Vacanze a Ischia
Vagnulo
Valentino Editore
Valentino, Giuseppe
Vampiro dell’isola, Il
Vanvitelli, Carlo
Vanvitelli, Luigi
Variopinto, Federico
Varùle
Vasca sismica
Vasi
Vatoliere
Vattuta ‘e l’àsteco
Vedetta del Golfo, La
Vendemmia
Ventarola della Fundera
Ventotene
Verde, Domenico
Verde, Giacomo
Verde, Giovanni
Verde, Matteo
Verga, Giovanni
Vergine, il Toro e il ...,
La
Verità, La
Vervloet, Franz
Vescovi nativi d’Ischia
Vezzi
Vico (Monte)
Vico, G. Battista
Vigée Lebrun, Elisabeth
Villa Arbusto
Villa dei Bagni
Villa Colombaia
Villa Drago
Villa Gancia
Villa Ibsen
Villa Joseph
Villa Manzi
Villa Zavota
Visioni d’Ischia
Vittorio Emanuele III
Vivara
Voss, Richard
Vuoso, Giuseppe
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Vacanze a Ischia (Film commedia del 1957, It.-Fr.-RFT.
Altri titoli: Vacances à Ischia, Ferien auf der
Sonneninsel). Regia: Mario Camerini. Attori:
Maurizio Arena, Nino Besozzi, Myriam Bru, Laura Carli, Antonio Cifariello,
Isabelle Corey, Susanne Cramer, Arturo Criscuolo, Peppino De Filippo,
Vittorio De Sica, Bernard Dheran, Ennio Girolami, Nadia Gray, Guglielmo
Inglese, Angela Lavagna, Giampiero Littera, Raf Mattioli, Eduardo Passarelli,
Giuseppe Porelli, Michele Riccardini, Paolo Stoppa, Hubert von Meyerink.
- Trama: Ischia con il suo sole e le sue bellezze naturali
attira i visitatori più diversi, che giungono da ogni parte
per godersi un gradevole periodo di vacanze. Vi giunge l’avvocato
che sogna un po’ di riposo ed invece passa tutto il tempo in
preda all’agitazione per il timore di aver provocato la morte
di uno scugnizzo, gettando in mare una moneta; c’è poi
l’ingegnere, uomo tranquillo, capace quant’altri mai di
apprezzare la dolcezza del soggiorno al quale quattro giovinastri fanno
una burla atroce, insinuandogli nell’animo il sospetto che la
moglie lo tradisca e che il figlio che aspetta non sia suo; ci sono
i quattro giovani suddetti, sempre a corto di denaro, che impiantano
dei finti bagni termali per sfruttare la credulità degli stranieri.
Portati al commissariato se la cavano con un po’ di spavento,
grazie all’intervento dell’ingegnere che li conosceva e
al quale confesseranno la loro feroce burla, restituendogli la tranquillità.
Uno di loro s’innamora seriamente di un’infermiera e ne
viene corrisposto. Ed ecco due sposi francesi, venuti in Italia per
ravvivare il sentimento che li ha uniti ed ora è illanguidito;
essi ripartono al più presto quando il marito s’accorge
che la moglie non è insensibile alle premure di un giovane
isolano. In mezzo alle non sempre pudiche vicende abituali, vi è anche
qualche nota più piccante: un processo per oltraggio al pudore,
in cui i giudici, come gli imputati, mostrano più morbosa curiosità che
sollecitudine per la giustizia. Passa per tutti il periodo delle vacanze,
ma sull’isola continua a splendere il sole (da cinematografo.it).
Vagnulo località di
Panza. <<<
Valentino Editore. Casa editrice
nata nel 1962 per iniziativa di Giuseppe Valentino che fonda e dirige il periodico Ischia
Oggi, con cadenza prima semestrale e poi mensile nel 1970. Dagli anni
1990 (curata da Benedetto ed Elio Valentino) l’attività viene
estesa alla pubblicazione di testi di rilevanza regionale e nazionale, oltre
che di lavori concernenti l’isola d’Ischia.
Valentino, Giuseppe (?- Ischia
1988). Giornalista, corrispondente prima del Roma e poi del Mattino.
Fondatore e direttore del periodico Ischia Oggi, ma soprattutto organizzatore
del prestigioso Premio Internazionale Ischia di Giornalismo (v.), che nel corso
degli anni ha acquisito sempre maggiore notorietà, entrando nel palinsesto
annuale della Televisione italiana.
Vampiro dell’isola, Il. Film
USA con titolo originale Isle of the dead del 1945. Regia:
Mark Robson. Attori: Boris Karloff, Ellen Drew, Marc Cramer, Katherine
Emery, Helene Thimig, Alan Napier, Jason Robards, Ernst Deutsch, Sherry Hall,
Erick Hanson, Skelton Knaggs. Trama: Grecia 1912. Il generale Nikolas
Pherides si reca insieme ad alcuni amici in una piccola isola dell’Egeo,dove è situata
la tomba di sua moglie, ma giunto sul posto scopre che è stata manomessa.
A complicare le cose, una vecchia fanatica crede che Thea, una giovane greca,
sia posseduta da uno spirito maligno. Nell’isola scoppia la peste, gli
abitanti sono messi in quarantena e Thea è incolpata della sciagura.
Anche il generale, colpito dalla malattia, in un momento di delirio, tenta
di uccidere la ragazza. A Thea non resta che accettare l’aiuto di un
giovane giornalista e fuggire per lasciare l’isola contaminata. <<<
Vanvitelli, Carlo (1739-1821).
Regio ingegnere, redasse una Carta topografica del comprensorio territoriale
che dal lago d’Ischia si estendeva sino alla Piana dell’Arso.
Vanvitelli, Luigi (Napoli 1700-Caserta
1773). Architetto della Corte dei Borbone, realizzò, tra l’altro,
la Reggia di Caserta (dal 1752). Fu più volte a Casamicciola e a Lacco
per curarsi dai mali reumatici e renali di cui soffriva. In questo gli fu buon
consigliere il primo medico di corte Francesco Buonocore, che aveva nella Villa
dei Bagni il suo Casino. <<<
Variopinto, Federico (Ischia
1905-1949). Giovanissimo, si avviò alla pittura e fu allievo di Casciaro.
Le prime mostre personali tenute a Napoli (1927) e a Milano (1928) segnarono
l’inizio di una brillante, ma breve, carriera. La sua ispirazione è mossa
tra Ischia e Napoli. «Nei luoghi napoletani egli ricerca, fra le architetture
dal magnifico rosso borbonico allo stupendo grigio gotico, una folla sorpresa
rapidamente, collocata a vivere nel quadro come elemento stesso del paesaggio:
e nei luoghi ischitani, invece, abolisce la presenza dell’uomo, lascia
che emerga dalla leggera nebbia mattutina il Castello, come uno spettro o una
nave corsara, lascia parlare le reti stese ad asciugare, le barche, l’onda
mossa fra gli scogli dei lido. Il suo mondo s’equilibra così naturalmente
fra la città e l’ironia, tra la folla e la solitudine, le nature
morte, certi interni, qualche paesaggio di prima sera, dall’alto di una
terrazza, una distesa di case che si chiudono al primo sonno. Così Variopinto
inventa il grigio: un colore di difficoltà estreme, che subito rischia
d’essere sporco, di non fremere più, d’esser morto. Per
il grigio occorre un lavoro di scavo, a picco dentro il colore, fino a distruggerlo
come squillo e accoglierlo come memoria» (Arsenio).
Varùle. Spiaggia di
Lacco Ameno, sotto la costa tufacea di Monte Vico, raggiungibile soltanto via
mare. Sulla sinistra si apre una grotta di epoca romana: si trattava di un nymphaeum di
una villa situata più in alto, oggi invaso dal mare, in esso profondo
tre metri, ma un tempo asciutto, come dimostrano l’intonaco e i colpi
di piccone fino al fondo. Si deve tener presente che i Greci, quando occuparono
Monte Vico, trovarono una costa molto differente rispetto a quella odierna
e che un tale abbassamento provocò certamente anche cambiamenti idrologici
(Paolo Buchner). <<<
Vasca sismica. Apparato ideato
da Giulio Grablovitz, direttore dell’Osservatorio geofisico di Casamicciola,
per registrare i terremoti
Vasi - Nel campo archeologico
li troviamo indicati con varie denominazioni, di forme diverse e finalizzati
spesso ad usi specifici, venuti alla luce in gran quantità dagli scavi: aryballos =
vasetto globulare per unguenti profumati (ariballo); kantharos = coppa
con manici sporgenti; anfora = urna dal collo stretto; cratere =
grande coppa in cui si mescolava il vino con acqua e da cui si empivano le
tazze; idria = brocca di qualunque genere, urna per votare; stamno =
recipiente con coperchio per vino o altri alimenti; orcio, in genere di terracotta
(il pitos che avrebbe dato origine al nome Pitecusa); lutroforo =
per portare acqua allo scopo di fare il bagno o lavarsi; kotyle =
coppa, ciotola, còtila; lechytos = bricco, bottiglietta per
olio a bocca stretta o anche vasetto per unguenti; oinochoai = (oinochoe
/ enòcoe) brocche da vino per attingerne dal cratere; skyphos =
vaso per bere; kyathos = tazza per attingere vino dal cratere, misura
per liquidi. <<<
Vatoliere Cratere nei pressi
di Testaccio circondato da un baluardo di scorie porose e scure.
Vattuta ‘e l’àsteco.
Una volta le case erano coperte con un impasto costituito da lapillo e calce
e messo su una impalcatura di legno: esso spianato con la mazzola era poi “vattuto”,
battuto, col “puntone” da vari “battitori” che si alternavano
nel corso di una giornata di lavoro, in un modo che costituiva un vero e proprio
rito scandito da gesti e canti. Quale espressione del completamento della casa,
l’evento era festeggiato con vivande abbondanti e di ogni genere, cui
erano invitati parenti, amici e vicini del quartiere. <<<
Vedetta del Golfo, La. Periodico
quindicinale fondato e diretto da mons. Onofrio Buonocore alla fine del 1908;
fu pubblicato fino al maggio 1915. Vi si trattavano non solo i problemi locali,
ma anche argomenti sociali a carattere nazionale: le comunicazioni col continente,
l’approvvigionamento idrico, la pesca, l’industria della paglia,
il movimento dei forestieri, l’emigrazione, la scuola. Esso per
le sue cronache e i suoi servizi storici rappresenta oggi un piccolo archivio
per studiosi e ricercatori. «Lungo otto anni fu la Reginella dell’isola;
foglio pugnace, senza macchia e senza paura, resta il documentario eloquente
di quella primavera di giovinezza» (O. Buonocore). <<<
Vendemmia. Momento magico,
e non solo per i contadini, quello della raccolta delle uve (in genere nei
mesi di settembre e ottobre), del trasporto nei cellai, spesso con gli asini
carichi della bigoncia, e della cosiddetta “carcatura” nei palmenti
con le gambe immerse nel mosto; il tutto si concludeva poi tra canti e balli,
con abbondante pranzo, a tarda sera.
Ventarola della Fundera. Piccola
grotta in Lacco Ameno formata da blocchi di lava tra le cui fenditure passa
un vento freddo in estate che fa abbassare il termometro a 15 gradi R, la temperatura
esterna essendo di 21 gradi R. Il celebre de Saussure nel par. 1414 dei
suoi Viaggi alle Alpi parla di questo fenomeno e riporta le osservazioni
fatte sulla temperatura dell’aria che esce da simili caverne, non solo
a Ischia, ma anche da quelle di Testaccio presso Roma, di Cesi presso Terni
e da altri luoghi della Svizzera. Ciò che rende la caverna della Fundera
interessante è che a poca distanza esiste una fumarola che fa salire
il termometro a 38 gradi R, quella dell’aria essendo 21 gradi R. Un contrasto
simile si vede anche nel luogo detto ventarola del Bosco, non lontano dalle
stufe di Cacciutto, così come sul monte Tabor.
Ventotene. Isola (1,3 kmq)
dell’arcipelago pontino, visibile da Forio. Anticamente faceva della
diocesi d’Ischia, come si legge in alcune bolle pontificie. Innocenzo
IV (Anagni luglio 1254): «Priori et Fratibus Monasterii de parva insula
Ventuterre, Ordinis Sancti Benedicti, Insulanae dioecesis». <<<
Verde, Domenico. Sacerdote
nato a Forio nel 1745, indicato a volte come autore del Ragguaglio istorico
topografico (v.), manoscritto adespoto del Fondo di S. Martino della Biblioteca
Nazionale di Napoli.
Verde, Giovanni (Forio 1880-1956).
Laureato in giurisprudenza, si dedicò maggiormente alla poesia e alle
arti figurative; a Napoli frequentò i cenacoli letterari e conobbe numerosi
scrittori ed artisti, come D’Annunzio, Di Giacomo, Bovio, Serao. Collaborò ai
quotidiani Il Mattino e Il Giorno; diresse i periodici isolani Il
Gerone e L’Aquilotto. Partecipò alla prima guerra
mondiale col grado di capitano. In quegli anni ideò ed eseguì il
monumento a Vittorio Emanuele III, eretto nella città di Gorizia. Insegnò storia
e diritto a Napoli nelle scuole tecniche. Volse la sua attenzione alla ricerca
di notizie, e specialmente ai miti, concernenti l’isola d’Ischia:
il tutto riportato ne La saga di Pitecusa, pubblicata postuma nel
1973. Gli fu anche affidata dal Comune la custodia del Torrione, dove erano
conservate le opere di G. Maltese, di cui curò la pubblicazione dei Sonetti
inediti dialettali con l’aggiunta di un glossario e di un saggio
sul dialetto foriano. Sue raccolte poetiche: Quando ne imbrocco una e I
miei versi giocosi. <<<
Verde, Matteo (Forio 1836-1899).
A undici anni entrò nel seminario d’Ischia e nel 1855 intraprese
a Napoli gli studi di medicina, seguendo i corsi dei professori Amabile, Bonomo,
Vernicchi e Tanturri. Dottore in medicina e chirurgia, esercitò la sua
professione inizialmente a Napoli, una città che versava in condizioni
disastrose per quanto riguarda la situazione sanitaria, e sempre volse grande
attenzione al progresso scientifico e alle nuove acquisizioni mediche. Nel
1870 ritornò a Forio come medico condotto e si distinse per aver fortemente
propugnato la campagna di vaccinazione antivaiolosa. Visse gli anni terribili
dei terremoti del 1881 e 1883, adoperandosi con abnegazione e costante zelo
per le popolazioni isolane maggiormente colpite. Insieme con il prof. Nicola
Reale pubblicò uno studio sulle acque termali, in particolare di Forio,
dal titolo Dell’analisi chimica di una nuova acqua termominerale
nel comune di Forio preceduta da una sommaria descrizione storico-politico-naturale
dell’isola. A Forio è a lui intestata una via al centro del
paese, prima detta via dei Calderari. <<<
Verga, Giovanni (Catania 1840-1922).
Scrittore, esponente del verismo. in un racconto descrive come gli si presenta
Casamicciola dopo il terremoto del 1883.
Vergine, il Toro e il Capricorno, La (Film
erotico del 1977, Italia). Regia: Luciano Martino. Attori:
Olga Bisera, Edwige Fenech, Alberto Lionello, Ray Lovelock, Aldo Maccione,
Erna Schurer, Alvaro Vitali. Trama: Il milanese Gianni Ferretti, speculatore
edilizio a Roma, tradisce la moglie Giulia con segretarie, dattilografe e amiche,
ma è sicuro, a ragione, della sua fedeltà. Dopo un finto adulterio,
però, inscenato per ingelosirlo, Giulia decide di vendicarsi sul serio.
A Ischia, dove è andata di nascosto, scartati due maturi corteggiatori,
si sceglie come amante il giovane Patrizio e se lo porta a Roma. Gianni intuisce
la verità, ma si consola subito tra le braccia dell’ennesima dattilografa. <<<
Verità, La. Associazione
di formazione civica operante a Ischia negli anni 1960.
Vervloet, Franz (1795-1872).
Pittore francese, visse principalmente a Napoli, Roma e Venezia. Esercitò grande
influenza sui pittori della Scuola di Posillipo. Celebre una sua Veduta
della foce del Lago d’Ischia (olio su tela, 1840/50). <<<
Vescovi nativi dell’isola d’Ischia sono
in numero di dodici. Baldassarre Cossa (v.). Inigo d’Avalos (v.). Francesco
Morgioni (v.). Giovanni Andrea Schiano (v.). Francesco Lanfreschi (v.). Bernardo
Onorato (v). Carlo Mennella (v). Giovanni Regine (v). Giovanni Onorato
Carcaterra (v). Luigi Lavitrano (v). Giovanni Scotti (v). Agostino D’Arco
(v).
Vezzi.
Massiccio montuoso, poco distante dalla costa di Sud-Est, alto circa 400 m. Esso
rappresenta l’unica
formazione orografica perimetrale dell’isola di una certa rilevanza,
staccata dalla massa centrale. Dal versante che si affaccia su Ischia (zona
Arenella e Pilastri, il 30 aprile 2006 si sono riversate a valle varie frane
che hanno coinvolto alcune case e provocato quattro vittime (quasi un intero
nucleo familiare).
Vico (Monte). Collina di Lacco
Ameno, su cui si erge una Torre diventata parte del cimitero comunale. Qui
si stanziarono i primi coloni greci provenienti da Calcide ed Eretria d’Eubea,
fondandovi la colonia di Pithecusa. Vi sono stati infatti trovati reperti dell’antico
insediamento. Alle sue falde sul versante marino si trova la Grotta detta di
Mario, il guerriero romano che vi si rifugiò per evitare il grande
nemico Silla. Dai versanti del monte si ammira uno stupendo panorama sia su
Lacco Ameno che sulle terre lontane di Procida, del Vesuvio e della costa campana.
Vico, G. Battista (Napoli 1668-1764).
Letterato e filosofo, autore dei Principi di una scienza nuova, gli è intitolata
una strada nella zona di Ischia Ponte. Egli visse, da giovane, molti anni a
Ischia ed ebbe come mecenate il vescovo Girolamo Rocca, il quale gli propose
di far da precettore ai nipoti e nello stesso tempo gli consentiva di usufruire
della sua ricca biblioteca, in modo da perfezionare gli studi con continuità e
con quell’impegno che lo spronava particolarmente.
Vigée Lebrun, Elisabeth
(1755-1842). Pittrice francese. Fuggita da Parigi, allo scoppio della Rivoluzione
del 1789, quando era già ritrattista affermata, fu in varie città italiane.
A Napoli maturò anche il desiderio di vedere l’isola d’Ischia
e le impressioni del relativo soggiorno, con l’escursione al monte Epomeo,
sono raccontate nei suoi Souvenirs (1835), di cui in versione italiana
sono state pubblicate due sillogi: Memorie di una ritrattista (1990)
e Ricordi dell’Italia (1990). <<<
Villa Arbusto. Villa settecentesca
costruita a Lacco Ameno da Carlo d’Acquaviva (v.), duca d’Atri,
sulla omonima collina (v.) che prenderebbe nome da alcune piante ivi fiorenti
e rigogliose. Ai duchi d’Acquaviva l’anno 1805 subentrò la
contessa di Conversano, loro parente, essendosi spenta, in linea maschile,
la loro discendenza. Successivamente (prima del 1840) troviamo proprietari
i fratelli Biondi e quindi il 1872 il nipote cav. Sergio Frisicchio. Verso
la fine del secolo XX l’intero complesso fu venduto ai signori Ciannelli-Nesbitt;
Nicola Ciannelli aveva già ottenuto il 5 febbraio 1898 dal comune di
Lacco Ameno l’ex giardino dei monaci di S. Restituta per costruirvi uno
stabilimento termale, che effettivamente vi realizzò. In seguito ad
un dissesto finanziario nel 1919 l’ex villa del duca d’Atri veniva
espropriata e smembrata in due: quella a ponente, la dimora del duca (con le
Terme Regina Isabella) al sig. Arcangelo Mastrorillo; quella a oriente, il
Belvedere con il giardino, al sig. Pasquale Angeloni di Napoli. Il 1935 Nicola
Ciannelli, figlio, riacquistò la parte dell’Angeloni; per una
questione di confine si accese tra i Ciannelli e i Mastrorillo un lungo giudizio
mai definito. Nel 1951 il comm. Angelo Rizzoli acquistò tutto, giardino
e villa, ne restaurò ogni parte e l’adattò a tutti i moderni
conforti; il giardino fu arricchito di piante e fiori. Alla morte di Rizzoli
gli eredi decisero di vendere la villa e attraverso varie vicende il Comune
di Lacco Ameno riuscì ad acquisirla al patrimonio pubblico, per impiantarvi
il nuovo museo archeologico. <<<
Villa dei Bagni. Antica denominazione
della zona circostante il Lago (attuale porto) di Ischia, ove erano rinomate
le fonti termali di Fontana e Fornello. Ancora lungo Via Quercia si può,
sia pure con difficoltà, leggere una lapide che riporta: Villa dei Bagni
frazione del Comune di Ischia.
Villa Colombaia v. Colombaia
Villa Drago. Situata nella
zona dell’Arso di Ischia. Vi soggiornarono molti viaggiatori del XIX
sec. «Il Signor Drago, una volta combattente – scrive un ospite – aveva
addobbato la sua stanza di quadri di battaglie, per lo più napoleoniche». <<<
Villa Gancia. Posta in un’ampia
curva che conduce al promontorio di Zaro (Forio), è un vero e proprio
scrigno di piante esotiche. Con lo sguardo si abbraccia inoltre un panorama
sempre ricco di colori: Forio e le sue colline, il Soccorso, la baia
di Citara, Punta Imperatore, l’Epomeo, la sottostante spiaggia di San
Francesco. A sera vi si ammira un tramonto rosso di fuoco.
Villa Ibsen. Ex Villa Pisani
in Casamicciola, poi Villa Ibsen, in cui il grande drammaturgo norvegese meditò e
scrisse nell’estate del 1867 il suo capolavoro Peer Gynt. Enrico
Ibsen soleva definire Casamicciola “il posto più bello del mondo”,
poiché gli offriva una gamma sempre nuova e stupenda di aspetti, di
colori, di visioni, di suoni. <<<
Villa Joseph (Casa di riposo
per anziani). Sorse a Casamicciola alla salita San Pasquale in Casamicciola,
ad opera di Giuseppina Morgera nel 1922, dando attuazione ad una iniziativa
che era stata tanto vagheggiata dal parroco don Giuseppe Morgera, per dare
ospitalità ai poveri. Il conflitto mondiale ne provocò la chiusura.
Nel 1957 il complesso fu donato all’Opera Don Orione e vi fu avviata
la progettazione e l’esecuzione della nuova istituzione, che fu inaugurata
il 21 marzo 1982 con la partecipazione del sen. Amintore Fanfani e della sua
Signora Maria Pia, del sindaco Giuseppe Iacono, del vescovo Mons. Diego Parodi.
Villa Manzi. Edificio in Piazza
Rosario a Lacco, di fronte alle rovine della Chiesa del Rosario crollata nel
1883 e alla Congrega dell’Assunta. Nel XIX secolo vi alloggiarono molti
viaggiatori in visita sull’isola. La scritta “Villa Manzi Lacco
Ischia” si trova riportata in due lettere scritte da Ottilie von Goethe.
Villa Zavota. Antica Villa
situata sulla collina della Sentinella in Casamicciola Terme in luogo molto
panoramico, poi diventata Villa Parodi Delfino, con un ampio giardino circostante.
In essa, come ricorda anche una lapide all’inizio del lungo viale alberato
di accesso, dimorò nel 1864 Giuseppe Garibaldi, qui venuto soprattutto
per curare con le acque termali le ferite riportate nella battaglia
di Aspromonte. In quest’epoca la Villa funzionava anche come albergo
(Hotel Bellevue). <<<
Visioni d’Ischia. Immagini
di grande precisione e di assoluta freschezza cromatica che ci presentano soprattutto
i paesaggisti del Settecento (Joli, Fabris, Hackert..), cui non fu estraneo
il fascino dell’isola. Di Philipp J. Hackert (1737-1807), pittore di
corte del re Ferdinando IV di Borbone, abbiamo una splendida Veduta di
Forio e una Veduta del Lago d’Ischia. Una serie di vedute
si deve anche alla Scuola di Posillipo, in particolar modo a Giacinto Gigante
(1806-1876), il quale fu il primo a ritrarre il nuovo porto con un acquerello
del 1855. Particolare interesse all’isola rivolsero anche l’olandese
Antoon Sminck Pitloo (1790-1837), il belga Franz Vervloet (1795-1872), Consalvo
Carelli (1818-1900), Salvatore Fergola (1799-1874), Gabriele Smargiassi 1798-1882),
Francesco Mancini (1830-1903).
Vittorio Emanuele III (1869-1947).
Principe di Napoli e poi Re d’Italia dal 1900 al 1946. Era solito frequentare
l’isola d’Ischia. Nel 1892 si trattenne a Villa dei Bagni nel mese
di febbraio, successivamente il 14 agosto col conte Malvezzi e il generale
Terzaghi salì sull’Epomeo per ammirare il tramonto del sole. Fu
di nuovo a Villa dei Bagni il 1893 e il 1897 visitò il luogo termale
di Cavascura. Nel 1910, il 26 ottobre, quale re d’Italia, venne a portare
conforto alle popolazioni colpite dall’alluvione del 24 ottobre, durata
ininterrottamente per 5 ore dalle 5 alle 10. A Casamicciola, in piazza Marina, è situato
il monumento ai caduti con il busto di Vittorio Emanuele III. <<<
Vivara. Isola a un centinaio
di metri da Procida, con una superficie di kmq 0,32 e un’altezza massima
di m 109 s. l. m., molto interessante dal punto di vista ambientale e archeologico. «Essa
non è altro che la parte occidentale di un edificio vulcanico che comprendeva,
originariamente, anche il promontorio S. Margherita, in territorio procidano,
e di cui una parte è andata distrutta anche a causa dell’erosione
marina». Gli scavi vi hanno portato alla luce le prime testimonianze
di ceramica micenea del versante tirrenico d’Italia. Fu sede di primitivi
stanziamenti umani dell’età del bronzo. Conserva particolari caratteristiche
geografiche, floristiche e faunistiche, e costituisce un ambiente preservato
dalla antropizzazione intensiva dell’uomo.
Voss, Richard. Romanziere tedesco
che fu ad Ischia prima e dopo il terremoto del 1883. Infatti quando apprese
la triste notizia, mentre si trovava a Frascati, volle subito ritornarvi, rimanendo
colpito profondamente dalle tragiche conseguenze dell’evento e portando
il suo aiuto alle popolazioni colpite.
Vuoso, Giuseppe (Ischia 1865-1941). Canonico
Penitenziere della Cattedrale di Ischia, fu maestro e consigliere amico, lasciando
un luminoso esempio di zelo sacerdotale.
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