Terminata una stagione turistica, ne consegue che ciascuna
parte interessata al settore proceda alle valutazioni di competenza,
riguardanti sia le proposte offerte, sia il modo con cui le
medesime sono state accettate dalla clientela, se così
si può dire. C'è quindi un bilancio da fare,
sia in termini economici, nell'aspetto più utilitaristico,
sia in senso di credibilità, di servizi e di motivi
che costituiscono la base, giammai completa ed esaustiva,
per migliorare in arrivi e presenze, e cioè un ritorno
e un rinnovo nell'ambito dei frequentatori dell'isola. Non
è soltanto il privato imprenditore, forse il più
diretto interessato, ma anche l'istituzione pubblica a dover
procedere in tale direzione, al fine di considerare il positivo
ed il negativo evidenziatosi nell'arco dei mesi estivi e di
allestire conseguentemente un programma per il futuro, che
abbia il suo punto centrale non solo nell'eliminare le note
stonate, ma anche e soprattutto nel rendere sempre più
accogliente l'isola e le sue contrade.
Considerato il passato e tenendo presente la divisione comunale
dell'isola, si presenta in primo piano la necessità
di dare ai vari problemi (naturalmente nei tempi opportuni)
delle soluzioni unitarie (cosa ovviamente difficile forse)
che abbiano il buon senso di mettere sulla bilancia tutte
le varie esigenze, su un piano di parità decisionale.
In fondo è interesse comune avere dei comportamenti
univoci sia in questo che in quel centro, per non creare disorientamento
e incomprensione sia nei turisti e villeggianti che negli
stessi cittadini isolani.
I servizi pubblici possono porsi come maggiormente determinanti
ed influenti nelle fortune di una località turistica,
poiché incidono su tutti e non soltanto su un ristretto
numero di persone, oltre a costituire l'aspetto più
appariscente nel corso dei movimenti quotidiani e della normale
attività. Si pensi al traffico, al trasporto pubblico,
alla pulizia delle strade, all'inquinamento acustico, al rifornimento
idrico, alla mancanza di una opportuna valorizzazione delle
risorse specifiche.
Questo ultimo punto ci porta alla constatazione, sempre ed
in ogni circostanza evidenziata, che non si sviluppa e non
si concretizza nel periodo invernale una precisa impostazione
dei problemi generali che abbia lo scopo di trovare soluzioni
nuove o più logiche rispetto a quelle che magari sono
state attuate in precedenza e rivelatesi insoddisfacenti.
Carente è una appropriata programmazione di interventi
tendenti a divulgare, in modo sempre più incisivo,
l'immagine dell'isola con le sue caratteristiche ambientali
e climatiche, oltre che con la virtù delle sue acque
termominerali, in cui si intravede l'occasione più
costante del turismo isolano che perciò va sviluppandosi
da marzo ad ottobre e si pone come punto qualificante per
un sia pur ridotto movimento invernale, da novembre a febbraio.
Una necessità, questa, che non può considerarsi
mai soddisfatta del tutto, perché si prospettano continuamente
altri richiami per altre località e conservarsi certe
preferenze non è cosa che si verifica facilmente, specialmente
nei tempi moderni. In tal senso sarebbe opportuno armonizzare
fra le varie organizzazioni e far conoscere tutto ciò
che nel corso dell'anno si offrirà al turista, per
dargli la possibilità di porre con convinzione l'isola
nel suo proprio itinerario annuale e tra le proprie scelte.
Pur considerando che oggi è inconcepibile pensare ad
un turismo per cura che non tenga conto del turismo da diporto
e che bisogna riuscire a contemperare le due esigenze, bisogna
peraltro dare maggiore forza a proporre come elementi precipui
il termalismo ed il climatismo. Questi costituiscono i fattori
originari, cui danno un valido contributo naturalmente fattori
derivati, come la ricettività, l'ospitalità,
lo sviluppo delle risorse territoriali e culturali che non
sono poche.
Se
oggi non è possibile spingere la gente a muoversi senza
la macchina, occorre pur trovare degli antidoti in grado di
salvaguardare altre esigenze, senza far pesare tutto peraltro
sugli automobilisti con divieti, multe e parcheggi per lo
più a pagamento. Una volta si sperava nel miglioramento
dei servizi pubblici per porre un freno al problema, ma poi
si è visto che questo comunque non può soddisfare
appieno le richieste. Viaggiare in affollati mezzi non piace
a nessuno, specialmente dopo lunghe attese al sole dell'estate;
e forse non conviene neppure economicamente. Limitare l'afflusso,
evitando di far sbarcare le macchine della Campania, si è
sempre rivelato inefficace, per la facilità con cui
si riesce a superare il provvedimento. Dopo il possibile ricorso
alle targhe alterne e l'introduzione dei bollini, dovrebbe
pur trovarsi unitariamente una soluzione che dia qualche risultato
positivo. Ma al di là di altre considerazioni e scelte
che dovranno pur essere fatte, occorre pensare ad una vera
e propria politica dei parcheggi nell'ambito di ciascun comune,
in modo da liberare molte strade che, rese del tutto libere,
permetterebbero senz'altro una facile circolazione in ogni
ora della giornata e con buone prospettive sia in periodo
estivo che invernale.
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