dialetto foriano (richiestoci molte volte anche da studiosi
universitari) e la ristampa delle opere poetiche del foriano Giovanni
Maltese. In questa sede vogliamo proporre all'attenzione uno studio
("rigorosamente filologico" lo definisce il citato Baldino),
della dott. Ilse Freund, allieva del Rohlfs a Lipsia, sul dialetto
di Serrara Fontana dal titolo "Beiträge zur Mundart
von Ischia" (il testo è in tedesco), pubblicato
nel 1933, con materiale raccolto a Serrara Fontana. Nella prefazione
l'autrice ringrazia quanti l'hanno aiutato nel lavoro: il parroco
Mario Iacono e il fratello ins. Stefano Iacono; ed inoltre Brigida
Mattera (frazione Calimera) e le nipoti Bigina e Pierina, Teresa
di Mast'Antonio di Fontana (78 anni) e la sorella Agnesina, Giuseppina
Iacono di Fabio di Fontana. Mentre è in preparazione
la pubblicazione completa, nella traduzione di Nicola Luongo,
riportiamo la parte introduttiva, un racconto trascritto in appendice,
il glossario ed un commento di Giovanni Castagna.
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