Padre Giuseppe da Forio
Pagliacci, Aldo
Pagoda (La)
Paisiello, Giovanni
Palamitara
Palazzi storici
Palazzo dell’Orologio
Palazzo Garavini
Paleosuolo
Pallarito
Paludi
Pancrazio (San)
Pancrazio marittimo
Pandataria
Pannella
Panza
Paradiso all’improvviso, Il (Film)
Parascandolo, Vincenzo
Paravisiello
Parracine
Pàstino
Patalano, Bolivar
Patalano, Gaetano
Patalano, Luigi
Patalano, Michelangelo
Patalano, Pietro Rocco
Patalano, Umberto
Patalano, Vincenzo
Pedora
Peer Gynt
Pelara
Pellegrinaggio del Lunedì in Albis
Penzel, Linda Hélène
Per Luchino Visconti
Pera
Perdice, Bartolomeo
Perepissa
Perrazzo Vini d’Ischia
Perrone
Pertuso
Pesca
Pesca del corallo
Pesce di Citara
Pesci
Petti, Sandro
Pezze
Pezzillo,
Giovanni
Pezzillo, Giuseppe
Piana maggiore
Piana minore
Piano
Piano Liguori
Piano San Paolo
Piazza degli Eroi
Piedimonte
Piellero
Pietra del Turco
Pietra dell’acqua
Pietra grande
Pietra incisa
Pietra perciata
Pietro a Pantanello (San)
Pignatelli duchi
di Montecalvo
Pignatiello
Pilastri
Pinete
Pio Monte della Misericordia
Piro, Francesco
Piro, Leonardo
Piro, Pietro (Ischia)
Pisciariello
Pistoja, Giovanni
Pitecusa
Pitloo, Anton Sminck
van
Pizzi bianchi
Pizzo Palmieri
Placido, Ruggiero
Plagae Romanae
Platano di Lamartine
Platea
Plaza, La
Pletos, Jon
Plinio, Secondo Gaio
Podestà
Pointner, Rudolf
Polito, Luigi
Polito, Pasquale
Poll, Hermann
Pollio, Renato
Pomo, Il
Pomodoro, Arnaldo
Pontano, Giovanni
Ponte d’Aragona
Pontile di Ischia Ponte
Poo, Giovanni
Porlezza, Camillo
Porto (Casamicciola)
Porto (Forio)
Porto (Ischia)
Porto (Lacco Ameno)
Porto (Sant’Angelo)
Porto angioino
Porto aragonese
Posidonia oceanica
Postiglione,
Francesco
Pozzillo
Pozzolana
Power, Margherite
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Padre
Giuseppe da Forio v. Di Lustro Erasmo.
Pagliacci,
Aldo (S. Benedetto del Tronto 1913-Forio 1990). Pittore dalla vita avventurosa.
Visse dapprima a Pesaro, dove i genitori si erano trasferiti nel 1921; a soli
diciassette anni partecipò alla Biennale di Venezia. Aveva poco più di
venti anni quando partì per l’Africa e vi restò per dodici
anni, dipingendo instancabilmente; poi altri viaggi in Brasile, Perù,
USA... Nel 1969 tornò a Pesaro, che l’accolse con una grande mostra
antologica. Ma era sempre alla ricerca di un luogo che potesse dargli pace e
si rifugiò a Forio, dove, infermo, morì nel 1990. In lui «La
descrizione è precisa, meticolosa, senza trascurare i particolari nel
disegno ponderato e sicuro. Talvolta materializza i suoi sogni, le sue utopie
sotto forma di clowns, centauri, maschere che si muovono in una sorta di selvaggio
carnevale, richiamano le disgregazioni della vita, i sottesi conflitti sociali.
Quei paesi martoriati dalla fame e dalla miseria, che emargina e degrada, sono
incubi ricorrenti nelle sue tele. Dietro i Carnavals, dietro le maschere ci sono
i sogni della disperazione, di una esistenza che si consuma in una folle, breve
stagione di suoni, di balli e di canti. Ancora momenti, questa volta nature morte,
legati al suo passato di uomo di mare. Il piglio surreale riaffiora spesso nelle
sue opere. Un uovo gigantesco, prigioniero di robuste catene, trasuda glutine
e sangue in un paesaggio desolato. Una nascita difficile per novelli pterosauri?
Angoli di Forio in apocalittiche luci-lampi, baluginii rossastri sotto un cielo
denso-fumo, squarciato dalla bianca testa di un demone: lotta di forze medianiche
nel crogiuolo dell’universo» (Pietro Paolo Zivelli). <<<
Pagoda (La).
Con questa denominazione si indica in genere la zona sinistra del porto d’Ischia,
ma originariamente essa designava una costruzione a forma esagonale fatta erigere
dal re Ferdinando II, nel 1853-54: una specie di tempietto cinese, circondato
da aromatici arboscelli e variopinti fiori, in cui il sovrano dava ricevimenti
per i suoi ospiti. Restaurata nel 1893, la Pagoda fu trasformata in deposito
di benzina nel 1917 durante la guerra e poi nel 1924 demolita. <<<
Paisiello,
Giovanni (Taranto 1740 - Napoli 1816). Compositore di grande successo, nel 1780
soggiornò con la moglie Cecilia Pallini e la famiglia Talleyrand nell’isola,
a Testaccio, dove musicò il Pirro.
Palamitara.
Lunga rete di cotone resistente (fres), e poi di nylon, per la pesca delle palamite
e del pesce spada (da maggio a luglio).
Palazzi
storici. Edifici di particolare interesse che costituiscono un patrimonio
anche sotto l’aspetto architettonico. Molti di essi sono sottoposti infatti
a vincolo di tutela. Ischia Ponte: p. Scalfati, all’inizio
di Via Seminario, a pianta rettangolare, in pietrame di tufo e pietra lavica,
degli inizi del 1700; p. Malcovati (XVI sec.) detto anche Scuopolo,
della seconda metà del XVI secolo, aveva originariamente scopo difensivo
con la Torre del Cav. Orazio Tuttavilla, di cui non si hanno più tracce; p.
della Corteglia, così detto per il fatto che le costruzioni si
aprono su un cortile; sulla parete sinistra della scala di accesso è presente
uno stemma gentilizio; p. Lanfreschi dei Marchesi di Bellarena,
degli inizi del XVIII secolo; p. Lauro, In Ischia Ponte. La
sua costruzione risale ad epoca precedente il 1797, anno cui si riferisce un
atto di compravendita a beneficio del signor don Francesco Lauro da parte del
signor Giuseppe Ferraro. Per molti anni fu sede dei governatori dell’isola. Forio: p.
Biondi, costruito dal notaio Biondi tra la fine del sec. XVII e l’inizio
del XVIII, più volte ampliato e modificato. Tra i più notevoli
del paese, lo dice il Salvati, secondo il quale nella semplicità e severità delle
linee affiora il carattere marinaro locale. p. Covatta, il più strano
palazzo, dice il Salvati, tra tutti quelli che si notano nelle vie di questo
originale paese; caratteristica la facciata dalle bizzarre finestre. Incerta
l’epoca della sua costruzione: forse il secolo XVII per la forma del portone
e della scala. Di fronte sorgeva la chiesetta/cappella Regine, del tutto scomparsa. p.
Maltese. <<<
Palazzo
dell’Orologio. Ischia Ponte. Antica sede municipale, come è citato
in una planimetria del 1898. Verso la seconda decade del 1900 il Municipio fu
trasferito nel vicino Palazzo Mazzella e i locali della Torre ospitarono sino
al 1967 alcune aule delle Scuole Elementari. L’attuale conformazione del
palazzo risale al 1759, quando i decurioni ne assicurarono la ristrutturazione;
il piano terra fu adibito a carcere; sulla torre venne posto l’orologio,
con quadrante in marmo, poi sostituito con uno luminoso. Nelle vicinanze l’Amministrazione
fece costruire una vasca in pietra tiburtina, dove arrivava l’acqua proveniente
dalla fonte di Buceto, come si legge su una lapide posta sul frontespizio del
palazzo. Sopra tale iscrizione se ne legge un’altra che ricorda la morte
di re Vitt. Emanuele II. Oggi nel Palazzo ha sede il Museo del Mare, inaugurato
nel dicembre del 1996. <<<
Palazzo
Garavini. Situato sulla riva sinistra del porto d’Ischia, fu costruito
verso la metà del 1800 da Carlo Garavini, che gestiva una linea di vaporetti
con Napoli. Venne poi acquistato dalla famiglia D’Ambra e trasformato in
stabilimento enologico. Nel 1986 è stato acquisito dal Comune d’Ischia. <<<
Paleosuolo. Livello
umificato intercalato nelle serie stratificate di piroclastiti e colate di lava,
che permette di distinguere le successive eruzioni e fornisce utili indicazioni
per la loro datazione. La sua osservazione, diventata una procedura corrente
alcuni decenni fa, fu inizialmente introdotta nella seconda metà degli
anni 1930 da Sigundur Thorarinsonn in Islanda e da Paolo e Giorgio Buchner in
Ischia.
Pallarito.
Cava tra Buonopane e Fontana.
Paludi.
Era così chiamata in Ischia la zona prospiciente il lago/porto che si
estendeva oltre le colline del Palazzo Reale e di S. Pietro, coltivata ad ortaggi.
Centro di un bacino idrotermale. <<<
Pancrazio (San).
Piccolo promontorio tra il monte di Campagnano e i monti del Testaccio, il cui
masso è tutto di puzzolana bianca sottile e lapillosa.
Pancrazio
marittimo. Pianta delle Amarillidacee (Pancratium maritimum L) con fiori
bianchi, che cresce in terreni molto ricchi di sabbia, estremamente permeabili,
ben esposti e soleggiati, detta anche Giglio di S. Restituta, perché la
leggenda dice che ne era un tempo ricco il lido di San Montano, dove approdò la
barca con il corpo della Vergine e Martire africana. Oggi questa specie sull’isola è quasi
del tutto scomparsa; pochi e sparuti esemplari si possono vedere a Punta San
Pancrazio, cui forse ha dato il nome. <<<
Pandataria.
Nome latino dell’isola di Ventotene.
Pannella.
Zona alta di Lacco Ameno e nome della via che conduce ad essa. Qui sorgeva la
Villa di don Tommaso De Siano. Per l’aria pura, per la mitezza del clima,
per il dolce soggiorno, fu il luogo prescelto di re e principi, di illustri personaggi
italiani ed esteri, che arrivavano sull’isola per cure o per diporto; vi
alloggiarono Massimiliano I e Ludovico I di Baviera, il Re di Sardegna, il Re
del Belgio e altri monarchi. La locanda-albergo è così descritta
da Mendelssohn Felix (1830): «Dinanzi alla porta sta un gigantesco e ombroso
albero d’aranci con molti frutti maturi; sotto i suoi rami, una scala conduce
ai locali di abitazione. Sopra ciascuno dei bianchi gradini di pietra è collocato
un gran vaso di fiori. Il vestibolo superiore è costituito da un largo
portico aperto, così dall’arcata si può vedere fuori tutto
il cortile con l’albero di aranci, le stuoie di paglia, le botti di lino
e i boccali, gli asini e i pavoni. Lo sfondo è non meno bello; sotto
l’arco murato sta un albero di fichi d’India, così lussureggiante
che lo si deve legare con cordicelle. A ridosso lo sfondo è formato dai
vigneti e dall’Epomeo». <<<
Panza.
Villaggio (casale) facente parte del Comune di Forio, citato ora con la “z”,
ora con la “s”. Il nucleo primitivo sorse attorno alla Piazza S.
Leonardo, da cui si diramano tutte le vie, e a Casa Polito. Iasolino (1588) dice
che esso «è in uno delli più belli siti di tutta l’isola,
abbondante di bonissimi frutti, d’acqua, e di vini d’eccellenza.
Qui è la caccia di fagiani, starne, lepri e d’altri animali: e in
questa parte sono i segni degli edifici, dove a spasso a caccia per diletto dimoravano
i re d’Aragona». Nel 1975 ci fu una proposta di costituirlo in un
nuovo comune, che però fu bocciata dal consiglio comunale di Forio. <<<
Paradiso
all’improvviso, Il (Film-commedia del 2003 ambientato
e girato a Ischia). Regia: Leonardo Pieraccioni. Attori: Leonardo
Pieraccioni, Alessandro Heber, Anna Maria Barbera, Angie Cepeda, Rocco Papaleo,
Gea Martire, Giulia Montanarini, Fabrizio Pizzuto, Claudia Baroncini, Franco
Javarone, Augustine J. Arumugan, Aldo Pellegrini, Nunzia Schiano. Trama:
Lorenzo, proprietario di una ditta che realizza effetti atmosferici per il cinema
e la televisione, è un single convinto e la sua condizione di scapolo
felice suscita l’invidia dei suoi due più cari amici, Taddeo e Bardella,
due nobili che vivono in un castello, sono fissati con le scommesse e hanno alle
spalle matrimoni falliti e mogli da mantenere. Le sue convinzioni cominciano
a vacillare dopo essere giunto insieme alla sua assistente Nina ad Ischia, dove
incontra Amaranta, una ragazza colombiana bella e ricca che, per fare una sorpresa
al suo fidanzato, gli ha commissionato una finta nevicata nella sua lussuosa
villa a strapiombo sul mare (da cinematografo.it).
Parascandolo,
Vincenzo (Ischia 1854-1935). Dottore in Sacra Teologia, insegnò lettere
nel Seminario diocesano e resse successivamente il Seminario di Taranto. «La
forma mentis sua era l’oratoria – scrive Onofrio Buonocore -; vi
si applicò e riuscì signore delle folle. E diede il giro, per
mezzo secolo, ai pulpiti più famosi d’Italia, dal Duomo di Torino,
ove predicò molte volte la quaresima, all’Olivella di Palermo». <<<
Paravisiello.
Poggio in Casamicciola e viale che scende con gradini alla Marina. Vi sono ubicati
l’edificio scolastico elementare e la sede comunale (poi trasferita all’ex
Hotel Bellavista). Dal suo belvedere si ammirano stupendi panorami sulla stessa
Casamicciola e sulle località del golfo di Napoli.
Parracine.
Sono chiamati “parracine” quei particolari e caratteristici muri
che delimitano i terrazzamenti delle campagne isolane, fatti con pietre (in genere
tufo, ma anche breccia, di estrazione prettamente ischitana) sovrapposte e incastonate
fra loro con abile maestria, senza l’uso della calce o del cemento. <<<
Pàstino.
Altura presso la contrada di Monterone in Forio.
Patalano,
Bolivar (Forio 1901-1981). A 20 anni emigrò negli Stati Uniti, dove fece
molti mestieri per vivere. Rientrò a Forio nel 1951 e iniziò a
dipingere. «La sua dimensione ti è rivelata appieno, e ti lascia
addirittura stupefatto, dai suoi ritratti nei quali la deformazione totale del
soggetto scende fin giù, nella segreta entità della persona. Ho
seguito questo grande pittore, l’ho osservato attentamente si può dire
nell’arco di una vita, con occhio a volte critico ma sempre partecipe e
costruttivo, riuscendo infine a penetrare in quella zona apparentemente d’ombra
che egli sembra lasciare in ogni tela, e altro non è che il mistero dell’arte
che si fa luce. Nell’orgia di colori in cui sommerge i suoi soggetti, in
quella che sembra una confusione cromatica impressionante, si delinea un vasto
orizzonte e una via che Bolivar ti addita, forse inconsciamente. A prima vista,
il suo linguaggio pittorico è ostico e sotto certi aspetti indecifrabile;
ti scombussola e al tempo stesso ti avvince. Poi ti trasporta e ti incanta in
quello che è il gioco della sua pittura: un gioco che può anche
atterrire per la visione inconsueta che offre. Un volto in apparenza ti sorride;
poi, fissandolo, quel sorriso si trasforma in un ghigno, si dilata mostruosamente
e ti lascia sospeso a mezzo fra il diabolico e l’estatico inafferrabile» (Ettore
Settanni). <<<
Patalano,
Gaetano (1655–1700 c.). Scultore nato a Lacco Ameno che visse e lavorò per
lo più al di fuori dell’isola: sue opere si trovano in Napoli, Lecce,
Cadice. Rimasto del tutto sconosciuto, la sua figura e la sua attività,
come quella del fratello Pietro Rocco, sono state scoperte e illustrate dal prof.
Agostino Di Lustro (La Rassegna d’Ischia e “Gli scultori
Gaetano e Pietro Patalano tra Napoli e Cadice”, 1993).
Patalano,
Luigi (Forio 1869-1954). Nato a Forio, non ancora ventenne pubblicò le Saffiche (1886)
con lo pseudonimo di Tito Orazio Flaviano. Partecipò alle lotte amministrative
e scrisse uno studio di applicazioni sociali dal titolo: Patogenesi di un
Comune (1893), per cui “addivenne il centro degli intelletuali del
paese”. Scrisse articoli di giornali, di riviste, commemorazioni funebri
e civili in uno stile limpidamente classico. Nel 1890 diresse il periodico napoletano Pro
Patria. Fu proprietario della Colombaia acquistata alla fine dell’Ottocento.
Padre del pittore Bolivar. <<<
Patalano,
Michelangelo (Lacco Ameno 1904-1989). Compì gli studi presso l’Istituto
Nautico di Procida, dove conseguì il diploma di capitano, ma, dopo alcuni
anni di attività marinara, si laureò in Economia e Commercio, vinse
il concorso per segretario comunale e si dedicò definitivamente a tale
professione: fu in diversi comuni sia della terraferma che dell’isola.
Fece parte del Centro Studi dell’isola d’Ischia e ricoprì vari
incarichi anche nella Chiesa Colleggiata dello Spirito Santo, nell’Arciconfraternita
di S. Maria di Costantinopoli, nella diocesi, meritandosi il titolo di Commendatore
di S. Gregorio Magno che viene concesso dal Papa a personalità laiche
che si siano particolarmente distinte nel campo ecclesiale. Fu uno dei promotori
della Festa di Sant’Anna ad Ischia. Un suo zio, Domenico Patalano,
fu parroco di Lacco Ameno. <<<
Patalano,
Pietro Rocco (1664–1739 c.). Scultore nato a Lacco Ameno, le cui opere
si conservano in Napoli e Aliano (CE). v. anche Patalano Gaetano.
Patalano,
Umberto (Lacco Ameno 1911-1990). Insegnante presso le Scuole Elementari di Lacco
Ameno. Partecipe della vita sociale e politica: segretario della sezione DC,
organizzatore di varie manifestazioni sportive e culturali. Ha pubblicato una
raccolta di liriche dal titolo Fermammece nu poco (1985) in cui sono
riflessi momenti di vita vissuta.
Patalano,
Vincenzo (Lacco Ameno 1909-1965). Personaggio cui è intestato il campo
sportivo di Lacco Ameno, costruito nel 1973 in località Cava. Giusto riconoscimento
per il suo costante impegno nel sostenere il calcio in particolare e lo sport
in genere, sempre pronto ad incoraggiare i giovani. <<<
Pedora.
Cala lungo il litorale di Panza, in cui scaturiva l’acqua termominerale
di Soliceto.
Peer
Gynt. Titolo del dramma che Enrico Ibsen scrisse durante il
suo soggiorno a Casamicciola nel 1867, un poema divino, immortale che,
secondo il critico russo Prozor, «seduce i pittori perché è il
più pittoresco, i musicisti perché è il più musicale,
i filosofi perché è il più filosofico, i bambini
perché è il più bambinesco». <<<
Pelara.
Baia tra le colline della Guardiola e del Monte di Panza, raggiungibile anche
da terra, ma attraverso un percorso non certo agevole. Denominazione anche delle
cave retrostanti.
Pellegrinaggio
del Lunedì in Albis. Rito tradizionale che il popolo di Casamicciola
ripete di anno in anno, portandosi in processione al Santuario di S. Restituta
in Lacco Ameno. Il corteo parte dalla Parrocchia di S. Maria Maddalena, guidato
dal parroco e dal clero, e attraverso via Eddomade si porta in località Fundera,
dove avviene il saluto tra le autorità dei due Comuni; quindi si riprende
il cammino verso il Santuario. Al termine delle funzioni religiose in chiesa,
il clero e le autorità di Casamicciola prendono commiato da quelle di
Lacco Ameno, e successivamente il corteo con il popolo, sempre intrecciando canti
e preghiere, fa ritorno al proprio paese per altra via e lungo il pendio della
Sentinella. Qui nella Chiesa dell’Immacolata sono prelevate le statue già portate
in processione il giorno di Pasqua nella caratteristica “Corsa dell’Angelo” e
riportate nella parrocchia, mentre piogge di fiori cadono dai balconi lungo il
percorso. Il pellegrinaggio si fa risalire ad un fatto luttuoso accaduto sull’isola,
in epoca non precisata. «Vero è – scrive don Pasquale Polito
nella sua monografia su Lacco Ameno – che tutta l’isola si obbligò per
voto a compiere ogni anno il pellegrinaggio alla Chiesa di S. Restituta. Per
l’adempimento i sei Comuni fissarono la settimana dopo Pasqua, forse perché la
popolazione, allora in gran parte dedita all’agricoltura, era più libera
dai lavori dei campi, forse per altre ragioni non giunte sino a noi. Con il tempo
il ricordo si affievolì e l’adempimento cominciò ad apparire
assai gravoso, considerate le distanze. Soltanto Casamicciola, paese a breve
distanza, ha continuato a mantenere viva nel suo popolo la pia tradizione». <<<
Penzel,
Linda Hélène. Tedesca, venne sull’isola nel 1932, vi restò definitivamente,
sposando un uomo di mare di S. Angelo, il cap. Alberto Mattera, e fu una pioniera
del turismo locale. Molti illustri personaggi soggiornarono nel suo albergo,
il Miramare, fra cui la regina madre Elena di Savoia, Adenauer, Anthony
Eden, il poeta Gabriele D’Annunzio. Morì nel 1974 all’età di
79 anni. <<<
Per Luchino Visconti. Manifestazione
organizzata dal Centro per la ricerca sui nuovi linguaggi dello spettacolo di
Forio per ricordare il grande regista che aveva qui fissato la sua dimora estiva
nella Villa La Colombaia. Nelle prime tre edizioni furono approfonditi i seguenti
temi: Visconti e il Sud (1987), Visconti e la Francia (1988), Visconti
e il mondo tedesco (1989). A contorno dei vari incontri e convegni
si svolgeva tutta una serie di manifestazioni collaterali presso la Libreria
Vito Mattera, il Chiostro del Municipio, il Circolo Nautico, il Soccorso. Nel
suo ambito si assegnava anche il Premio Persona ad un esponente del
mondo del cinema o dello spettacolo in genere.
Pera.
Piano nella faccia settentrionale dell’Epomeo in direzione di Casamicciola,
dove era una volta la fabbrica del solfato di allume. «Questo luogo - scrive
De Siano – sembra essere il fondo di un bacino o cratere dalla figura
del lato meridionale detto il getto; il lato settentrionale ha dovuto crollare
sopra se stesso». Denominazione presente anche in altri comuni. <<<
Perdice,
Bartolomeo. Genovese, nel 1465 riuscì a trarre l’allume (v.) da
alcuni scogli e ne introdusse la lavorazione in Casamicciola, dopo aver trovato
sulle pendici dell’Epomeo, nella zona detta Catreca, anche un ricco giacimento
di esso. Il prodotto dalla marina di Casamicciola, detta appunto la marina
dell’allume, veniva imbarcato sulle navi ed esportato in Italia ed
all’estero. Fu un grande successo economico per gli abitanti dell’isola,
dato il consistente numero di persone impiegate nella produzione.
Perepissa.
Contrada del comune d’Ischia, corrispondente all’attuale zona della
circonvallazione con i semafori stradali. <<<
Perrazzo
Vini d’Ischia. Antica casa vinicola (Alfonso Perrazzo & C.)
nata nel 1880 nelle profonde gole tufacee del porto d’Ischia. Nei tempi
moderni l’innesto nella centenaria azienda dei fratelli Franco e Bruno
Savastano ha rinverdito non solo i vigneti e i sistemi di vinificazione, ma anche
gli impianti e la mentalità imprenditoriale. Il che ha anche permesso
di uscire dai limiti regionali e di proiettarsi verso esigenti mercati nazionali
ed esteri. Tra i vini prodotti: Ischia bianco DOC, Ischia bianco
superiore DOC, Ischia rosso DOC, Lacryma Christi secco, Don
Alfonso rosso, bianco e rosato, Epomeo bianco e rosso, Pizzavino.
Vari i riconoscimenti e i premi ricevuti, tra cui la Medaglia d’oro CEE.
Perrone.
Antico agglomerato costiero di Casamicciola, in cui v’era una serie di
fornaci per la lavorazione dell’argilla. Dopo il terremoto del 1883 la
parte interna fu scelta per la costruzione del rione baraccato Genala. A testimonianza
di quell’artigianato un tempo ivi fiorente restano le Fabbriche di ceramica
Mennella. <<<
Pertuso.
Affioramento roccioso il cui versante settentrionale è coperto di sabbie
grossolane ad alto contenuto di bioclasti e pomici.
Pesca.
Attività predominante, insieme con l’agricoltura, prima che si
sviluppasse nel secondo dopoguerra il turismo, cominciando ad attirare verso
tale settore le forze lavoratrici, specialmente quelle giovanili. D’altra
parte si è anche verificato nel tempo un certo impoverimento del mare,
a causa dell’inquinamento diffuso. A Lacco è stata operante fino
al 1960 la tonnara (v.), che offriva lavoro a molti pescatori. <<<
Pesca del
corallo. Agli ischitani dovette essere familiare anche questa attività,
sebbene incontrastato sia sempre stato in tale settore il dominio dei marinai
di Torre del Greco. Se ne ha notizia in una richiesta fatta nel 1575 alla Camera
della Sommaria che così recita: «Per alcuni della Città d’Ischia
li quali asserivano [che] ritrovandosi uno scoglio nell’Isola di detta
Città d’Ischia nominato Valle Sconnite, dove anticamente si pescava
coralli, non l’hanno possuta ritrovare, essi [che] per certa relatione
tengono ferma speranza per ritrovarla, supplicano il Signor Viceré si
degnasse concederle che, ritrovato havessero detto scoglio, potessero in quello
per anni dieci far pescare li predetti Coralli con dare alla Regia Corte la decima
parte, et si conchiude per la Regia Camera darsi alla Regia Corte il quinto,
senza la prohibitione della pesca alle genti». Inoltre nel 1608 un certo
Orlandino Orecime scoprì una pesca di coralli intorno all’Isola
d’Ischia (forse la Valle Sconnite?) e chiese patente di pesca per venti
anni, per sé ed eredi; e la concessione fu accordata.
Pesce
di Citara. Fu così chiamata una balena arenatasi il
23 aprile 1770 sulla spiaggia di Citara. Il rarissimo spettacolo attirava
gente da tutta l’isola; alcuni disegni e dipinti furono eseguiti
dal pittore foriano Gennaro Migliaccio, allievo di Di Spigna. Nel Ragguaglio
historico si legge che «l’ala della bocca, ossia le
mascelle, rimasero nella torre del Comune, ma le mole e li denti furono
trasportati nel museo reale». <<<
Pesci.
Le specie più diffuse che si possono (o potevano) pescare nelle acque
costiere isolane sono: calamaro (Loligo vulgaris), cernia (Polyprion
cernium), corvo (Johnius umbra), dentice (Dentex vulgaris),
mormora (Pagellus mormyrus), muggine (Mugil cephalus), murena
(Muraena helena), occhiata (Oblada melanura), orata (Sparus
aurata), polpo (Octopus vulgaris), ricciola (Lichia glauca),
salpa (Box salpa), sarago (Sargus vulgaris), scarpena (Scorpaena
scrofa), sogliola (Solea solea), spigola (Morone labrax),
tordo (Labrus turdus), tracina (Trachinus dracho), triglia
(Mullus surmuletus), trigone (Trigon pastinaca).
Petti,
Sandro. Architetto, progettò ad Ischia all’inizio degli anni 1950
l’Hotel Moresco. Con il cantante Ugo Calise avviò il Rangiofellone,
ristorante e ritrovo notturno che fu frequentato da personaggi famosi dello spettacolo,
dell’arte, della politica che trascorrevano le vacanze ad Ischia (Alida
Valli, Maria Callas, A. Sordi, Visconti, F. Valeri....). In qualche occasione
il locale diventava anche sede di mostre pittoriche: vi esposero Mimmo Rotella,
Gigi Morante, Fontana.
Pezze.
Contrada di Forio corrispondente alla zona dell’attuale via Mons. Schioppa,
prospiciente al porto. Denominazione che si trova anche in altre zone dell’isola. <<<
Pezzillo,
Giovanni (Forio 1816-1879). Patriota, fu un accanito antiborbonico; noto anche
per la sua vasta cultura. A Forio fu sindaco e Maggiore della Guardia Nazionale.
Pezzillo,
Giuseppe (Forio 1814-1848). Antiborbonico, fu uno dei principali protagonisti
della rivolta scoppiata a Napoli il 15 maggio 1848. Sopraffatti, Pezzillo e altri
valorosi si barricarono nel Palazzo Cinella e non vollero arrendersi, dando la
vita per quelle idee di libertà in cui avevano sempre creduto. <<<
Piana maggiore.
Secca a circa 300 metri a Nord-Nord-Ovest del Fungo a Lacco Ameno.
Piana minore.
Secca nei pressi del Fungo a Lacco Ameno. <<<
Piano località di
Testaccio.
Piano Liguori.
Località presso monte Vezzi.
Piano San Paolo. Località nelle
vicinanze di Toccaneto, accanto ad altro fondo detto Munastero nel villaggio
di Buonopane. ll toponimo, subentrato ad altro probabile di origine greca, dovette
essere introdotto quando, a seguito dell’arrivo dei monaci benedettini
sull’isola (VI-VII s. d. C.), quella zona agricola entrò a far parte
dei beni terrieri dei religiosi.
Piazza
degli Eroi. Nel Comune di Ischia. Anticamente Piazza del
Pino, perché cinta da pinete e per la presenza di un pino
nel mezzo. Poi dedicata ai cittadini ischitani caduti in tutte le guerre. <<<
Piedimonte.
Villaggio (casale) del comune di Barano, anticamente Piejo (in un documento del
1413), Piano in Iasolino. «Incantevole angolo che associa i vantaggi della
pianura campana e quelli di una valle elevata ed isolata, l’aria è pura,
ma meno viva e meno impregnata di esalazioni saline che in altra parte dell’isola.
Il soggiorno più salutare dell’isola» (Anonimo Oltremontano). <<<
Piellero.
Località in Forio: vi sgorga una fonte di acqua potabile.
Pietra del
Turco. Enorme roccia, cava all’interno, al di sopra
del Comune di Casamicciola, che aveva un tempo una sola apertura nella
sua parte superiore: qui si rifugiavano gli abitanti dei dintorni all’arrivo
dei corsari, donde il nome. Era detta anche Roccia della Celaria o Lo
Scusoto. Una scala di legno serviva a penetrarvi e veniva
tolta, quando tutti vi erano discesi. De Rivaz dice che ai suoi tempi
la caverna monolitica era stata trasformata in cellaio e vi si entrava
per una porta tagliata su uno dei suoi fianchi. Una roccia simile si
trovava sull’Epomeo, utilizzata primamente per cercare di sfuggire
ai pirati. <<<
Pietra
dell’acqua. Sulla montagna della Falanga, è così denominata
una cisterna sul cui fondo si vede in rilievo una figura di uomo
con un solo braccio in atto di scalfire la pietra.
Pietra grande.
v. Fungo. <<<
Pietra incisa. Trachite
trovata lungo il pendio di Monte Vico che si affaccia sul mare, con una iscrizione
scolpita, sulla cui interpretazione intervennero vari studiosi ed eruditi, fra
cui il Mommsen. Primo ad occuparsene fu il parroco di Lacco Ameno, Paolo Monti,
il quale verso il 1650 si recò più volte a Roma per ottenere una
esatta lettura dell’iscrizione. La pietra poi scomparve, forse precipitata
nel mare.
Pietra perciata.
Grande masso di tufo, così chiamato in quanto traforato di buchi, giacente
lungo i pendii del monte Falanga e facente quasi da belvedere sulla costa di
ponente fra Punta Imperatore e Punta di Monte Vico. La fantasia popolare vi ha
intrecciato intorno fiabeschi racconti. <<<
Pietro a Pantanello (San).
Piccolo promontorio nelle adiacenze del porto d’Ischia, col basamento di
lava dalla parte di mare, e di tufo e puzzolana di colore bigio da terra.
Pignatelli duchi
di Montecalvo. Antica famiglia napoletana risalente al XVII secolo, cui appartenevano
i fratelli Innocenzio e Antonio, trasferitisi ad Ischia all’inizio degli
anni 1950 e diventati stretti collaboratori del comm. Angelo Rizzoli. Antonio,
morto prematuramente a soli 48 anni nel 1968, fu direttore delle Terme Manzi
di Casamicciola; poi assunse anche la presidenza della locale squadra di calcio.
Innocenzio fu consulente aziendale nel complesso termale di Lacco Ameno e partecipò alla
vita politica (1960) e sociale come consigliere comunale e presidente di comitati
per manifestazioni varie (Festa di S. Restituta, Carnevale di Lacco). <<<
Pignatiello.
Famoso night di Lacco Ameno, operante negli anni 1960 (gli anni di Rizzoli),
in cui si esibivano i più noti personaggi della musica italiana ed estera.
Presente nei film della Cineriz girati ad Ischia.
Pilastri.
Procedendo lungo il percorso che da Ischia porta a Barano s’incontra un
insieme di archi in doppio ordine (noto con il nome di Pilastri o Acquedotto),
i quali uniscono i dorsali dell’altura di Fiaiano con le propaggini del
monte Vezzi. L’opera fu realizzata nel ‘600 soprattutto ad opera
del vescovo Girolamo Rocca, ma era stata iniziata nel 1590 da Orazio Tuttavilla;
essa portava l’acqua dalla fonte di Buceto al centro di Ischia Ponte. <<<
Pinete.
Nel 1854 il botanico Giovanni Gussone avviò il rimboschimento con il pino
domestico della distesa di lava che, dopo cinque secoli, ricordava ancora la
grande eruzione del 1302. Così quell’arida pietraia si trasformò in
una distesa di pini sempre più compatta. Un patrimonio enorme che peraltro
negli anni dello sviluppo turistico cominciò ad essere colpito dalla crescente
occupazione edilizia. Nel 1956 si costituì un Comitato pro Pinete che
aveva tra i suoi obiettivi la loro difesa contro l’avanzata edilizia; ne
furono animatori Biagio Buonocore, Federico De Angelis, Michele Longobardo, Luciano
Mazzella, Luigi Ciannelli, Claudio D’Ambra, Giovan Battista Venci. Nel
1973 “Il Giornale d’Ischia”, diretto da Franco Conte, promosse
una sottoscrizione popolare per l’esproprio delle pinete e la creazione
di parchi pubblici: la numerosa partecipazione e il largo appoggio assicurati
all’iniziativa portarono poi al raggiungimento dell’obiettivo programmato.
Un altro Comitato, inizialmente presieduto dalla giornalista Isabella Marino,
si è costituito negli ultimi tempi per sollecitare urgenti interventi
contro la distruzione dei pini provocati da insetti particolarmente nocivi.
Pio Monte della Misericordia.
Monte, ospizio, istituito nel 1604 in Casamicciola ad opera di benefattori di
Napoli, ove già ne avevano sperimentato la necessità, per permettere
anche ai poveri e bisognosi di ricorrere ai salutiferi rimedi delle acque termali.
L’edificio fu costruito nella Valle d’Ombrasco, presso la sorgente
della famosa acqua del Gurgitello. Dopo la sua completa distruzione per il terremoto
del 1883, il Pio Monte fu ricostruito nella posizione attuale lungo la Marina.
Oggi esso giace in totale abbandono. <<<
Piro,
Francesco. Cittadino di Serrara, era tra i soldati italiani che, al comando del
tenente colonnello Carlo De Cristoforis, nel 1887 furono uccisi dalle forze etiopiche
a Dogali, località dell’Eritrea presso Massaua.
Piro,
Leonardo (Lacco Ameno). Sacerdote ed educatore, insegnò alla Scuola Elementare
di Lacco Ameno nei primi decenni del 1900. Limpido scrittore in versi e in prosa,
fu sempre restio a dare alle stampe i suoi scritti. <<<
Piro,
Pietro (Ischia). Nel 1920 pubblicò Olocausto isolano nella quarta
guerra d’indipendenza, in cui riportò i nomi dei cittadini
del Comune d’Ischia caduti nella guerra 1915-18 con le rispettive qualifiche.
Pisciariello.
Fonte di acqua potabile alimentata dalla sorgente sita sulla collina di Neso
(Oneso) in Lacco Ameno, le cui acque mediante una conduttura venivano raccolte
in un serbatoio in via IV novembre, per servire ai bisogni dei cittadini; mediante
una ruota l’acqua era riportata in superficie. <<<
Pistoja,
Giovanni. Medico napoletano che, dopo aver fatto la cura alle stufe di Testaccio,
si interessò in modo particolare dei bagni dell’isola. Da evidenziare
due sue annotazioni riportate nel De’ rimedi naturali di Iasolino
(edizione del 1689); nella prima egli ricorda che, visitando la sorgente di Nitroli,
incontrò là dei ragazzi i quali, raccogliendo l’erba, avevano
trovato un rilievo votivo dedicato alle Ninfe Nitrodi, ed un altarino o una base
per un oggetto votivo decorata con anfore; purtroppo poi ambedue andarono
perduti. Nello stesso posto nel 1759 furono scoperti i marmi votivi tanto importanti
per la storia balneare dell’isola. Nella seconda nota parla della sorgente
di Olmitello, che dice di aver trovato sotterrata da una frana e di averla liberata.
Pitecusa.
Questa denominazione viene fatta derivare ora dalla presenza delle scimmie - a
simiarum multitudine -, ora dalle fabbriche di anfore - a figlinis doliorum.
Ovidio nelle Metamoforsi dice che Pitecusa fu così chiamata
dai suoi abitatori, e cioè dai Cercopi, ingannatori e spergiuri, da Giove
mutati in belve oscene, in modo che ad un tempo fossero somiglianti e dissimili
agli uomini. Plinio invece fa derivare il nome dalle botteghe di orci di terracotta,
che erano fiorenti sul territorio, come hanno dimostrato gli scavi archeologici.
Il toponimo si trova citato anche nella forma plurale Pithekoussai,
forse riferito alla presenza di altri villaggi satelliti e insediamenti impiantati
lungo le coste. <<<
Pitloo,
Anton Sminck van (Arnhen 1791-Napoli 1837). Si trasferì prima a Roma e
poi a Napoli, dove nel 1824 fu nominato insegnante di paesaggio nell’Accademia
di Belle Arti. Fu il protagonista straniero degli artisti della Scuola di Posillipo.
Di Ischia realizzò una veduta al confine della zona dell’Arso, situata
tra Villa dei Bagni e il Castello. <<<
Pizzi bianchi o
di don Andrea. Sculture naturali di varia forma create dall’erosione nelle
pareti di Cava Scura.
Pizzo
Palmieri tra il Feraglione e Cava dell’isola in Forio.
Placido,
Ruggiero (Messina 1888-1946). Geologo e idrologo, formò nell’isola
una serie di nove stazioni termopluviometriche, ordinò il catasto di sorgenti
e pozzi, contribuì all’attività dell’Osservatorio
geofisico. Autore di studi monografici sull’energia geotermica in Italia,
nei Campi Flegrei e ad Ischia. <<<
Plagae Romanae. Antico
toponimo romano, riferito al villaggio sviluppatosi ai piedi del Castello, poi
sommerso dalle acque. La denominazione si è poi mutata in Carta Romana
(Cartaromana) e viene riferita al lido ed alla zona retrostante di fronte al
Castello.
Platano
di Lamartine. Così O. Buonocore (Leggende ischiane)
chiama il secolare albero dalla larga chioma che fa da spartitraffico
presso il porto d’Ischia. Secondo lo scrittore ischitano il poeta
francese incontrava nei suoi pressi le damigelle della Corte di Napoli,
quando i regnanti soggiornavano nell’isola. <<<
Platea corrente
dei P.P. Agostiniani del Convento di S. Maria della Scala di Borgo Celsa, nuovamente
rilegata con cartapecora, secondo una nota manoscritta del Sac. Agostino Lauro,
nell’ottobre del 1964, da Rev.di Padri Olivetani dell’Istituto per
il restauro del libro di Roma. Un’inventario dei beni che il Convento possedeva
sull’isola d’Ischia, con annotazioni precise delle somme da riscuotere
e riferimenti ad atti notarili. Ritrascritta nella seconda metà del Settecento,
comporta 1011 fogli, non tutti numerati, strutturata nel modo seguente: Ischia
(pp. 5-73), Campagnano (pp. 74-120), Molara e Mortito (pp. 125-142), Testaccio
(pp. 143-193), Barano (pp. 195-306 e 311), Moropano (pp. 315-327), Socchivo (pp.333-338),
Piano delle Rose (p. 341), Serrano (pp. 343-356), Fontana (pp. 357-385), Panza
(pp. 391-426 con pagine bianche), Forio (pp.437-763 con pagine bianche), Lacco
(pp. 781-808), Casamicciola (pp. 817-878 e pp. 890-914), rendite sacrestia (pp.
932-951), varia (pp. 958-968). Tra una sezione e l’altra vi sono non poche
pagine bianche. Al foglio 969r, numerato foglio n° 1, inizia la Platea
nuova per la Mensa Vescovile, fogli da 1 a 3 (969-971); fogli bianchi 972-1011.
pag 781.. <<<
Plaza,
La. Galleria d’arte dei Flli Amendola, in Piazza S.
Restituta a Lacco Ameno, operante negli anni 1950-1960; ospitò anche
una mostra di Giorgio De Chirico.
Pletos,
Jon (Chisinau 1900-Ischia 1938). Pittore romeno, morto in giovane età ad
Ischia, dove abitava in una casa d’affitto a Ischia Ponte, ed era solito
trascorrere molte ore all’aperto a fissare coi pennelli quella luce solare
e quei colori che lo affascinavano tanto. Amico del prof. Salvatore Vezzuto
e del pittore Mario Mazzella. Molti suoi quadri si trovano in collezioni private. <<<
Plinio,
Secondo Gaio, detto Plinio il Vecchio (23-79 d. C.). Scrittore latino, rimasto
ucciso durante l’eruzione del Vesuvio. Nella Naturalis Historia,
descrivendo la formazione delle terre, scrive: «Anche in altro modo sorgono
le terre, e di colpo emergono in un qualche mare: quasi che la natura pareggiasse
i conti con se stessa e restituisse da altre parti ciò che una voragine
ha ingoiato. Famose da lungo tempo le isole di Delo e Rodi sono registrate
in questa tradizione; in seguito ne sono sorte di più piccole. Così,
raccontano, si formarono anche le Pitecuse nel golfo di Campania, e ben presto,
lì sopra, il monte Epopo, dopo un’improvvisa eruzione di fiamme,
fu livellato alla piatta distesa dei campi. Inoltre qui una città fu
inghiottita nel profondo, e per altro sommovimento spuntò uno stagno,
e per un terzo, dopo un crollo di montagne, si costituì l’isola
di Procida». Spiega l’etimologia delle denominazioni dell’isola;
vi sono descritte anche alcune piante. <<<
Podestà.
Nel periodo del fascismo, funzionario di nomina governativa addetto ad amministrare
con ampi poteri il comune.
Pointner,
Rudolf (Zara 1907 - Graz 1991). Pittore, membro dell’Hagenbund di Vienna,
fondatore della Galerie 16 e del Forum Staadtpark di Graz, vissuto per un lungo
periodo a Forio d’Ischia. La sua pittura è una sorta di surrealismo
fiabesco.
Polito,
Luigi. Poeta foriano scomparso nel 1985. Direttore didattico. Autore di una
raccolta poetica in dialetto foriano e di racconti dal titolo Vasapiedi. <<<
Polito,
Pasquale (Serrara Fontana 1907–1994). Ordinato sacerdote nel 1931, è stato
cappellano della Chiesa di Villa Joseph a Casamicciola e poi parroco
della Chiesa Collegiata dello Spirito Santo in Ischia Ponte. Volse grande attenzione
alla cultura: scrisse la prima biografia del Venerabile parroco Giuseppe Morgera;
studiò le figure di viaggiatori illustri che soggiornarono a Casamicciola,
quali Lamartine, Ibsen, Renan; pubblicò una monografia su Lacco Ameno
e S. Restituta; poeta e narratore. Fu tra i fondatori del Centro Studi
su l’isola d’Ischia, di cui in seguito assunse anche la presidenza.
Poll,
Hermann (1902-?). Pittore tedesco che era solito soggiornare ad Ischia nel
comune di Forio, dove entrò in contatto con Gilles, Bargheer, Jenny
Wiegmann, Gabriele Mucchi. <<<
Pollio,
Renato (Ischia). Pittore approdato all’arte verso i quarant’anni.
Barbiere di mestiere, si è trovato in un certo momento ad abbinare le
due attività, così da trasformare il suo salone anche in una
galleria delle sue opere. Barche da pesca, reti al sole, tramonti, paesaggi
luminosi, marine, gruppi di case: questi i motivi dominanti della pittura di
Renato Pollio.
Pomo, Il.
Night-club degli anni 1960 nel comune di Ischia.
Pomodoro,
Arnaldo (Morciano di Romagna 1926). Scultore del quale il Comune d’Ischia
ha curato una mostra alla Torre Guevara nei mesi maggio/luglio del 2003. <<<
Pontano,
Giovanni (Gioviano). Umanista e poeta del ‘400, segretario di Alfonso
I d’Aragona, era un frequentatore assiduo d’Ischia, ove si costruì una
villa lungo la strada ora a lui intestata. Anche un’acqua termale portava
il suo nome. Nelle sue opere, e specialmente nel De bello neapolitano, sono
riportate notizie storiche concernenti l’isola.
Ponte d’Aragona.
Istmo artificiale lungo 250 metri che unisce il Castello all’isola. Venne
realizzato da Alfonso I d’Aragona, che diede nuovo impulso al maniero,
rafforzandone le difese e scavando una galleria interna per l’accesso.
La lingua di terra che fino al 1440 permetteva il passaggio era stata coperta
dalle onde, essendo il luogo soggetto a continuo abbassamento. Col volgere
dei secoli anche quel ponte fu inghiottito dal mare e dovette essere ricostruito;
ciò che fece la Città d’Ischia nel 1777. <<<
Pontile
di Ischia Ponte. Rinnovato all’inizio degli anni 1950 ed inaugurato
il 1° marzo 1952. Vi approdavano i piroscafi della SPAN che erano tenuti
a toccare tutti gli approdi dell’isola.
Poo, Giovanni.
Ammiraglio del re Ferdinando I d’Aragona che riuscì a liberare
la guarnigione aragonese del Castello d’Ischia dall’assedio degli
Angioini nel 1464. «Venutosene di notte con molto silenzio, pose in
terra al lito sotto il monte i fanti, e fatte le galee e le navi entrar nel
porto di Gaeta, ascesero senza essere da niuno impediti il monte, dove dato
il segno, fu amichevolmente ricevuto da coloro che vi erano posti alla difesa,
percioché era nella cima del monte una picciola chiesa di San Nicola,
dalla quale era non molto lontano un bastione vecchio, fatto per ricovero delle
genti per gli improvvisi assalti dei Mori, il qual luogo è in vocabolo
barbaro chiamato la Bastia. (...) Discese dal monte e venuto al luogo assaltarono
improvvisamente i nemici. Qui appicciossi una battaglia rara e nobile fra loro,
nella quale vedeansi molti dall’una e l’altra parte cadere, e infiniti
di qua e di là fargli prigioni. Ma finalmente, non potendo più i
soldati di Angiò l’empito dei nemici sopportare, si posero in
fuga, dei quali gran parte ne rimasero morti e prigioni, degli altri dentro
la fortezza, altri nelle galee si salvarono, e molti che si eran per paura
gittati in mare, furon dai battelli salvati, fra i quali Giovanni di Angiò lor
capo generale coperto fin al mento dell’acqua fu dai suoi, non senza
affanno, nelle galee sollevato» (G. Pontano). <<<
Porlezza,
Camillo. Direttore dell’Istituto di Chimica Generale dell’Università di
Pisa, accompagnò nel 1918 la scienziata Maria Curie (v.) in visita
alle sorgenti radioattive di Lacco Ameno. Vi ritornò nel 1957 per visitare
le nuove Terme e per fare rilevazioni della radioattività termale.
Porto (Casamicciola).
L’attuale struttura è stata costruita nel 1985 ed ha funzioni
sia commerciali che turistiche. Protetto da un molo di ponente e da un molo
di levante. In fase di ulteriore sviluppo. <<<
Porto (Forio).
Struttura, già imperniata su un antico molo, è in fase di espansione,
adibita ad uso turistico. Ad Ovest è protetto da un molo banchinato;
ad Est da un molo di sotto flutto.
Porto (Ischia).
Ex lago, trasformato in porto nel 1854 dal re Ferdinando II Borbone con l’apertura
dell’attuale bocca. Costituisce l’approdo più importante
dell’isola, qualificato porto naturale, ed offre sicurezza per qualsiasi
natante. Lo sviluppo turistico, che ha caratterizzato gli ultimi cinquanta
anni, l’ha forse troppo sfruttato, senza che vi fossero apportati adeguati
e tempestivi interventi di ammodernamento e di adattamento alle nuove esigenze. <<<
Porto (Lacco
Ameno). Un pontile con testata protetto da una scogliera orientata Est-Ovest.
Utilizzabile soltanto ad uso turistico. In tempi non tanto lontani vi si fermavano
i piroscafi della Span che erano sempre tenuti a compiere il percorso Ischia-Forio
e viceversa nei collegamenti con Napoli. Un progetto prevede la realizzazione
di una struttura portuale nella zona prospiciente la piazza Capitello, dove è già stata
costruita una piccola banchina.
Porto (Sant’Angelo).
Piccolo approdo turistico protetto da due scogliere, formato da un pontile
di cinquanta metri e da una banchina di centodieci metri. <<<
Porto
angioino. La rada tra il ponte aragonese e gli scogli di S. Anna si
trasformò, con gli accorgimenti di cui furono industriosi gli avi del
Duecento, in vero e proprio porto. «Il termine non è iperbolico
né cadrebbe acconcia una terminologia analogica per dar vigore descrittivo
ad una realtà incontrastabile, di cui anche il ricordo è stato
tradito. Fin dai primi anni del suo regno, Carlo I d’Angiò si
era reso conto della privilegiata ubicazione dell’isola; se la immaginò centro
di difesa nei suoi progetti e la trovò rispondente ai suoi piani strategici.
Volle perciò costruito un maschio sull’isolotto che, comunemente,
fu denominato con l’appellativo di Castello e fu sistemata a porto l’insenatura
sottostante, fornita persino di una sorgente di acqua potabile che sgorgava
alle falde di Soronzano» (Agostino Lauro).
Porto
aragonese. Progetto già approvato, su richiesta del comune
di Ischia, e finanziato dal Ministero dei Lavori Pubblici, previo parere favorevole
della Soprintendenza ai Monumenti di Napoli. Il porto, secondo quanto si legge
in una cronaca del tempo (1964), doveva venire incontro alle esigenze pescherecce
e commerciali della zona e proteggerla dalle mareggiate. Ma ci fu una forte
opposizione per cui il silenzio calò su questa realizzazione. <<<
Posidonia
oceanica. Pianta marina endemica del Mediterraneo, le cui praterie
formano quasi una “cintura verde” intorno all’isola d’Ischia.
Il prato cresce sia su fondo sabbioso, sia su fondo roccioso (P. Imperatore
e P. Caruso), sia su terrazze (matte) formate dalle sue stesse radici
(Castello, M. Vico, P. San Pancrazio). Le praterie sono per il mare l’equivalente
delle foreste terrestri ed ospitano varie specie vegetali (alghe) ed animali.
Postiglione,
Francesco. Nativo di Ischia, da giovane si dedicò al calcio, rivelandosi
subito giocatore di talento e nel 1945 dall’Ischia passò al Benevento
di Gipo Viani in serie C. Un infortunio ed anche il desiderio di non
abbandonare gli studi ne bloccarono la carriera sportiva. Si diede poi al giornalismo
ed occupò un posto di grande rilievo nell’EVI e nella successiva
Azienda di Cura, Soggiorno e Turismo, contribuendo non poco alle fortune dei
due enti nella promozione turistica e nell’organizzazione di varie manifestazioni,
tra cui la Sagra di sant’Anna del 26 luglio, insieme con Aldo Dell’Isola. <<<
Pozzillo.
Strada che dalla Statale Lacco Ameno-Casamicciola immette in via Fundera davanti
alla ex parrocchia di Maria SS. Annunziata e all’Ospedale Anna Rizzoli.
Pozzolana.
Roccia incoerente di colore grigio, rossastro o marrone, formata da piccolissimi
granuli di sostanza vetrosa a tessitura pomicea, accompagnati da cristalli
di minerali diversi. Il nome deriva dal lat. pulvis puteolana (polvere
di Pozzuoli) dal luogo di origine della pozzolana di miglior qualità.
v. anche tufo.
Power,
Marguerite, contessa di Blessington (Irlanda 1789-Parigi 1849). Nel corso di
un lungo viaggio sul continente, nel 1824 trascorse alcuni giorni a Ischia,
di cui ci offrì una descrizione in The Idler in Italy. L’isola è definita
un posto delizioso; un fascino particolare suscitarono in lei l’intimità delle
case e gli abiti da festa delle donne. Non mancarono l’escursione all’Epomeo
e l’ammirazione per i suoi incantevoli panorami.
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