Isola d'Ischia
- Piccolo dizionario storico topografico biografico

(voci tratte dal libro "Isola d'Ischia - tremila voci titoli immagini" di Raffaele Castagna, edito da La Rassegna d'Ischia)


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Messina, Giannino
Microfoni d'argento
Migliaccio, Francesco
Migliaccio, Gennaro
Migliaccio, Luigi
Milone (famiglia)
Milone, Cristoforo
Milone, Girolamo
Milone, Giuseppe
Mimì Cenatiempo Vini
Minderop, Cornelio
Miniere d'oro
Minturno, Antonio
Mirabella, Vincenzo
Mirtina (acqua)
Mito di Tifeo
Molara
Mommsen, Theodor.
Monastero dei Carmelitani
Monastero di San Costanzo
Monetazione
Monforte, Laura
Monkey
Montagnone
Montano (San)
Monte Forte.
Montecito
Montecorvo
Monterone
Montetignuso.    
Montevergine
Monti de' Fossi
Monti, Angelo
Monti, Enrico
Monti, Nicola
Monti, Paolo
Monti, Pietro
Monti, Sebastiano 
Monumento del Redentore
Moraldi, Antonio.
Morandi, Giorgio
Morgan il pirata (Film)
Morgera, Gaetano
Morgera, Giuseppe 
Morgera, Luigi
Morgera, Vincenzo
Morgera, Vittorio
Morgioni, Francesco 
Moropano
Mortella, La
Mortito
Mortola
Mosenca, Filippo.
Mostro dell'isola, Il (Film)
Mulatto, Il (Film)
Municipio di Forio
Murat, Gioacchino
Murpano
Murtito
Museo Civico di Casamicciola
Museo del contadino
Museo del mare
Museo del Torrione
Museo dell'isola (Ischia)
Museo delle Armi, Armature...
Museo di Luchino Visconti
Museo di Pithecusae
Museo di S. Restituta
Museo Diocesano d'Ischia
Mussolini, Rachele
Mussolini, Romano

 

 

       Messina, Giannino (Ischia 1922-1974). Scomparso a soli 52 anni nel 1974, aveva sul porto d'Ischia un'attività di spedizioniere. Amministratore comunale, ma soprattutto personaggio molto popolare per la sua passione verso il teatro, inimitabile interprete di tanti lavori teatrali. «Nelle numerose esperienze filodrammatiche Giannino non recitava il suo ruolo che gli calzava a pennello, ma lo viveva con quella umanità, con quella vena di umorismo un po' malinconica che è dei veri uomini di teatro» (Giampiero Escoffier).
     Microfoni d'argento. Premio nazionale per la radio e la televisione, istituito dall'Associazione della Stampa romana, la cui manifestazione finale del 1983 si svolse ad Ischia nella Pineta Nenzi Bozzi, durante uno spettacolo presentato da Daniele Piombi e trasmesso dalla Rete Uno della Televisione. Tra i premiati Teresa De Sio, Pippo Baudo, Lino Banfi, Gianni Morandi, Bruno Vespa, Arrigo Levi, Franco Bucarelli, Nando Martellini, Enrico Ameri. <<<

     Migliaccio, Francesco. Nacque a Forio il 1663. Fu teologo, canonico della cattedrale d'Ischia, letterato di chiara fama. Morì a 53 anni sul Castello nell'espletamento del suo ministero. Il Buonocore riporta che ne fu introdotta la causa di beatificazione. Notizie della sua vita si riscontrano nei testi di G.A. d'Aloisio, V. Onorato, d'Ascia, Della sua opera letteraria si conserva un sonetto, riportato appunto dal D'Aloisio ne L'Infermo istruito, intitolato Il Cremato: «Questa cui vedi, o pellegrin che passi, / Desolata campagna e adusta arena; / E questa ch'ài sott'occhi ingrata scena / D'arsicce rupi e d'abbondanti massi; / Questi svolti macigni e negri sassi / E questo suol, che non produce avena, / Fu del nostro Epomeo già piazza amena; / Or teatro d'orror, non più di spassi. / Vomito fu d'una romita balza / Quel torrente di fuoco; onde s'ardio / D'Ischia il più vago - ecco colà s'innalza. - / Se pur non fu dello sdegnato Dio / Fuoco divorator, ch'ognora incalza / Chiunque l'ira sua pone in oblio». L'Onorato dice che, nativo di Forio «menò li suoi giorni nella Città del Castello in qualità di penitenziere, e di parroco di S. Nicola e di S. Barbara; fu esemplare, edificante e di costume vero ecclesiastico».
     Migliaccio, Gennaro (Forio 1742 -1812). Pittore allievo di Alfonso Di Spigna, la cui biografia è stata ultimamente arricchita dalle ricerche di A. Di Lustro. Annotazioni nei libri contabili delle chiese permettono di attribuirgli alcune tele e dei lavori di restauro. Sua è la Deposizione nella chiesa di S. Francesco Saverio al Cuotto (Forio). A lui fu dato incarico di dipingere la balena che si arenò sulla spiaggia di Citara il 23 aprile 1770. <<<

     Migliaccio, Luigi. Nativo di Forio (1930). Laureato in Legge, dipendente del Servizio Sanitario Nazionale, ha svolto anche una intensa attività come giornalista, non solo per periodici isolani, ma anche per quotidiani nazionali, come Il Mattino e Il Popolo. Nel 1980 fu nominato giudice conciliatore del Comune di Forio. Autore di una storia politica isolana degli anni 1950/80.
     Milone (famiglia). Originaria del Salernitano, si trasferì a Forio intorno al 1600. Ad essa appartenevano i sacerdoti Cristofaro, Girolamo e Giuseppe, che erano filoborbonici e nella loro villa di Forio ospitarono spesso i sovrani napoletani. <<<
     Milone, Cristoforo (Forio 1833-1890). Sacerdote, canonico, protonotario apostolico. Diresse il quotidiano napoletano La Libertà Cattolica dal 1877 al 1890. Pubblicò scritti di carattere teologico e un libro sul culto di San Vito nel mondo e che è venerato anche a Forio.
     Milone, Girolamo (Forio 1831-1877). Sacerdote e giornalista, fondò e diresse dal 1867 al 1877 il quotidiano napoletano La Libertà Cattolica, e precedentemente aveva fondato e diretto altri quattro periodici: Il Flavio Gioia, L'Araldo, Il Monitore, La Stampa Cattolica. Fautore del potere temporale dei Papi; era solito frequentare la Corte di Napoli ed ebbe come padrino di cresima il principe Leopoldo di Borbone.
     Milone, Giuseppe (Forio 1824-1886). Uomo di grande cultura e di grande zelo religioso, fu parroco di Forio. Collaborò alla realizzazione della "Biblioteca dei Predicatori", diretta da un sacerdote francese, e ne curò poi l'edizione italiana. Si adoperò per il ripristino del tempio di San Sebastiano del XVIII secolo realizzato su progetto di Ferdinando Fuga e in parte crollato per il terremoto del 1883.
     Mimì Cenatiempo Vini. Azienda che da oltre settanta anni continua l'attività del suo fondatore Mimì Cenatiempo nell'antica cantina (oggi Enoteca) di Ischia Porto, testimonianza del glorioso passato vinicolo (sono conservati in essa antichi strumenti di lavoro, come le botti, "quartaruoli", barili, fiaschi, imbuti, torchio...). Nel 1997 è nata anche la Ischia Delizie Tipiche per la produzione di liquori e prodotti tipici: Limoncello d'Ischia, Ruchetta (amaro di rucola), Babà d'Ischia, Grappe di Biancolella e Limone. <<<
     Minderop, Cornelio. Uno dei primi pittori tedeschi a giungere a S. Angelo, dove nel 1939 sposò Brigida Iacono. Dal 1939 al 1945 curò la gestione della Pensione Minderop, chiusa dopo la guerra e abbattuta nel 1967. Era solito dare feste e ricevimenti. Fece venire un tedesco che, arrivato su una sedia a rotelle, utilizzò le acque di Cavascura e ritornò in Germania del tutto guarito. Morì a S. Angelo nel 1953 ed è sepolto nel cimitero d'Ischia.
     Miniere d'oro. Un termine greco presente nel testo di Strabone (chruseia) ha fatto spesso pensare a miniere d'oro che, assieme alla fertilità del suolo, favorirono l'insediarsi dei coloni euboici. Ma, considerata la formazione geologica dell'isola, si è escluso che potessero qui trovarsi simili giacimenti; ed in più, se ci fossero veramente stati, la loro menzione non sarebbe mancata in successive raccolte d'informazioni come in Plinio. Altre interpretazioni, attraverso una diversa lettura del termine di Strabone, danno più plausibilmente "laboratori di oreficerie", "prodotti di oreficeria" (chrusia), "fonderie di bronzo" (chalkeia), "botteghe di ceramiche" (chruteia)<<<
     Minturno, Antonio. Umanista e rimatore del Cinquecento, fu presente sul Castello d'Ischia con il conte Ettore Pignatello, dei cui figli era precettore. Egli stesso in una lettera a Giovanni Guidiccioni scrive: «Con la Casa de lo Illustriss. Signor Conte mi ricondussi in Ischia, isola assai dilettevole, ma quasi prigione a coloro che sono usi a menar lor vita per luoghi aperti e liberi d'ogni intorno».
     Mirabella, Vincenzo (1854-1943). Fu innanzitutto un educatore ed insegnò per 40 anni nella scuola elementare. Laureato in farmacia, attese poi alla direzione della farmacia tradizionale della famiglia. Il 1883 pubblicò una Guida dell'isola d'Ischia, più volte ristampata. Ad Ischia è a lui intestata una traversa. <<<
        Mirtina (acqua). Sorgente vicina a quella detta del Pontano nella villa del famoso umanista napoletano presso l'attuale Convento di Sant'Antonio alla Mandra. Così detta per i profumati mirti che le erano intorno. Dalle analisi era risultata la migliore delle bibite, per la ricchezza dei bicarbonati e per la leggera mineralizzazione, da ritenersi la Vichy d'Italia, meritando la medaglia d'oro a Roma, Parigi, Londra (1907) e il Gran Premio a Copenaghen (1908). Morto il proprietario avv. Cristofaro Mazzella, rimase abbandonata al suo destino.
     Mito di Tifeo. Forse uno dei più suggestivi della mitologia greca. Fu Virgilio a legarlo all'isola d'Ischia nell'Eneide, anche se la prima fonte letteraria, Omero, lo localizzava fra gli Arimi. Gli antichi pensavano, in generale, che il nome Arimi indicasse la regione dei vulcani di Cilicia, anche se Strabone afferma che per alcuni gli Arimi sono in Cilicia, per altri in Siria; altri identificano invece gli Arimi con Pitecusa poiché scimmia in lingua etrusca si dice arimos. Pindaro ed Eschilo localizzano gli Arimi in Cilicia, ma precisano che Tifeo, folgorato da Zeus, giace schiacciato sotto l'Etna, anzi per Pindaro sotto tutta la regione vulcanica che si estende da Cuma all'Etna, comprese, come precisa Strabone, le isole Lipari, Baia, Napoli, Pitecusa.
     Molara (o Molaria) località di Piedimonte.
     Mommsen, Theodor. Storico tedesco (1817-1903), si interessò anche di alcune vicende dell'isola d'Ischia che così presenta in un suo passo: «L'isola dai Greci detta Pitecussai o Pitecussa, per tralasciare il nome antichissimo, Inarime, che dicesi nato da cattiva erudizione, dai Latini Aenaria, fu occupata prima dai Greci giunti in Italia, poi lasciata avendo i coloni trasferito a Cuma la loro sede. Tenne l'isola il re dei Siracusani Gerone, dopo la vittoria Cumana del 474 a. C. Poi divenne possesso dei Napoletani, i quali, sconfitti in guerra, perdettero l'isola, che divenne romana dopo la guerra del 428, ma poi la riebbero, avendo Augusto preferito l'isola di Capri e quindi la scambiò con Aenaria. Questa in quel tempo non ebbe una sua posizione indipendente; quali testimonianze epigrafiche si hanno poche iscrizioni sepolcrali private e presso vari autori riferimenti soprattutto alle acque calde». Fornì la sua interpretazione in merito alla famosa iscrizione (andata perduta) ritrovata su un masso di Monte Vico. <<<
     Monastero dei Carmelitani. Era situato  nel Casal del Lacco, fondato ed eretto l'anno 1589 dopo la cessione da parte del vescovo isclano, Mons. Fabio Polverino, ai Padri Carmelitani di Napoli della chiesa di S. Restituta con annessi cortile, campane, al fine di costruire nelle adiacenze della chiesa (circum circa et prope) un convento.
     Monastero di San Costanzo. Antico monastero nel comune di Barano, sulla omonima collina tra il monte Cotto e la Guardiola, a 249 metri sul livello del mare.  Esso è menzionato in un documento del 1306: super terra monasterii nostri sancti Costantii.  Se ne intravedono le tracce in un casolare, che sul lato orientale presenta la forma di abside, circondato dal bosco di castagne e querce. <<<
     Monetazione. Sull'isola di Pithekoussai compaiono le prime monete greche e, a seguito delle guerre tra gli Etruschi e Cuma, anche i tipi monetali siracusani; è un fatto, però, da limitare a rapporti di episodi di reclutamento o di attrattiva per basi di appoggio e di rifornimento alla flotta siracusana, al tempo della presenza della guarnigione siracusana, mandata da Hierone I, come prestigio dell'isola che gli era stata ceduta dai Cumani. Durante il periodo egemonico di Neapolis circolano monete della Campania-Neapolis; nel IV sec. compaiono monete della Campania-Capua; durante il periodo dell'Impero appaiono più frequenti le varie emissioni monetali (Pietro Monti).
     Monforte, Laura. Siciliana, dama di compagnia di Costanza di Francavilla, donna bellissima e amante di Alfonso d'Avalos, marchese del Vasto e marito di Maria d'Aragona. La sua figura si inserisce in quella che era considerata la Corte d'Ischia (Castello). <<<
     Monkey. Locale mondano sorto a Ischia alla fine degli anni 1940 per iniziativa di F.  Di Manso, Fabbricatore e T. Leonetti, al quale ultimo poi si sostituirono i fratelli Pignatelli. In esso si davano appuntamento i più famosi personaggi, soprattutto del mondo cinematografico e dello spettacolo, che cominciavano a sentire il richiamo di Ischia per le loro vacanze. Allora la stagione turistica aveva la breve durata di due mesi (luglio ed agosto). Poi si crearono altri locali, come la Briciola, ad Ischia, e l'Oleander Dancing Marietta a Lacco Ameno, prima di un successivo incremento che vide affermarsi il Rangiofellone, il Pignatiello, il Castillo de Aragon, il Bounty, la Lampara, la Cambusa, etc.
     Montagnone. A Sud-Ovest del porto d'Ischia. Si tratta di una cupola di ristagno formatasi nel II o III sec. d. C. L'eruzione che in un primo momento creava un grande cratere e vomitava pomici che ancora oggi coprono una parte rilevante dell'isola con uno strato abbastanza spesso, dev'essere stata molto violenta. Dopo le fasi esplosive incominciava la estrusione di una lava alcalitrachitica molto viscosa che si accumulava sulla bocca, riempiendo parzialmente il grande cratere con una cupola di ristagno, alta oltre 300 m. e di forma ellittica con diametri di 600 e 1200 m. Verso la fine dell'eruzione il tetto della cupola crollava, suddividendosi in zolle e formando in cima un cratere di sprofondamento largo fino a 500 m. e profondo 80 m. In seguito a questo sprofondamento si verificava un piccolo efflusso lavico sull'orlo orientale della cupola, mentre sul fianco di essa, e specialmente su quello settentrionale, si è accumulato un cono di scorie e blocchi rotolati in basso dal tetto della cupola (A. Rittmann). <<<
     Montano (San).  Zona e spiaggia ai confini di Lacco Ameno e Forio, particolarmente suggestive e ricche di ricordi storici. Qui infatti i primi colonizzatori greci, stanziatisi su Monte di Vico dando vita alla città di Pithecusa, avevano la loro necropoli. E gli scavi effettuati dal prof. Giorgio Buchner hanno portato alla  luce una preziosa e abbondante serie di reperti archeologici, tra cui la Coppa di Nestore. Qui inoltre approdò la barca che portò dalle sponde africane il corpo di S. Restituta vergine e martire, poi patrona dell'isola. <<<
     Monte Forte. Altro nome con cui viene denominato l'Epomeo.
     Montecito. Zona sulle pendici dell'Epomeo, tra la collina Casamonte a Casamicciola e le nuove frane del Fango a Lacco. Alla base e sui fianchi di un burrone si osservano molti gruppi di fumarole.
     Montecorvo. Si trova sulle pendici occidentali dell'Epomeo, tra i confini di Forio (Panza) e di Serrara Fontana. Dai crepacci della roccia trachitica si svolgono numerose fumarole, accompagnate da sibili e rumori sotterranei. Zona con apprezzati vigneti. Qui negli anni 1973/75 è stato realizzato lo stabilimento della D'Ambra Vini. <<<
     Monterone. Sobborgo di Forio alle falde del Monte Nuovo e del Monte Piellero. La parte a valle è circondata dalle alture dei Tironi, del Pastino, di Casa Marrazza, di Mortola, ed è detta anche S. Lucia per la presenza di una chiesa dedicata a questa santa.
     Montetignuso. Collina tra Forio e Lacco Ameno, che delimita il confine tra i due comuni; una lapide marmorea con iscrizione, ivi posta, è andata perduta, come riporta lo storico d'Ascia.     
     Montevergine. Contrada di Forio, dove sorgeva un antico eremo con annessa chiesa, oggi detta di S. Francesco di Paola. La zona è riparata a settentrione e oriente dalle lave vulcaniche di Zaro. <<<
     Monti de' Fossi. Sono così citati da G. Iasolino i colli "a torno e soprastanti al lago": verdeggianti, odorosi di mortella e lentisco.
     Monti, Angelo. Insegnante nato a Casamicciola nel 1905, fu anche espertissimo radiotecnico e ne aveva appreso le conoscenze scientifiche da Senofonte Manzi: insieme realizzarono diversi esperimenti scientifici; costruì una radio a galena con la quale riuscì a prendere la stazione di Eindower (Inghilterra). Radioamatore realizzò un ripetitore da 50 watt col quale si mise in contatto con radioamatori di molti paesi: la sua sigla era I1SMA.
         Monti, Enrico (Casamicciola 1925-Forio 2005). Giurista, scrittore e poeta, è noto negli ambienti letterari nazionali ed esteri per le sue opere di narrativa, saggistica e poesia; è stato insignito per quattro volte del Premio Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Inizia ad imporsi all'attenzione del pubblico e della critica nel 1975 con Kappusta (Longanesi ed.), in cui narra le sue tragiche esperienze nei campi di prigionia e di lavoro forzato in Germania; nel 1976 fu la volta dei Bozzetti ischitani, poi opere poetiche e saggi, spesso tradotti in lingue straniere (polacco e tedesco). Buon conferenziere, presente spesso anche a Monaco di Baviera per discutere su tematiche storiche e attuali. Ha anche collaborato con il Roma di Napoli. <<<
     Monti, Nicola (Casamicciola 1894-1979). Iniziò la sua carriera di armatore negli anni 1920 con la motobarca "Ondina" per i collegamenti con Napoli (molo dell'Immacolatella Vecchia); disponeva anche di motovelieri per il traffico di piccolo cabotaggio: da Ischia trasporto di vino e prodotti locali, ritorno con olio, farina, etc. Durante la guerra le sue motobarche (Rondine, Littoria, Ondina) furono requisite ed adibite al pilotaggio foraneo a Napoli. Tornata la normalità tra il 1946 e il 1947, la "Littoria" mutò nome prima in "Vittoria" e poi in "Generale Orsini"; la "Rondine" divenne "Vincenzo Monti". Nel 1961 il Monti avvia un vero e proprio servizio di traghetti per i veicoli e rileva il traghetto "Città di Pozzuoli" e in seguito acquista in Danimarca il "Langeland" che diventa la "Città d'Ischia". A lui è dedicata una sezione del Museo del Mare.    
     Monti, Paolo. Parroco di Lacco Ameno, spesso citato in relazione ad una iscrizione scoperta nella prima metà del 1600 su di un masso alle pendici di Monte Vico, in cui si pensò che fossero incisi caratteri frigi che potevano costituire una precisa testimonianza dell'approdo di Enea sulla marina di Lacco. Si dice appunto che il parroco nel 1650 si recò a Roma più volte per sottoporre all'attenzione degli studiosi l'iscrizione. Poi purtroppo il masso finì nel mare e non fu più ritrovato. Dell'iscrizione si occuparono molti eruditi. <<<
     Monti, Pietro (Lacco Ameno 1915). Sacerdote e rettore del Santuario di S. Restituta in Lacco Ameno. Gli scavi avviati all'inizio degli anni 1950 sotto il complesso sacro gli hanno trasmesso l'amore e la passione per l'archeologia. Così l'ansia del ricercatore lo ha spinto a proseguire su tale itinerario e a creare, proseguendo la fase di ricerca e di studio, quel centro che va sotto il nome di Scavi e Museo di S. Restituta. Autore di numerose pubblicazioni storiche ed archeologiche, che sono fonte inesauribile di consultazione, tra cui Ischia storia ed archeologia (1980), Ischia altomedievale (1991), Gli ex voti di S. Restituta (1984).
     Monti, Sebastiano (Lacco Ameno 1941). Professore universitario, titolare della Cattedra di Geografia, autore di vari saggi relativi alla geografia regionale e al problema del sottosviluppo.
     Monumento del Redentore sul porto d'Ischia. Obelisco sormontato dalla statua énea di Cristo re del mare,  inaugurato l'8 novembre 1903 dal vescovo Mons. Mario Palladino. Lavori: ing. Francesco De Fusco e ing. Luigi Parisi. Il simulacro è della ditta romana Rosa e Zanazio.
     Moraldi, Antonio. Nacque  a Ischia nel 1721 da agiata famiglia; si indirizzò allo stato chiesastico e fu parroco della Parrocchia di San Vito Martire e dello Spirito Santo. Si adoperò per la costruzione del tempio di San Pietro, aperto l'anno 1781, e diede nuovo lustro all'Archivio parrocchiale, ricopiando i registri logori e malandati. Lasciò un manoscritto con la cronaca circostanziata delle visite fatte ad Ischia dal re Ferdinando IV di Borbone nel 1783 e 1784; manoscritto dato alle stampe dal notaio Giuseppe d'Aveta nel 1922 e più volte ristampato negli ultimi anni. <<<
     Morandi, Giorgio (Bologna 1890-1964). Pittore e incisore. Una sua mostra con olii, disegni e acqueforti si tenne sul Castello Aragonese nel periodo giugno/settembre 1996.
     Morgan il pirata (Film del 1960 - Italia. Altri titoli: Morgan the pirate, Capitaine Morgan). Regia: André De Toth, Primo Zeglio, Greepy Anthony. Attori: Lydia Alfonsi, Steve Revees, Chelo Alonso, Valery Lagrange, Giorgio Ardisson, Giulio Bosetti, Ivo Garrani, Dino Malacrida, Armand Mestral, Anita Todesco, Angelo Zanolli. Trama: Henry Morgan, essendo in schiavitù, viene comperato da Ynes, figlia del Governatore di Panama. Innamoratosi della donna, viene deportato su un galeone spagnolo, del quale s'impadronisce con gli altri prigionieri, che lo riconoscono come loro capo. Egli indirizza la nave all'isola di Tortuga, riscatta Ynes, che era stata fatta prigioniera, e riprende il mare. Morgan compie imprese straordinarie, stringe alleanza con l'Inghilterra e tenta d'impadronirsi di Panama; ma l'impresa non riesce. Organizzata una seconda spedizione, tenta di accostarsi alla città per via terra e riesce a conquistarla. Nel palazzo del Governatore trova un immenso bottino; ma il pensiero di Ynes, che egli crede lontana, in viaggio per la Spagna, lo rattrista. La troverà invece viva sotto un monte di cadaveri, e giurerà a se stesso di non staccarsi più da lei (da cinematografo.it). Sul Corriere dell'isola d'Ischia (n. 17-1960) si legge: «Così anche i cinematografari hanno invaso Ischia. Non è la prima volta che accade in quanto ad Ischia sono stati girati molti film ma questi di Morgan il pirata hanno portato tutte le caratteristiche del nuovo ambiente cinematografico. Un ambiente che vuole essere intellettuale ed invece è piatto e melenso. E tutta questa bella gente cosa riesce a realizzare? Soltanto degli inutili commercialissimi polpettoni che non fanno certo onore al cinema italiano. Il ventre di Chelo Alonso, i muscoli di Steve Reeves e della sua controfigura, il seno di Valery Lagrange e qualche galeone incendiato costituiranno le principali emozioni del film. Dobbiamo  sperare che le bellezze naturali della nostra isola salvino in parte il film. Il guaio è che nel film Ischia è un'isola dei mari del Sud, quindi il fumettone di André de Toth non ci servirà come pubblicità turistica». <<<
     Morgera, Gaetano (Forio 1770-1799). Sacerdote, fu fautore della Repubblica Napoletana del 1799 e insieme con altri innalzò  nel comune di Forio l'Albero della Libertà. Condannato dalla Giunta di Stato borbonica, fu impiccato in p.za Mercato a Napoli il 22 ottobre 1799.
     Morgera, Giuseppe (Casamicciola 1844-1898). Ordinato sacerdote nel 1866, divenne parroco di una Casamicciola distrutta dal terremoto del 1883, in cui anch'egli fu estratto miracolosamente dalle macerie, e dedicò la sua vita al suo paese con una assidua azione pastorale, con abnegazione e instancabile operosità e carità a favore dei bisognosi. Molto si adoperò anche per la ricostruzione della Chiesa parrocchiale. Pubblicò varie opere, tra cui una Vita di Nostro Signore Gesù Cristo. Avviata la causa di beatificazione nel 1991, è stato dichiarato Venerabile nel maggio del 2002 con decreto del 23 aprile 2002, riportato negli Atti della Congregazione per le Cause dei Santi, in cui, tra l'altro, si legge: «(Il Morgera) condusse il popolo nelle vie di Dio non solo per opera del suo sacro ministero, ma anche con la santità della sua vita, diventato esempio del suo gregge. Per esercitare nel miglior modo possibile la missione a lui affidata dalla Chiesa con animo costante seguiva l'esempio del Divin Pastore, sia con le parole che con le opere sforzandosi di diventare un altro Cristo. Costantemente, generosamente e con gioia spirituale coltivò le virtù cristiane e sacerdotali. Brillò soprattutto per la fede, la speranza e la carità. Con la mente e con il cuore abbracciò le verità rivelate e il Magistero della Chiesa». <<<
     Morgera, Luigi (Forio 1881-1962). Avvocato, fu deputato provinciale prima dell'avvento del fascismo e, dopo il 1922, visse in disparte esercitando la sua professione forense. Caldeggiò tutte le iniziative volte a mettere in evidenza il suo paese dal punto di vista storico, culturale, folcloristico e religioso. Fu chiamato a dirigere il Comune d'Ischia unificato, dopo che vi erano stati il dott. Razzano e il cav. Longobardi di Casamicciola. Il figlio Vittorio (v.) raggiunse i più alti vertici nell'amministrazione dello Stato e la figlia Ida divenne preside della locale Scuola Media.
     Morgera, Vincenzo. Sindaco di Forio alla fine del sec. XIX. A lui si devono la ristrutturazione del centro storico e l'attuale quadrivio della piazza principale. Come medico si adoperò incessantemente per portare soccorso alle genti colpite dal terremoto del luglio 1883. Studiò le acque termali e nel 1890 pubblicò il libro: Le Terme d'Ischia prima e dopo gli ultimi terremoti distruttori (1881 e 1883), studi e osservazioni. <<<
     Morgera, Vittorio (Forio 1919-Roma 1984). Avvocato, si avviò all'attività nell'amministrazione dello Stato, prima presso l'Azienda carte valori di Foggia e poi al Poligrafico dello Stato, di cui fu direttore dal 1969. Chiamato a riorganizzare la Zecca, inglobata per sua iniziativa nel Poligrafico, che così assunse la denominazione di Istituto Poligrafico e della Zecca dello Stato (I.P.Z.S.), contribuì in maniera decisa a normalizzare la circolazione monetaria metallica, che era talmente caotica da provocare l'uso dei non dimenticati "miniassegni". Durante la sua direzione, furono emessi due francobolli riguardanti l'isola d'Ischia: uno rappresentante Forio e l'altro il Castello.
     Morgioni, Francesco (Ischia 1661-1712). Fu vicario generale della diocesi di Ischia, vescovo di Ruvo di Puglia e poi di Minori: apparteneva ad una delle famiglie più antiche d'Ischia che diede alla Chiesa diversi sacerdoti e alla società non pochi professionisti. La sua vocazione ebbe incoraggiamento dal vescovo Mons. Girolamo Rocca, insigne giurista, che lo mandò a Roma presso uno dei migliori atenei donde rientrò insignito delle lauree in Teologia e in Diritto Canonico e Civile. Fu ordinato sacerdote nella Cattedrale d'Ischia il 28 dicembre 1688 e si diede con zelo all'apostolato. <<<
     Moropano. Antico nome di Buonopane (v.), citato in un documento del 1268 (de casale Moropani) e indicato tra i casali che erano soggetti a tassazione nel 1270 come Murpano nell’epoca angioina.
     Mortella, La. Villa in Forio dove visse, insieme a sua moglie Susana, per circa trenta anni, Sir William Walton, uno dei più grandi compositori inglesi, e dove riposano le sue ceneri. Casa e giardino sono diventati quasi un museo, oltre che sede di una speciale Fondazione. Il suo parco è stato insignito do un prestigioso riconoscimento per l'eccellente stato di manutenzione, per l'ambientazione straordinaria e per la qualità dei servizi al pubblico. Quando il principe Carlo d'Inghilterra è in visita in Italia, non manca di far visita alla Mortella, in omaggio al grande compositore.
     Mortito. Contrada di Casamicciola.
     Mortola. Zona di campagna in Forio. <<<
     Mosenca, Filippo. Abate della diocesi di Boiano (Campobasso), dimorò a Testaccio per oltre quattro anni e qui morì nel novembre del 1792; è sepolto nella parrocchia di S. Giorgio.
     Mostro dell'isola, Il (Film poliziesco del 1953 - Italia). Regia: Roberto Bianchi Montero. Attori: Boris Karloff, Franca Marzi, Renato Vicario, Jole Fierro, Giuseppe Addobbati, Giulio Battiferri, Gianni Breschi, Bruna Camerini, Giuseppe Chinnici, Alberto D'Amario, Domenico De Ninno, Angelo Dessy, Carlo Duse, Clara Gamberini, Germana Paolieri, Patrizia Remiddi, Salvatore Scibetta, Kitty Vinciguerra. - Trama: Un ufficiale della guardia di finanza, il tenente Andreani, che ha una particolare esperienza della lotta contro i contrabbandieri di stupefacenti, viene inviato nell'isola d'Ischia, dove si sospetta che tale forma di contrabbando abbia uno dei suoi centri più importanti. Nessuno sospetta però che il capo dei contrabbandieri sia, come di fatto è, Don Gaetano, il benefattore dell'isola, colui che ha fondato e mantiene a proprie spese un ospizio per i bambini malati o malaticci. Le indagini iniziate da Andreani irritano Don Gaetano, il quale per indurlo a desistere fa rapire la figlioletta del tenente. Questi non si lascia intimidire e si getta nella lotta con maggior impegno: fingendosi un intermediario, che vuol trattare l'acquisto della droga, Andreani si reca nel covo dei contrabbandieri, dove trova con sua sorpresa un'antica conoscenza, la cantante Gloria D'Auro. La donna però non lo denuncia ed egli può continuare nella finzione. Con l'aiuto di Gloria, la bambina viene liberata; intanto Andreani coi suoi circonda la villa di Don Gaetano ed arresta i contrabbandieri. Ma il vecchio riesce a fuggire con la bimba, che ha ripreso dopo aver ferito mortalmente Gloria. Andreani insegue il delinquente e con l'aiuto di Zar, il fedele cane lupo, affezionato alla bimba, riesce a catturarlo, salvando la figlioletta (da cinematografo.it). <<<
     Mulatto, Il (Film del 1950 - Italia). Regia: Francesco De Robertis. Attori: Umberto Spadaro, Renato Baldini, Jole Fierro, Mohamed H. Hussein, Giulia Melidoni, Angelo Maggio. -  Trama: Durante la guerra, un suonatore ambulante, Matteo, commette un furto e viene condannato a cinque anni. Mentre è in carcere, gli muore di parto la moglie. Uscito di prigione, va in cerca del bambino, affidato alle suore; ma il bambino è un piccolo negro coi ricci biondi, frutto della violenza subita, suo malgrado, dalla moglie, durante l'occupazione alleata. Molto scosso, ferito nei sentimenti più intimi, Matteo vorrebbe ripudiare il bimbo; ma non c'è niente da fare: il piccolo mulatto è per legge suo figlio. E a poco a poco, quasi senz'accorgersene, l'uomo s'accosta al bimbo, ch'è così carino, così affettuoso. Quando il bimbo s'ammala, Matteo, trepidante, si sorprende a pregare per la sua salvezza. Ormai l'ama tanto che rinuncia alla fanciulla amata pur di non separarsi da Angelo. Ma un giorno si presenta un negro, fratello del vero padre di Angelo, che è morto in guerra. Vorrebbe prender con sé il bimbo; è disposto però a lasciarlo a Matteo, se la felicità del nipotino l'esige. Ma Angelo, impressionato dal modo di fare dello zio, dalle melanconiche canzoni negre, sente il richiamo della razza e si stringe a lui. Con le lacrime agli occhi, Matteo lo lascia partire (da cinematografo.it). <<<
     Municipio di Forio. L'edificio è un antico convento costruito nel 1647, di cui i frati conservano un lato ed il resto è occupato dagli uffici del Comune; una volta vi erano ubicate anche la sede delle Poste e Telecomunicazioni e la Scuola Marittima ENEM. L'atrio, al centro del quale vi è un pozzo, è circondato da un colonnato sotto il quale si vedono affreschi risalenti al 1835.
     Murat, Gioacchino. Re di Napoli dal 1767 al 1815. Costretto ad abdicare dopo la sconfitta di Carpi e Tolentino, si rifugiò ad Ischia, ove soggiornò due notti e un giorno in una località della campagna di Casamicciola (la Sentinella). Poi riprese il mare per far ritorno in Francia, ma fu catturato dai borbonici e fucilato.
     Murpano. Antico villaggio, oggi Buonopane, molto frequentato nel periodo imperiale romano per la presenza della fonte di Nitrodi.
     Murtito località di Barano. <<<
     Museo Civico di Casamicciola Terme. Ubicato presso la Villa comunale della Bellavista, inaugurato nel dicembre del 1999, su iniziativa del giornalista Giuseppe Mazzella e con la collaborazione dell'Associazione Pro Casamicciola Terme, opera in stretta relazione con l'Osservatorio Geofisico della Sentinella, istituzione che risale agli anni successivi al terremoto del 1883. Attraverso le immagini, si tende ad illustrare la più antica località turistica e termale dell'isola d'Ischia, la quale ha avuto ospiti illustri come Lamartine, Renan, Ibsen..., e a trasmetterne il ricordo alle nuove generazioni. L'obiettivo è di creare, come già auspicato tante volte in passato dal prof. Cristofaro Mennella, un centro promotore, suscitatore, coordinatore di studi locali atti a porre nella giusta evidenza tanti fattori naturali, che possono concorrere alla più vasta valorizzazione del paese e dell'isola. Nell'occasione dell’apertura le Poste Italiane realizzarono un annullo filatelico speciale.
     Museo del contadino. Ha la sua sede presso lo stabilimento enologico D'Ambra, a Panza, e mira a conservare memoria dell'antica civiltà contadina dell'isola d'Ischia. Vi sono esposti attrezzi agricoli, antichi barili di legno, torchi, fotografie..., che testimoniano attività ormai quasi tutte abbandonate in virtù del progresso tecnologico  e conseguentemente un modo di vivere che era legato in gran parte alla terra, alla sua coltivazione, ai suoi prodotti, nonché alle sue incertezze. Poi i tempi hanno via via portato ad un progressivo allontanamento da questo sistema, a seguito di una straordinaria espansione edilizia e del passaggio da una economia agricola a quella prevalentemente turistica. Ma il territorio conserva ancora alcune caratteristiche modellate dai contadini, come i muri a secco, i cellai, le cisterne. <<<
     Museo del mare. Situato nel settecentesco Palazzo dell'Orologio (v.) di Ischia Ponte, antica sede municipale, è dedicato a tutti gli uomini del mare, come recita la targa posta al portone d'ingresso. Inaugurato il 15 dicembre 1996 a cura dell'Associazione Amici del Museo del Mare, presieduta da Nino Basile. Esso si prefigge l''obiettivo principale di far rivivere le vicende umane delle generazioni che ci hanno preceduto e di tutelarne la memoria. Accoglie cimeli, modelli di barche, attrezzi da pesca e della marineria che testimoniano espressivamente la millenaria cultura locale. La storia recente e antica dell'isola infatti non può prescindere da questi aspetti essenziali della vita delle genti isolane. Sono inoltre ricordati gli uomini che hanno lasciato una traccia indelebile nella storia dell'isola d'Ischia con la loro attività, e ai quali sono dedicate alcune sezioni: Agostino Lauro, Domenico Di Meglio, Lucia Mazzella, Gennaro Basile, Nicola Monti. Il museo è in continua espansione, con l'acquisizione di stampe, mappe, libri, attrezzi.
     Museo del Torrione. Nello storico monumento di Forio, il Torrione, che sorge nella via omonima, ha trovato sede il museo civico e vi si possono ammirare le opere dello scultore locale Giovanni Maltese (1812-1913) donate al Comune alla sua morte. In esso l'artista aveva la sua dimora e il suo studio, intento non solo all-attività scultorea, ma anche a quella poetica; ci ha lasciato infatti vari libretti di poesie in vernacolo foriano, che ci tramandano così un linguaggio ormai quasi dimenticato. Nelle sale del Torrione, costruito all'inizio del secolo XVI con funzioni di torre di avvistamento e di difesa (vi si rifugiavano gli abitanti durante le invasioni piratesche), si svolgono  mostre e manifestazioni artistiche, specialmente nel periodo estivo. <<<
     Museo dell'isola (Ischia).  Primo esperimento museale ubicato in un piccolo locale attiguo alla Chiesa di San Pietro in Ischia, concesso per concorde volere del Comune e del Vescovado. Vi furono conservati gli avanzi preistorici trovati prima del 1947: ceramica dell'età del bronzo e dell'età del ferro provenienti da un abitato situato sulla collina del Castiglione; testimonianze petrografiche circa le eruzioni che formarono il tufo verde che dà alle alture dell'Epomeo questo caratteristico tono di colore (il tutto frutto di ricerche e di studi di Paolo e Giorgio Buchner e di Alfred Rittmann). Inadeguato e quindi chiuso, quando si sviluppò maggiormente l'opera di ricerca e di scavo. <<<
     Museo delle Armi, Armature e Strumenti di tortura. Allestito sul Castello di Ischia con materiale che riproduce armi da taglio e da fuoco, sciabole intarsiate e un-armatura da giostra di 35 chilogrammi. Notevole l'archivio fotografico.
     Museo di Luchino Visconti. Museo dedicato al regista nella sua dimora ischitana (la Villa Colombaia). Vi sono conservate testimonianze della sua vita, delle sue opere e del suo rapporto con l'isola: i costumi usati sulle scene e sui set dal regista, gli elementi di arredo, bozzetti, foto e sceneggiature.
     Museo di Pithecusae. Allestito nella settecentesca Villa Arbusto (v.) di Lacco Ameno, accoglie i reperti portati alla luce da Giorgio Buchner attraverso una serie di scavi effettuati principalmente a Monte Vico (acropoli), a S. Montano (necropoli) e in località Mazzola sulla collina di Mezzavia. Essi hanno confermato in Pithecusa il più antico stanziamento greco dell'Italia meridionale. Il percorso museale illustra la storia dell'isola d'Ischia dalla preistoria all'età romana. Degni di rilievo, tra l'altro, il cratere (v.) tardo geometrico locale, decorato con scena di naufragio, e la ormai famosa coppa di Rodi, detta Coppa di Nestore (v.), che porta incisa, in scrittura sinistrograda, un'iscrizione di tre versi che, alludendo alla coppa di Nestore descritta da Omero nell'XI canto dell'Iliade, assimila la tazza locale ad un capolavoro dell'oreficeria eroica. <<<
     Museo di S. Restituta. Corrisponde alla zona sottostante alla chiesa di S. Restituta, in Lacco Ameno, e quindi alla vera e propria area di scavi, iniziati nel 1951 ad opera del rettore don Pietro Monti. Il visitatore ha la possibilità di ammirare le tracce lasciate sul terreno dall'uomo nell'intrecciato e stratificato succedersi delle culture del passato. Vi si può anche prendere conoscenza della storia dell'isola d'Ischia dalla preistoria al periodo greco-ellenistico-romano e fino alle testimonianze del primo affermarsi del Cristianesimo in loco. L'attenzione ricade inoltre su aspetti specialistici di una determinata realtà archeologica: stile geometrico, ceramica campana, ceramica sigillata chiara, terrecotte architettoniche; area cimiteriale romana, laboratori ceramici, basilica paleocristiana.
     Museo Diocesano d'Ischia. Ubicato nel Palazzo del Seminario, comprende cinque sezioni: marmi, sculture, dipinti, argenti, manufatti vari. Gli oggetti presentati al pubblico provengono, nella maggior parte dei casi, da varie chiese della diocesi, e principalmente dall'antica Cattedrale del Castello. Le suppellettili ivi esistenti, risparmiate dalle cannonate del giugno 1809 durante lo scontro tra anglo-borbonici e francesi, e dai ladri che, secondo le testimonianze dell'epoca, fecero razzia nell'ormai distrutto e abbandonato edificio, furono trasferite nella chiesa dell'ex convento agostiniano di Santa Maria della Scala, che il re nel 1810 aveva concesso ai canonici per adibirla a nuova cattedrale. Proviene certamente dal Castello un coperchio di sarcofago paleocristiano con cinque scene evangeliche risalente alla fine del IV o agli inizi del V secolo. Inoltre il polittico, oggi smembrato, della Madonna delle Grazie e Santi con i ritratti delle committenti Costanza d'Avalos e Vittoria Colonna, attribuito a Simone da Firenze e proveniente dal monastero delle Clarisse di Santa Maria della Consolazione che sorgeva sul Castello, si trova presso la Chiesa di Sant'Antonio d'Ischia, dove le monache si ritirarono nel 1810 nei locali dell'ex convento dei Conventuali soppresso l'anno precedente. <<<
     Mussolini, Rachele. Con i figli Romano e Anna Maria arrivò a Forio il 26 luglio 1945: il centro isolano significava allora luogo di confino. Ecco come sono descritti alcuni momenti di quel soggiorno nel libro di Anita Pensotti (Rachele - settant'anni con Mussolini nel bene e nel male): «La breve spiaggia nel porticciuolo era affollata di bagnanti, sullo sfondo del monte Epomeo. Le facciate delle abitazioni, bianche nel sole, avevano allegri terrazzi e tutto sembrava tranquillo. Ma Rachele vedeva soltanto il cupo Torrione merlato che domina il paese. Era sicura che quella sarebbe stata la loro prigione definitiva. Invece, per un vicoletto sassoso, arrivarono a una casa affacciata sul mare: due stanze al primo piano, camera da letto e cucina. I vetri alle finestre erano rotti, non aveva neppure una pentola per cucinare e spesso, da principio, era costretta a servirsi delle lattine vuote che aveva portato via dal campo di concentramento. Ma poi, dice Rachele, gli abitanti dell'isola furono tutti buoni con noi. Ci portavano l'uva delle loro vigne, il vino, il latte, i pomodori. Ci offrivano quel poco che avevano con una generosità che non potrò mai dimenticare ed era semplice, facile, vivere con loro e come loro dopo tanti intrighi e tanti tradimenti».
     Mussolini, Romano (Forlì 1927). Artista, conosciuto anche come pittore, inizia a suonare il pianoforte nel 1943, diventando uno dei più grandi musicisti nazionali. La sua attività di pianista lo vede inizialmente protagonista nel 1948 ad Ischia nel quintetto diretto da Ugo Calise, a La Conchiglia di Forio. Poi si trasferisce a Roma e nel 1959 fonda la sua band "Romano Mussolini All Stars". La sua carriera concertistica in giro per il mondo (USA., Canada, Messico, Venezuela, Australia, Kenia, e Corea) lo rende famoso al punto di collaborare con artisti del calibro di Chet Baker, Helen Merril, Lars Gullin, Caterina Valente, Lionel Hampton, Dizzy Gillespie, Tony Scott e nel 1963 vince il Prix della critica italiana con il disco "Jazz Allo Studio 7".
    

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