M O T I V I


di  Raffaele Castagna

Terminata una stagione turistica, ne consegue che ciascuna parte interessata al settore proceda alle valutazioni di competenza, riguardanti sia le proposte offerte, sia il modo con cui le medesime sono state accettate dalla clientela, se così si può dire. C'è quindi un bilancio da fare, sia in termini economici, nell'aspetto più utilitaristico, sia in senso di credibilità, di servizi e di motivi che costituiscono la base, giammai completa ed esaustiva, per migliorare in arrivi e presenze, e cioè un ritorno e un rinnovo nell'ambito dei frequentatori dell'isola. Non è soltanto il privato imprenditore, forse il più diretto interessato, ma anche l'istituzione pubblica a dover procedere in tale direzione, al fine di considerare il positivo ed il negativo evidenziatosi nell'arco dei mesi estivi e di allestire conseguentemente un programma per il futuro, che abbia il suo punto centrale non solo nell'eliminare le note stonate, ma anche e soprattutto nel rendere sempre più accogliente l'isola e le sue contrade.
Considerato il passato e tenendo presente la divisione comunale dell'isola, si presenta in primo piano la necessità di dare ai vari problemi (naturalmente nei tempi opportuni) delle soluzioni unitarie (cosa ovviamente difficile forse) che abbiano il buon senso di mettere sulla bilancia tutte le varie esigenze, su un piano di parità decisionale. In fondo è interesse comune avere dei comportamenti univoci sia in questo che in quel centro, per non creare disorientamento e incomprensione sia nei turisti e villeggianti che negli stessi cittadini isolani.
I servizi pubblici possono porsi come maggiormente determinanti ed influenti nelle fortune di una località turistica, poiché incidono su tutti e non soltanto su un ristretto numero di persone, oltre a costituire l'aspetto più appariscente nel corso dei movimenti quotidiani e della normale attività. Si pensi al traffico, al trasporto pubblico, alla pulizia delle strade, all'inquinamento acustico, al rifornimento idrico, alla mancanza di una opportuna valorizzazione delle risorse specifiche.
Questo ultimo punto ci porta alla constatazione, sempre ed in ogni circostanza evidenziata, che non si sviluppa e non si concretizza nel periodo invernale una precisa impostazione dei problemi generali che abbia lo scopo di trovare soluzioni nuove o più logiche rispetto a quelle che magari sono state attuate in precedenza e rivelatesi insoddisfacenti. Carente è una appropriata programmazione di interventi tendenti a divulgare, in modo sempre più incisivo, l'immagine dell'isola con le sue caratteristiche ambientali e climatiche, oltre che con la virtù delle sue acque termominerali, in cui si intravede l'occasione più costante del turismo isolano che perciò va sviluppandosi da marzo ad ottobre e si pone come punto qualificante per un sia pur ridotto movimento invernale, da novembre a febbraio. Una necessità, questa, che non può considerarsi mai soddisfatta del tutto, perché si prospettano continuamente altri richiami per altre località e conservarsi certe preferenze non è cosa che si verifica facilmente, specialmente nei tempi moderni. In tal senso sarebbe opportuno armonizzare fra le varie organizzazioni e far conoscere tutto ciò che nel corso dell'anno si offrirà al turista, per dargli la possibilità di porre con convinzione l'isola nel suo proprio itinerario annuale e tra le proprie scelte.
Pur considerando che oggi è inconcepibile pensare ad un turismo per cura che non tenga conto del turismo da diporto e che bisogna riuscire a contemperare le due esigenze, bisogna peraltro dare maggiore forza a proporre come elementi precipui il termalismo ed il climatismo. Questi costituiscono i fattori originari, cui danno un valido contributo naturalmente fattori derivati, come la ricettività, l'ospitalità, lo sviluppo delle risorse territoriali e culturali che non sono poche.
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Se oggi non è possibile spingere la gente a muoversi senza la macchina, occorre pur trovare degli antidoti in grado di salvaguardare altre esigenze, senza far pesare tutto peraltro sugli automobilisti con divieti, multe e parcheggi per lo più a pagamento. Una volta si sperava nel miglioramento dei servizi pubblici per porre un freno al problema, ma poi si è visto che questo comunque non può soddisfare appieno le richieste. Viaggiare in affollati mezzi non piace a nessuno, specialmente dopo lunghe attese al sole dell'estate; e forse non conviene neppure economicamente. Limitare l'afflusso, evitando di far sbarcare le macchine della Campania, si è sempre rivelato inefficace, per la facilità con cui si riesce a superare il provvedimento. Dopo il possibile ricorso alle targhe alterne e l'introduzione dei bollini, dovrebbe pur trovarsi unitariamente una soluzione che dia qualche risultato positivo. Ma al di là di altre considerazioni e scelte che dovranno pur essere fatte, occorre pensare ad una vera e propria politica dei parcheggi nell'ambito di ciascun comune, in modo da liberare molte strade che, rese del tutto libere, permetterebbero senz'altro una facile circolazione in ogni ora della giornata e con buone prospettive sia in periodo estivo che invernale.