M O T I V I
di  Raffaele Castagna

Non c'è che dire: la stagione estiva nel suo più ampio significato temporale, con cui oggi ci riferiamo al periodo turistico della nostra isola, ma soprattutto i mesi di luglio e di agosto, offrono costantemente ed annualmente immancabili motivi di discussione e di vibrante dialettica, di interpretazione degli aspetti legati al fenomeno del grande movimento di massa (inteso unicamente in termini di quantità e non di qualità, considerato che ormai non è più il caso di parlare di indirizzo elitario per nessuna località) e quindi di generali posizioni critiche ora in un senso ora nell'altro per qualsiasi situazione. Ai problemi di vecchia data si aggiungono quelli che sempre presentano i nuovi tempi per le esigenze della gente, che da una parte non riesce e non vuole adattarsi ad un sistema di vita e di comportamenti che tenga nel massimo (o almeno dovuto) conto l'esistenza di altri esseri simili, dall'altra si mostra, in posizione egoistica, insofferente verso queste stesse scelte, una volta che appaiono più diffuse e da tutti assimilate. E quindi ognuno si regola come se si trovasse in un mondo esclusivamente proprio.
   In primo piano nel contesto negativo dell'isola sembra porsi di solito la questione delle macchine, verso cui è maggiormente rivolta l'attenzione repressiva (multe) soprattutto per sosta in zone vietate, alcune delle quali rese tali soltanto in estate. Ci si potrebbe fare a volte la convinzione che i vigili stagionali siano assunti dai vari Comuni per tale scopo precipuo se non unico; non è raro vederli circolare o presentarsi in una zona con il libretto in mano, già pronti e convinti di dover procedere alla quotidiana distribuzione di "attesi" messaggi. Il che, di converso, bisogna dire che non scoraggia affatto gli automobilisti, che continuano a non tener conto di segnali e divieti. Ma in proposito sarebbe interessante una statistica per constatare quante multe si facciano per soste vietate e quante invece per altre infrazioni, come sorpassi pericolosi e velocità eccessive sulle difficili strade dell'isola.
Comunque, oggi i problemi più impertinenti e più incisivi tali da proiettare negativi riflessi sul turismo futuro sono senz'altro quelli legati all'inquinamento acustico e alla evidente impossibilità di tenere pulite le nostre strade, libere da cumuli di rifiuti: impossibilità che è poi anche diretta conseguenza della facilità con cui si è soliti depositare a tutte le ore i sacchetti, all'interno e all'esterno dei cassonetti, nonché ogni specie di oggetto e di suppellettile che in casa è stata sostituita. Ritornando al concetto iniziale di un mondo tutto proprio, è evidente che non viene valutata minimamente la situazione di coloro che si ritrovano queste cose costantemente davanti le proprie abitazioni. Ed anche a questo proposito sarebbe opportuno constatare se i vigili mettano la solita solerzia nel controllare e cercare di correggere tali abitudini, se i rispettivi Comuni hanno stabilito per ogni zona quando e come si debbano depositare i sacchetti dei rifiuti.

   Si diceva dell'inquinamento acustico, in cui peraltro il traffico ha un ruolo marginale. Se si pensa che nel passato si leggeva di Comuni in cui veniva vietato l'uso degli zoccoli per le strade, oggi pensiamo che nulla si faccia per assicurare una certa calma e tranquillità, specialmente in alcune ore. Al di là di una generale e comune inclinazione alla rumorosità in casa e fuori (lo stesso uso del telefonino comporta a volte un elevato timbro di voce), impazza ovunque sino a notte inoltrata la musica a tutto volume che coinvolge non soltanto i convenuti alla specifica manifestazione e al ritrovo, ma interi quartieri, in cui diventa impossibile sia riposare sia eventualmente sentire la televisione, per distrarsi e non restare a rodersi il fegato nell'attesa che ritorni una parvenza di silenzio.
    Ma ci chiediamo: sono adottate dai Comuni delibere che stabiliscano delle regole per tutti?

    In un'isola che ha nel termalismo l'aspetto qualificante della sua lunga stagione turistica dovrebbe essere in primo piano la determinazione di garantire le condizioni indispensabili perché tutti possano trascorrere un periodo di distensione, di riposo, di serenità, cercando di eliminare o limitare il più possibile le cause di perturbazione e di irritazione, quali rumori molesti, disturbi del riposo. Ma chi è convinto di queste cose?
A dimostrazione che spesso sull'isola si procede sull'onda dell'improvvisazione e di provvedimenti che non hanno a monte nessuna fase di studio, di dibattito e di confronto, è scoppiata in piena estate e nel mese più caotico la questione dei bollini per le macchine (uno per ogni nucleo familiare), con l'intento di limitare la circolazione veicolare, accresciuta peraltro dalla presenza di macchina che, almeno per l'esistenza diun certo divieto di sbarco, non dovrebbero trovarsi sull'isola. Ma sono apparsi subito evidenti i problemi collegati ad una decisione assunta senza una preventiva programmazione ed una dettagliata messa a punto. Inoltre il comune di Ischia, per dare maggiore efficacia alle sue deliberazioni, ha quasi imposto ad altre amministrazioni di fare altrettanto, per evitare eventuali impossibilità per i cittadini di altri Comuni di accedere sul suo territorio, dove peraltro sono ubicati gli uffici di tutte le istituzioni pubbliche. Ci si è trovati molte volte nell'incertezza di cosa fare e come comportarsi. Inutile dire che tutta la situazione non farà che allontanare, piuttosto che avvicinare, gli amministratori nella ricerca di strategie unificate per portare a soluzione le tante problematiche isolane (alla faccia della formazione e divulgazione di una coscienza unitaria per arrivare al comune unico!). La questione "traffico" con i suoi vari e complessi aspetti si avvia ad essere un difficilebanco di prova per chiunque. D'altra parte tutti, quando si trovano in strada, imprecano contro le file ininterrotte e la lentezza di procedere, ma poi tutti egualmente protestano quando si cerca, in un modo o nell'altro, di avviare qualche limitazione o divieto. Al di là di tutto ciò, bisogna pur rendersi conto che o si continui a presentare di anno in anno il decreto di sbarco e si faccia rispettare, oppure lo si abolisca del tutto, per evitare delle inutili farse e per non diffondere la convinzione che ogni provvedimento possa essere facilmente superato e trascurato dai più furbi.
Un altro argomento che meriterebbe un'ampia discussione è quello concernente la tendenza che sembra aver contagiato tutte le amministrazioni comunali nell'assegnare e distribuire ai frequentatori dell'isola, e non soltanto a chi abbia veramente fatto qualcosa per l'isola, le cosiddette cittadinanze onorarie. Ci si potrebbe chiedere: ma vale proprio così tanto (o così poco) la cittadinanza di questo o di quel nostro Comune?
    Si rende necessario trovare i fondi economici perché il territorio resti costantemente controllato, di giorno e di notte; un controllo non limitato alle zone centrali, ma esteso il più possibile anche in ambito periferico, al fine di imporre il rispetto delle deliberazioni che ogni Comune adotta, sia per quanto concerne traffico e macchine, sia in riferimento a comportamenti nella giacenza dei rifiuti solidi nelle varie ore della giornata, sia inoltre nella garanzia che venga assicurato il rispetto delle norme nell'emissione di suoni acustici e di musiche, per la quiete e la tranquillità di tutti