Non
c'è che dire: la stagione estiva nel suo più
ampio significato temporale, con cui oggi ci riferiamo
al periodo turistico della nostra isola, ma soprattutto
i mesi di luglio e di agosto, offrono costantemente
ed annualmente immancabili motivi di discussione e di
vibrante dialettica, di interpretazione degli aspetti
legati al fenomeno del grande movimento di massa (inteso
unicamente in termini di quantità e non di qualità,
considerato che ormai non è più il caso
di parlare di indirizzo elitario per nessuna località)
e quindi di generali posizioni critiche ora in un senso
ora nell'altro per qualsiasi situazione. Ai problemi
di vecchia data si aggiungono quelli che sempre presentano
i nuovi tempi per le esigenze della gente, che da una
parte non riesce e non vuole adattarsi ad un sistema
di vita e di comportamenti che tenga nel massimo (o
almeno dovuto) conto l'esistenza di altri esseri simili,
dall'altra si mostra, in posizione egoistica, insofferente
verso queste stesse scelte, una volta che appaiono più
diffuse e da tutti assimilate. E quindi ognuno si regola
come se si trovasse in un mondo esclusivamente proprio.
In
primo piano nel contesto negativo dell'isola sembra
porsi di solito la questione delle macchine, verso cui
è maggiormente rivolta l'attenzione repressiva
(multe) soprattutto per sosta in zone vietate, alcune
delle quali rese tali soltanto in estate. Ci si potrebbe
fare a volte la convinzione che i vigili stagionali
siano assunti dai vari Comuni per tale scopo precipuo
se non unico; non è raro vederli circolare o
presentarsi in una zona con il libretto in mano, già
pronti e convinti di dover procedere alla quotidiana
distribuzione di "attesi" messaggi. Il che,
di converso, bisogna dire che non scoraggia affatto
gli automobilisti, che continuano a non tener conto
di segnali e divieti. Ma in proposito sarebbe interessante
una statistica per constatare quante multe si facciano
per soste vietate e quante invece per altre infrazioni,
come sorpassi pericolosi e velocità eccessive
sulle difficili strade dell'isola.
Comunque, oggi i problemi più impertinenti e
più incisivi tali da proiettare negativi riflessi
sul turismo futuro sono senz'altro quelli legati all'inquinamento
acustico e alla evidente impossibilità di tenere
pulite le nostre strade, libere da cumuli di rifiuti:
impossibilità che è poi anche diretta
conseguenza della facilità con cui si è
soliti depositare a tutte le ore i sacchetti, all'interno
e all'esterno dei cassonetti, nonché ogni specie
di oggetto e di suppellettile che in casa è stata
sostituita. Ritornando al concetto iniziale di un mondo
tutto proprio, è evidente che non viene valutata
minimamente la situazione di coloro che si ritrovano
queste cose costantemente davanti le proprie abitazioni.
Ed anche a questo proposito sarebbe opportuno constatare
se i vigili mettano la solita solerzia nel controllare
e cercare di correggere tali abitudini, se i rispettivi
Comuni hanno stabilito per ogni zona quando e come si
debbano depositare i sacchetti dei rifiuti.
Si diceva dell'inquinamento acustico,
in cui peraltro il traffico ha un ruolo marginale. Se
si pensa che nel passato si leggeva di Comuni in cui
veniva vietato l'uso degli zoccoli per le strade, oggi
pensiamo che nulla si faccia per assicurare una certa
calma e tranquillità, specialmente in alcune
ore. Al di là di una generale e comune inclinazione
alla rumorosità in casa e fuori (lo stesso uso
del telefonino comporta a volte un elevato timbro di
voce), impazza ovunque sino a notte inoltrata la musica
a tutto volume che coinvolge non soltanto i convenuti
alla specifica manifestazione e al ritrovo, ma interi
quartieri, in cui diventa impossibile sia riposare sia
eventualmente sentire la televisione, per distrarsi
e non restare a rodersi il fegato nell'attesa che ritorni
una parvenza di silenzio.
Ma ci chiediamo: sono adottate
dai Comuni delibere che stabiliscano delle regole per
tutti?
In un'isola che ha nel termalismo
l'aspetto qualificante della sua lunga stagione turistica
dovrebbe essere in primo piano la determinazione di
garantire le condizioni indispensabili perché
tutti possano trascorrere un periodo di distensione,
di riposo, di serenità, cercando di eliminare
o limitare il più possibile le cause di perturbazione
e di irritazione, quali rumori molesti, disturbi del
riposo. Ma chi è convinto di queste cose?
A
dimostrazione che spesso sull'isola si procede sull'onda
dell'improvvisazione e di provvedimenti che non hanno
a monte nessuna fase di studio, di dibattito e di confronto,
è scoppiata in piena estate e nel mese più
caotico la questione dei bollini per le macchine (uno
per ogni nucleo familiare), con l'intento di limitare
la circolazione veicolare, accresciuta peraltro dalla
presenza di macchina che, almeno per l'esistenza diun
certo divieto di sbarco, non dovrebbero trovarsi sull'isola.
Ma sono apparsi subito evidenti i problemi collegati
ad una decisione assunta senza una preventiva programmazione
ed una dettagliata messa a punto. Inoltre il comune
di Ischia, per dare maggiore efficacia alle sue deliberazioni,
ha quasi imposto ad altre amministrazioni di fare altrettanto,
per evitare eventuali impossibilità per i cittadini
di altri Comuni di accedere sul suo territorio, dove
peraltro sono ubicati gli uffici di tutte le istituzioni
pubbliche. Ci si è trovati molte volte nell'incertezza
di cosa fare e come comportarsi. Inutile dire che tutta
la situazione non farà che allontanare, piuttosto
che avvicinare, gli amministratori nella ricerca di
strategie unificate per portare a soluzione le tante
problematiche isolane (alla faccia della formazione
e divulgazione di una coscienza unitaria per arrivare
al comune unico!). La questione "traffico"
con i suoi vari e complessi aspetti si avvia ad essere
un difficilebanco di prova per chiunque. D'altra parte
tutti, quando si trovano in strada, imprecano contro
le file ininterrotte e la lentezza di procedere, ma
poi tutti egualmente protestano quando si cerca, in
un modo o nell'altro, di avviare qualche limitazione
o divieto. Al di là di tutto ciò, bisogna
pur rendersi conto che o si continui a presentare di
anno in anno il decreto di sbarco e si faccia rispettare,
oppure lo si abolisca del tutto, per evitare delle inutili
farse e per non diffondere la convinzione che ogni provvedimento
possa essere facilmente superato e trascurato dai più
furbi.
Un
altro argomento che meriterebbe un'ampia discussione
è quello concernente la tendenza che sembra aver
contagiato tutte le amministrazioni comunali nell'assegnare
e distribuire ai frequentatori dell'isola, e non soltanto
a chi abbia veramente fatto qualcosa per l'isola, le
cosiddette cittadinanze onorarie. Ci si potrebbe
chiedere: ma vale proprio così tanto (o
così poco) la cittadinanza di questo o
di quel nostro Comune?
Si
rende necessario trovare i fondi economici perché
il territorio resti costantemente controllato, di giorno
e di notte; un controllo non limitato alle zone centrali,
ma esteso il più possibile anche in ambito periferico,
al fine di imporre il rispetto delle deliberazioni che
ogni Comune adotta, sia per quanto concerne traffico
e macchine, sia in riferimento a comportamenti nella
giacenza dei rifiuti solidi nelle varie ore della giornata,
sia inoltre nella garanzia che venga assicurato il rispetto
delle norme nell'emissione di suoni acustici e di musiche,
per la quiete e la tranquillità di tutti
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