Isola d'Ischia
- Piccolo dizionario storico topografico biografico

(voci tratte dal libro "Isola d'Ischia - tremila voci titoli immagini" di Raffaele Castagna, edito da La Rassegna d'Ischia)


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Castaldi
, Scipione
Castellaccio, Giovanni
Castello Aragonese
Castello delle Regine
Castello/carcere
Castello di Pietra Martone
Castiglione (bagno di)
Castiglione (collina)
Castillo de Aragona
Catena                 
Catreca
Cava
Cavalasìa
Cavallaro (Cavallara)
Cavascura
Cavo elettrico sottomarino
Celebrazioni ibseniane
Celebrazioni per il porto d’Ischia
Cellaio
Celsa
Cementara
Cenatiempo, Vincenzo
Centro Artistico Culturale d’Ischia      
Centro di Idroclimatologia
Centro di Ricerche Storiche d’Ambra
Centro Etnografico delle Isole     Campane (CEIC)         
Centro Studi delle terme d’Ischia
Centro Studi e Ricerche delle Terme      Regina Isabella e Santa Restituta
Centro Studi su l’isola d’Ischia
Centro Studi Termali Giulio Iasolino
Ceramica
Cercòpi
Cerriglio.
Chiaia
Cetara (Citara)
Champault Philippe                    Chaplin, Charlie
Che cosa è successo tra mio padre
        
e tua madre?
Christian Friedrich
Ciannelli Eduardo                         
Ciannelli Nicola
CIATSA
Cient’anne (Film del 1999,)
Ciesco
Cigliano, Tommaso
Ciglio
Cilento.
Cimitero comunale di Lacco Ameno
Cimitero di S. Anna ad Ischia
Cìpero
Circolo del Forestiero
Circolo George Sadoul
Circondario
Cirillo, Nicola
Città canora (Film 1952)
Cittadini (via dei)
Clarisse (o Chiariste)
Clavien, Lucienne
Cleopatra (Film 1963,)
Colamarina
Colata lavica
Colella Michele
Colombaia, La
Colombo, Cristoforo
Colonna, Francesco
Colonna, Nicola

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    Castaldi, Scipione (Forio 1646-Roma 1708). Padre carmelitano, fu reggente di filosofia e di teologia nel Convento del Carmine Maggiore di Napoli. Dal 1696 ricoprì importanti ruoli direttivi e il suo saggio governo si esplicò anche in leggi e decreti per regolare la vita dell’ordine monastico. Svolse esemplarmente il suo apostolato, soprattutto nella cura dei poveri. Autore di alcuni studi, rimasti inediti.

     Castellaccio, Giovanni (Forio 1788-1847). Medico e professore universitario. Nel 1827 fondò e diresse il periodico di medicina L’Esculapio che si pubblicò sino al 1831; nel 1832 fu direttore de Il Severino sempre a carattere medico-scientifico. A Forio gli è intitolata una strada, che prima era detta Strada San Sebastiano. Svolse la sua attività in vari ospedali, altri ne diresse; fu membro di commissioni sanitarie ed accademie. Alla sua morte gli Annali Civili del Regno delle Due Sicilie ne misero in evidenza le sue doti espletate nel campo della chirurgia e nel progresso della medicina, attraverso i suoi scritti. <<<

     Castello Aragonese. Isolotto, un prodotto di eruzione vulcanica, che si erge per circa 113 metri di altezza, «fu il primo nucleo dello sviluppo etnico dell’isola tutta, di cui può dirsi che compendi la vita preistorica e storica e ne conservi e tramandi il ricordo perenne». Spesso è detto anche Castello di Gerone. Nel 1438 Alfonso I d’Aragona se ne impadronì e ne fece la sua sede preferita. Il maniero visse il periodo di maggiore splendore nella prima metà del sec. XVI, quando vi dimorarono Vittoria Colonna ed una schiera di donne belle, colte e cortesi, intorno alle quali si radunavano cortigiani e rimatori. Nel 1874 e sino al 1890 il Ministero degli Interni abolì la colonia dei coatti e restituì al Demanio il Castello con tutti i fabbricati e all’Orfanatrofio Militare tutto il territorio coltivato, principalmente, a frutta e a vigne. Successivamente il Castello divenne proprietà di un privato cittadino, i cui eredi peraltro ne hano fatto la sede di manifestazioni artistiche e culturali. «Oggi - si legge in un libro di Enzo Mancini (1980) - visitare il Castello non è più arida passeggiata tra mura e luoghi lasciati all’usura del tempo e degli agenti atmosferici. Oggi tutto ha riacquistato, pur nell’antica veste, nuovo splendore, con sempre più ampi spazi offerti in visione al pubblico, ad eccezione del Maschio, che svetta sempre là superbo a coronare il masso trachitico. Peraltro a richiamare qui visitatori sono anche manifestazioni varie, come mostre, convegni, raccolte museali...». <<<

     Castello delle Regine. Il. Nei due momenti storici più critici della dinastia aragonese, il Castello d’Ischia ospitò non solo i componenti della famiglia reale, ma anche gli esponenti più influenti della nobiltà napoletana. La parte più consistente era costituita da regine, ex regine, principesse di sangue reale e nobildonne di antico casato. La più famosa era l’affascinante e bella Isabella d’Aragona, sorella del re Ferrandino e vedova del duca di Milano Giangaleazzo Sforza; con sé aveva la giovane figlia Bona Sforza che nel 1517 convolerà a nozze con il re Sigismondo di Polonia. Un’altra celebre Isabella era la seconda moglie di Don Federico, la regina “in carica”; ella apparteneva alla potente famiglia del Balzo, grande feudatario dell’Italia meridionale. Sul Castello meditava le sventure familiari Beatrice d’Aragona, sorella dell’ultimo re aragonese; ella era andata in sposa a Mattia Corvino, re di Ungheria, col quale aveva condiviso gli unici momenti di felicità; quando le morì il marito, per esigenze politiche, fu costretta a sposare il re di Boemia, dal quale fu però ripudiata; per consolarsi strinse una relazione amorosa con uno sconosciuto scudiero, bello e poco blasonato, non curandosi delle critiche e dei pettegolezzi. Soggiornarono a lungo sul Castello d’Ischia le regine Giovanna III e Giovanna IV, madre e figlia; la prima fu moglie di re Ferrante il Vecchio, la seconda moglie dello sfortunato Ferrandino, del quale era rimasta vedova dopo qualche mese di felice matrimonio; sia Giovanna III che Giovanna IV si firmavano sempre nelle lettere private e negli atti ufficiali “tristi reyne”. A lungo dimorò donna Castellana di Cardona, madre delle bellissime Giovanna e Maria d’Aragona, e discendente di una nobilissima famiglia spagnola, venuta a Napoli al seguito di Alfonso il Magnanimo; sorella di Raimondo di Cardona, che sarà per tredici anni vicerè di Napoli, aveva sposato Ferdinando duca di Montalto, figlio illegittimo di Ferrante il Vecchio. Un’altra Cardona era Diana, sorella di Alfonso d’Avalos e d’Aquino e madre di Ferrante d’Avalos. Seguiva il marito Fabrizio Colonna nel volontario esilio sul Castello aragonese Agnesina di Montefeltro, sorella di Guidobaldo duca di Urbino e madre di Vittoria, la grande poetessa del Rinascimento italiano, la più fulgida figura che abbia mai calpestato il suolo d’Ischia (dalla pubblicazione per il ventennio della Festa di S. Alessandro, 2000). <<<

     Castello/carcere. Nel 1799 il Castello d’Ischia, ormai in fase di decadenza, viene adibito a bagno penale provvisorio. Nel 1823 diventa ergastolo ufficiale: «spogliato di ogni ricordo dell’antica grandezza, ridotte le sue stanze a tristi e tetri cameroni e riaperti e riattati gli antichi ed orridi sotterranei a prigioni prive di aria e di luce». Nel 1851 è il calvario dei condannati politici, fra cui Carlo Poerio, Nicola Nisco, Silvio Spaventa, a ricordo dei quali nel 1987 fu apposta una lapide con nomi e dati di tutti, ritrovati dallo storico Nino d’Ambra mediante accurate ricerche. Nel 1874 e sino al 1890 costituisce una colonia di delinquenti comuni.

     Castello di Pietra Martone. Grossa e caratteristica pietra visibile sulla Falanga e così detta per la rassomiglianza ad un maniero. Nelle vicinanze si ha un susseguirsi di pietre variamente conformate e denominate: Stele del Drago, Pietra del Cavaliere, Pietra Due Grotte, Pietra del Prete, Pietra della Mandra. <<<

     Castiglione (bagno di). Bagno termale tra Ischia e Casamicciola in una zona così chiamata per la scoperta di rovine e di ruderi di edifici, che facevano pensare ad un antico castello ed insediamento umano già in età antica. “Eccellente bagno” lo dice Iasolino. Vi era anche una fumarola. <<<

     Castiglione (collina). Sito, sul quale fu portato alla luce un villaggio di capanne con un abbondante materiale archeologico: ciotole, anfore, vasi decorati. Frammenti di ceramica micenea, databili tra la fine del XV e l’inizio del XIV a. C., testimoniano precoci fenomeni di contatto tra il mondo egeo e le coste tirreniche. Nell’età del ferro il villaggio fu abitato da gente appartenente al popolo italico degli Opici o Oschi. Il nome della collina deriva, secondo Iasolino, dalla presenza di un castello e di una antica città. Qui forse il tiranno Gerone edificò le muraglie e abitò, ma poi fuggì  atterrito dai terremoti e dalle eruzioni, secondo Strabone.

     Castillo de Aragona. Night club e discoteca in Ischia Ponte ai piedi del Castello, sede di magiche serate con la partecipazione di cantanti e personaggi famosi.

     Catena. Secca del canale d’Ischia.   
                 
     Catreca. Una duplicatura dell’Epomeo, dove forma una più bassa cima sotto quella di S. Nicola, «il cui masso è di lava dura nell’interno, la cui superficie è in decomposizione, e da qualche tempo ha incominciato a crollare, come in fatti la sera del 14 dicembre 1797 ad ore 4,30 in 5 crollò in due lati assai declivi con danno notabile delle sottoposte vigne del territorio di Casamice» (De Siano). <<<

     Cava. Solco profondo, a fondo alluvionale, la cui presenza si riscontra soprattutto nel versante meridionale dell’isola. Le due c. dello Scaricatore dove rompevansi i massi trachitici per le scogliere dell’isola, c. dell’isola, c. di Socchivo, c. dell’Acquaro fra Barano e Serrara, c. sotto la Chiesa, c. di Buonopane, c. del Ballarito fra Barano e Serrara, c. del Monaco in Casamicciola, c. delle Petrelle in Serrara Fontana, c. della Rita, c. di Candiano, c. del Ponte, c. di Terzana, c. Piscinella, c. Bostero, c.  Calimei, c.  Posteco, c.  Curto, c.  Dorno, c.  Schiappamentolo, c. Scura, c. di Socchivo, c. del Pozzillo, c. Petrone e c. Fasaniello. <<<

     Cavalasìa. Località presso Succhivo con sorgenti, la cui acqua era un tempo incanalata per raggiungere un fontanino pubblico.

     Cavallaro (Cavallara). Valle compresa fra i due massi di Zaro e Marecoco, attraverso la quale procede la strada che collega Forio con Lacco Ameno, il cui tratto da San Lorenzo alla Sciavica e Scendone fu costruito dal 1790 al 1793 dall’appaltatore Filippo Pollio (architetto Orazio Salerno). Vi era anche una lapide in latino andata perduta, il cui testo è riportato dallo storico d’Ascia: D. O. M. / viam antea vix equitibus per viam / ab inarimensium / ac tertientium communi / Laccum usque rotabilem redditam / Foriensium Universitas / ne quid civium / advenarumque commoditati deesset / sub auspiciis Ferdinandi IV / ad extremam insulae oram / per inaccessa montium / pecunia sua sterni curavit / A. D. MDCCXC. <<<

     Cavascura. Valle ubicata nel Comune di Serrara Fontana, interessante richiamo escursionistico, ma soprattutto nota per una salutare sorgente termale che sgorga dalla roccia alla temperatura di cento gradi e che alimenta un particolare stabilimento scavato nella pietra viva. Qui affluiscono molti turisti, attratti dalle virtù terapeutiche delle acque e dal singolare spettacolo della natura. <<<

     Cavo elettrico sottomarino. La storia aveva avuto inizio nel 1926 – come ne possiamo leggere le vicende in Lettera da Ischia, n. 15/1972-73 – quando l’ing. Pasquale Pisanti compilò il primo progetto di un cavo sottomarino che doveva collegare il continente con le isole di Procida e di Ischia. Il progetto era, per i tempi, ardito sia per lo stato della tecnica sia per lo scarso sviluppo delle zone cui l’energia era destinata. Eppure l’idea non cadde mai e il progetto fu via via perfezionato ed aggiornato, anche se le speranze sollevate dalle ricerche di forze endogene del 1940, la guerra e il difficile dopoguerra lo avevano fatto ritenere sepolto. Nel 1947 esso era stato anzi già definitivamente messo a punto. Se gli imprenditori privati ed i tecnici avevano tempestivamente progettato la definitiva soluzione di uno dei più angosciosi problemi ischitani, occorreva tuttavia che lo Stato intervenisse con altrettanta tempestività - in un’epoca nella quale non era stata ancora programmata quella serie di interventi organici nel Mezzogiorno che successivamente renderà possibile pensare a progettazioni anche più ardite - per la risoluzione dei complessi problemi economici legati alla realizzazione dell’opera. Qui per la prima volta poté apprezzarsi, attraverso la silenziosa e costante azione del commissario dell’epoca prof. Enrico Altavilla e del deputato provinciale avv. Guglielmo Waschimps che con lui collaborava, l’utilità dell’opera di coordinamento, di stimolo, di persuasione svolta dall’Ente Ischia. Si dovettero infatti prima vincere le diffidenze che l’opera destava, anche perché vi era una orientazione ostile determinata dall’illusione che si era creata che Ischia potesse essere rifornita di energia dai soffioni di Citara. Si dovette poi scovare la legge nella quale, ottenuto l’interessamento del Governo, inserire l’opera per poter ottenere il finanziamento. Si distinse allora particolarmente nel sostenere l’iniziativa l’on. Ugo Rodinò, deputato della circoscrizione allora sottosegretario alla Difesa. Fu una apposita commissione, da lui presieduta e formata dal sen. Luigi Renato Sansone, dal prof. Altavilla, da Vincenzo Telese, sindaco d’Ischia, in rappresentanza degli altri sindaci, ad ottenere direttamente dal Ministro dei Lavori Pubblici Umberto Tupini il necessario finanziamento. Il cavo fu posto nel giugno 1951: sono in molti a ricordare quel giorno in cui la nave posacavi portò a terra, sulla spiaggia di Punta Molino, la testata del cavo sottomarino di 10.000 volt. Quel giorno fu salutato come l’alba promettente di un nuovo periodo ricco di promesse. Nel 1955 nacque il progetto della società Gasparini per un secondo cavo; un terzo venne ancora posato nel 1962, altri due ne posò l’Enel nel 1968. <<<

     Celebrazioni ibseniane. Avvenimento artistico e culturale di grande successo del 1956, organizzato dall’Ente Ischia, a Casamicciola, per ricordare Enrico Ibsen a 50 anni dalla morte, nel luogo in cui aveva scritto quasi l’intero Peer Gynt. Fu rappresentato in un teatro allestito all’aperto il dramma Casa di Bambola con gli attori Arnoldo Foà, Valentina Fortunato, Ferruccio De Ceresa, Lidia Alfonsi, Raffaele Giangrande, Berto Monaci, Aldo Monaci, Maria Grazia Monaci, Elsa Albani, Simona Sorlisi, Carlo Maresti; dispositivo scenico di Gianni Polidori e regia di Luciano Lucignani. Dal balcone della Villa Ibsen Roberto Minervini descrisse il soggiorno del drammaturgo a Ischia. <<<

     Celebrazioni per il porto d’Ischia. La trasformazione del lago in porto (1854) fu ricordata nel settembre 1954, a cento anni dalla sua realizzzione, con varie manifestazioni e commemorazioni: Mostra del costume ischitano, Il porto d’Ischia attraverso l’arte, Sfilata di carrozzelle, e quindi il 17, che fu già il giorno dell’antica inaugurazione, grande rievocazione di quel lontano evento. Ancora una volta nel settembre del 2004 lo storico avvenimento è stato rievocato per festeggiarne i 150 anni. Un comitato, presieduto dal prof. Nunzio Albanelli, ha sviluppato un intenso programma di manifestazioni, riuscendo a presentare l’area portuale libera da imbarcazioni e farvi entrare il nuovo Delfino come nel 1854. <<<

     Cellaio. Ambiente per lo più scavato nei grandi massi di tufo verde dell’Epomeo, dove ci sono i palmenti per la pigiatura (carcatura) dell’uva, le botti, la cisterna, un rudimentale focolare per il riscaldamento dell’acqua. Il pavimento è in genere in lapillo battuto o a fondo naturale. Oltre i cellai scavati nella roccia tufacea, vi sono quelli costruiti in muratura, presenti sui versanti settentrionale, nord-orientale e sud-orientale dell’isola. <<<

     Celsa. Gelso/ Celso/Celza. Borgo corrispondente all’attuale Ischia Ponte. Si denominava così, secondo alcune interpretazioni, in quanto vi era una grande piantagione di alberi di gelsi. In un manoscritto che più non esiste, come riportato nel Ragguaglio (v.), si leggeva che «Giovanni allora quando con barchetta da Procida  si conduceva in Ischia per parlare con la di lui diletta, osservando a volte di essere arrivato ad ora, che la gente stava ancora in commercio, si soleva nascondere in un bosco di agnocasti, vicino al lido, il quale occupava un’intera spiaggia sabbiosa, attaccata quasi all’abitato: parte di tale bosco sin agli ultimi tempi esisteva sulla suddetta spiaggia». <<<

     Cementara. Località di Lacco Ameno citata in antichi documenti e corrispondente all’altura Cimmiento, al di sopra dell’attuale via IV novembre.

     Cenatiempo, Vincenzo (Ischia 1910-1968). Canonico e parroco della Cattedrale d’Ischia, subentrato a don Crescenzo Di Meglio. Nel 1943 fondò la FUCI (Federazione Universitaria Cattolici Italiani) a carattere isolano. Nel 1955 prese sotto la sua personale cura l’asilo infantile e provvide a dotarlo di una più adeguata sede. Fu due volte in America, in visita alle famiglie ischitane emigrate in quelle terre. Organizzò anche una filodrammatica, la Fisalugo, che presentava le sue recite nella sala d’ingresso del Seminario. <<<

     Centro Artistico Culturale d’Ischia (CACI). Sorto nel 1970 con sede nell’antichissimo Palazzo dell’Orologio in Ischia Ponte con lo scopo di portare avanti un’attività promozionale di diffusione della cultura e dell’arte isclana, su iniziativa del prof. Salvatore Di Costanzo (primo presidente), Nello Trani e Giovannino Di Meglio. Alla cerimonia di inaugurazione parole di encomio furono espresse anche dal sindaco avv. Vincenzo Romolo, alla presenza dei consiglieri Enrico Scotti ed Enzo Mazzella, del prof. G. G. Cervera, del maresciallo Rossetti della Tenenza Carabinieri, degli artisti Canestrini e Funiciello. Tra le prime iniziative la commemorazione di Ludwig van Beethoven (1770-1827) a duecento anni dalla nascita, presso l’Hotel Mediterraneo, con la partecipazione dell’orchestra Scarlatti della RAI diretta dal maestro Pradella, mentre il prof. Nello Trani illustrava la persona e la figura del grande artista, presentazione tradotta simultaneamente in tedesco dall’arch. Curt Hans Gunther. Negli anni successivi sono stati anche organizzati concorsi di pittura e di poesia e manifestazioni varie. Ne è stato presidente anche il prof. Michele Conte.    <<<

     Centro di Idroclimatologia. La sua istituzione fu sempre e molto caldeggiata dal prof. Cristofaro Mennella allo scopo di approfondire le indagini sulle caratteristiche fisico-chimiche delle acque termominerali e sugli aspetti climatici dell’isola, oltre che di propagandarne i risultati. Ma questo obiettivo non fu mai raggiunto, nonostante la sua fondamentale importanza e le tante favorevoli posizioni politiche espresse al riguardo in varie pubbliche riunioni. Nel 1976 moriva il prof. Cristofaro Mennella e si spegneva definitivamente la speranza dell’istituzione del Centro tanto auspicato. <<<

     Centro di Ricerche Storiche d’Ambra (Forio). Organismo fondato nel 1977 con finalità culturali, senza scopo di lucro. Uno dei suoi obiettivi principali, dettato dal fondatore e responsabile, lo scrittore e storico Nino d’Ambra, è quello di stimolare il gusto per la ricerca storica, per il reperimento e la interpretazione dei documenti e delle testimonianze del passato, nell’orientamento prevalente del metodo storiografico dello studioso francese Fernand Braudel. Esso mira inoltre a ricostruire momenti storici (e biografie), attraverso il ritrovamento in Italia e all’estero di documenti e testimonianze contemporanei ad avvenimenti o a personaggi individuati. Le ricerche solitamente vengono pubblicate. Nella sua attività anche incontri periodici per ricordare eventi storici e momenti culturali di particolare rilevanza. Ha una biblioteca di oltre diecimila volumi ed una collezione di documenti mirati di oltre 6.000 unità (in fotoriproduzione per la quasi totalità), oltre ad una sezione periodici ed una videoteca. <<<

     Centro Etnografico delle Isole Campane (CEIC). Organismo istituito nel 1982 e diretto dal prof. Ugo Vuoso, che in collegamento con le Università e gli Istituti pubblici conduce ricerche e studi sulle tradizioni culturali della regione e delle isole in particolare. Pubblica anche la rivista Materiali.

     Centro Studi delle terme d’Ischia. Istituito nel 1987 con il contributo della Cabalhotels e diretto dal prof. A. Fidanza. Ne accompagnava l’attività scientifica la pubblicazione diella rivista, Termalismo, con periodicità semestrale. <<<

     Centro Studi e Ricerche delle Terme Regina Isabella e Santa Restituta di Lacco Ameno. Istituito nel 1952 dopo la ricostruzione e l’apertura delle Terme Regina Isabella, ed operante per alcuni anni sotto la direzione del dott. Pietro Malcovati, del quale poi prese il nome; aveva tra le sue finalità la ricerca e lo studio sulle acque termominerali dell’isola.

     Centro Studi su l’isola d’Ischia. Costituito nel luglio 1944, con sede presso la Biblioteca Antoniana, allo scopo di promuovere ed incoraggiare studi ed attività che in ogni campo si riferiscono all’isola d’Ischia. Ne furono fondatori: mons. Onofrio Buonocore, geom. Mario Caccioppoli, can. dott. Pasquale Polito, prof. Paolo Buchner, dott. Giorgio Buchner, dott. Cristofaro Mennella, prof. Biagio Buonocore. Molte relazioni e comunicazioni svolte nei vari anni sono raccolte in due volumi. Ne sono stati presidenti: mons. Onofrio Buonocore, il prof. Paolo Buchner, il dott. Cristofaro Mennella, il can. Pasquale Polito, il prof. Sebastiano Conte, il prof. Agostino Di Lustro, ed attualmente il giornalista Giuseppe Mazzella. <<<

     Centro Studi Termali Giulio Iasolino. Nato nel 1997, per iniziativa dell’Associazione Termalisti, come ideale prosecuzione del Centro Studi Piero Malcovati, con lo scopo  di promuovere ricerche scientifiche sulle acque termali d’Ischia.

     Centro, Il. Galleria d’arte, aperta a Ischia negli anni 1960 e diretta da Luigi Pilato. Fece conoscere agli isolani tanti capolavori dell’arte moderna; organizzò e patrocinò le prime mostre in Italia di artisti anche stranieri. <<<

     Ceramica. Termine generico dei prodotti ottenuti plasmando per lo più l’argilla e cuocendoli a varie temperature. Essa costituisce la maggioranza dei reperti pithecusani. Quella locale, fabbricata dai coloni greci con l’argilla figulina, abbondante nell’isola, rappresenta spesso una imitazione della ceramica protocorinzia. Non manca (anche se rara) la ceramica proveniente dal Vicino Oriente. Presenti inoltre oggetti importati da altre regioni d’Italia: Etruria meridionale: due anforette d’impasto sottile del tipo a doppia spirale incisa; Calabria: un piccolo askos del tipo frequentemente riscontrato nella necropoli dell’età del ferro di Macchiabate (Francavilla Marittima, Cosenza). Di particolare interesse sono il cratere del naufragio (v.), quasi certamente di fabbricazione locale, e la coppa geometrica rodia, nota coma la Coppa di Nestore (v.), trovata in una tomba a cremazione, con un’iscrizione metrica in tre righe, che appartiene ai più antichi esempi di scrittura greca che si conoscano e su cui tanto si è discusso. <<<

     Cercòpi o Cetcòpi. Maliziosi folletti, figli dell’oceànide Tea, che per le loro ribalderie e maliziose arti furono trasformati in scimmie e confinati nell’isola d’Ischia. La favola, riferita da Xenagora e Licofrone, è riportata anche da Ovidio nelle Metamorfosi.   
   
     Cerriglio. Piazza di Forio su cui si affaccia la chiesa di S. Michele e da cui si diramano le strade di accesso alle campagne di Mortola, Campo, Piellero, Bocca. Qui nel 1803 fu ammazzato Giuseppe Mattera Circastritto, considerato capo di banditi. Oggi Piazza Immacolata. <<<

     Chiaia. Contrada di Forio che si affaccia sul mare e spiaggia.

     Cetara (Citara). Località nel Comune di Forio, riferita anche alla spiaggia che la caratterizza, dove sono sorti negli anni 1950 i Giardini Poseidon. Il nome, già riportato da Iasolino (1588), è collegato in genere alla Venus Cytherea, cioè all’isola di Kythera come uno dei luoghi principali del culto di Venere (Aphrodite). Paolo Buchner lo fa derivare invece dal latino “cetaria” = tonnara e preferisce la dizione Cetara (più che Citara), così come si chiama anche un paese nel salernitano tra Vietri e Maiori. Una tale interpretazione non sembra del tutto giustificata, secondo Pietro Monti, in quanto, mentre le concessioni aragonesi per l’impianto delle tonnare datano al 1501, quella zona nel 1300 era già denominata Citara. Lo sviluppo di questa zona con la realizzazione di vari alberghi ha assicurato al paese un intenso movimento turistico in molti periodi dell’anno. Il suo lungomare permette meravigliose passeggiate. <<<

     Champault, Philippe. Studioso francese, nel 1906 pubblicò una vasta opera (Phéniciens et Grecs en Italie d’après l’Odyssée) con la quale, attraverso uno studio accurato dell’Odissea di Omero e della topografia isolana, volle dimostrare, pur contro le tendenze generali che indicano soluzioni diverse, che Ischia è da identificarsi con la Scheria omerica, patria dei Feaci, i quali accolsero Ulisse e lo riportarono nella sua Itaca.  Una strada gli è intitolata ad Ischia Ponte. Il suo libro, tradotto dal francese in italiano, è stato pubblicato nelle edizioni de La Rassegna d’Ischia col titolo “Odissea, Scheria, Ischia” (1999). <<<
  
     Chaplin, Charlie (1889-1977). Attore e regista cinematografico, tra i più grandi protagonisti della storia del cinema, fu ospite a Ischia nel 1957, e al cinema Reginella presentò la prima del suo film “Un re a New York”. Era solito girare per l’isola sul tipico mezzo di trasporto locale, primo modello di motoretta e microtaxi. <<<

     Che cosa è successo tra mio padre e tua madre? Film con titolo originale Avanti! (vedi)

     Christian, Friedrich. Principe ereditario di Polonia che nel 1738 fu ospite del Buonocore nel Casino sul Lago d’Ischia, insieme con il conte Wackerbarth: era affetto da gravissima paralisi, specialmente alle gambe, e venne affidato alle cure del medico Giannandrea D’Aloisio, autore de L’Infermo istruito, il quale riuscì con i bagni del Gurgitello a permettergli di camminare  e di far ritorno al proprio paese col sostegno soltanto di un bastone. <<<

     Ciannelli, Eduardo.  Attore hollywoodiano, nato il 30 agosto 1888 a Lacco Ameno, dove la famiglia di origine napoletana aveva la proprietà delle Terme Santa Restituta. Inizialmente intraprese gli studi di medicina presso l’Università di Napoli, ma poi si trasferì in America per dare alla sua vita una caratterizzazione rispondente alle sue aspirazioni di cantante e di attore. Riuscì a conquistarsi grande successo sia nel campo teatrale che in quello cinematografico. Morì a Roma il 6 ottobre 1969. La sua figura fu ricordata nel 1984 da Guido Cincotti, in occasione del Premio Ischia per autori cinematografici. Tra i suoi film: Reunion in Vienna (1933), Patto col diavolo (1949), Mambo (1954).   <<<
              
     Ciannelli, Nicola. Di origine napoletana, fece costruire a Lacco Ameno le Terme Regina Isabella. Nel 1898 aveva appunto ottenuto dal comune di Lacco l’ex giardino dei monaci di S. Restituta al prezzo di lire 2.600 con l’obbligo di edificarvi uno stabilimento termale. Il De Rivaz riporta che già al suo tempo (inizi del 1800) si progettava la costruzione di uno stabilimento e la madre del re regnante Ferdinando II, Maria Isabella di Spagna, aveva concesso che si usasse il suo nome. Realizzazione poi avvenuta nel 1898: nel sottosuolo del giardino si rinvennero i ruderi della sorgente greca dell’VIII s. e di quella romana del VI s. a. C. A lui è intitolato il tratto di strada che passa davanti alle Terme Regina Isabella. <<<

     CIATSA. Compagnia Italiana Alberghi Turistici Società per Azioni, fondata nel 1949 dal conte Gaetano Marzotto, con sede in Valdagno. Ad Ischia, negli anni 1950, costruì in collaborazione col Comune, concessionario delle fonti termali, il complesso alberghiero-termale Jolly. <<<

     Cient’anne (Film-commedia del 1999, Italia). Regia: Ninì Grassia. Attori: Gigi D’Alessio, George Hilton, Angelo Maresca, Giorgio Mastrota, Mario Merola, Rosa Miranda, Alessandra Monti, Luigi Tamburrino, Cristina Parovel. - Trama: Figlio adottato di Merola, Gigi (G. D’Alessio), cantante di piano-bar in un hotel della costa amalfitana, sogna di incidere il suo primo CD, soffre nel ricordo di un incidente in cui morì la fidanzata e scopre che ha per padre il suo datore di lavoro (G. Hilton), genitore anche del suo rivale in amore (G. Mastrota). Gran finale con Merola, moribondo in barella, che canta la canzone del titolo insieme con il figlioccio, suo vero erede nel tenere alta la bandiera della canzone napoletana nel mondo. Faticato tentativo di riproporre la sceneggiata in laschi ritmi televisivi con ardimentose e goffe autocitazioni (da Dizionario dei film “il Morandini 2004”). Scene ambientate a Ischia Ponte, alla Mandra, a Lacco Ameno, a Forio, a Sant’Angelo. <<<

     Ciesco. Pietre affioranti nel mare e lungo la spiaggia di Citara: Pietre Rossa, Bianca, Nera.

     Cigliano, Tommaso (Forio 1842 - Napoli 1913). Laureatosi in medicina, divenne chirurgo della Prima Legione della Guardia Nazionale di Napoli; come medico militare, partecipò alla terza guerra d’indipendenza contro l’Austria. Nel 1895 fu professore della Cattedra di Medicina Omeopatica creata presso l’Università di Napoli; in precedenza aveva già fondato e diretto la rivista scientifica omeopatica Il Dinamico. Consigliere provinciale dal 1890 al 1900 circa, molto si adoperò per Forio e i suoi problemi. Scrisse varie opere, oltre che articoli scientifici, sulla medicina omeopratica. Nel 1921 il Comune di Napoli inumò il suo corpo nel reparto degli uomini illustri, dedicandogli un monumento e una lapide. Il comune di Forio gli ha intitolato una strada. <<<

     Ciglio. Agglomerato sul ciglio di un ripido sperone collinare che domina la pianura di Panza. Citato col nome latino Lilium da Iasolino (1588). Fa parte del Comune di Serrara Fontana.

     Cilento. Altura nella zona di Ischia Ponte. Era un fondo appartenente alla Mensa vescovile, dove in un piccolo Casino dimorò il vescovo Giovanni Antonio de Vecchi (1663-1672). La denominazione Cilento venne attribuita dal vescovo Girolamo Rocca (1672-1691) e fu riportata al nome della terra di sua provenienza (il Cilento fra la Campania e la Basilicata), ma in realtà essa compare già precedentemente in alcuni documenti. <<<

     Cimitero comunale di Lacco Ameno. Situato sulla collina di Montevico, la cui zona circostante la Torre fu scelta dal Comune come area cimiteriale nel 1868, ma cominciò ad essere operante nell’aprile del 1874 quando furono murate le sepolture nelle chiese; peraltro nel sito si seppellivano già cadaveri naufragati con sospetto di peste, interdetti dalla chiesa, e le vittime del colera del 1836, 1837, 1854. <<<

     Cimitero di S. Anna ad Ischia. Era situato su di un dirupo prospiciente il mare e gli Scogli di S. Anna in Ischia Ponte: formato da tre ampi terrazzi, reso ombroso da pini secolari; vi si arrivava dalla via provinciale Nuova Cartaromana, tramite un ponticello ed un sentiero mulattiero. Una chiesetta rustica davanti ad un piccolo terrazzo panoramico si fondeva mirabilmente con la pace ed il silenzio del luogo. In disuso da molti anni, nel 1972, una segnalazione riportata in “Ischia Oggi” ne metteva in evidenza il completo abbandono, là dove si vedevano ancora resti di antiche cappelle, in mezzo ad erbe e sterpaglie, richiedendo di sistemare questo meraviglioso posto. <<<

     Cìpero (Cyperus polystachyus - Fam Ciperacee). Pianta con steli erbacei diretti verso l’alto alla cui estremità si formano le spighe fiorali, fiorisce in maggio-giugno. Questa specie, diffusa nei paesi tropicali e subtropicali, in Europa è presente solo nell’isola d’Ischia, in prossimità di fumarole. Fu Michele Tenore a trovarla per la prima volta nel 1802 presso le fumarole di Frasso e le stufe di San Lorenzo. Giovanni Gussone nel 1854 indica che la specie è presente nei pressi di tutte le fumarole isolane. Nel 1956 il professor Aldo Merola pubblicò uno studio sulla ecologia del Cyperus polystachyus Rottb. di Ischia. <<<

     Circolo del Forestiero. Fondato dall’EVI per offrire un punto di incontro ai turisti; vi si svolgevano anche concerti di musica e convegni culturali (anni 1960/70). <<<

     Circolo George Sadoul. Nato nel 1977 come circolo di cultura cinematografica, su iniziativa di un gruppo di studiosi, tra cui Tonino Della Vecchia, appassionato d’arte. Tuttavia, già dall’anno successivo vengono organizzate conferenze, concerti, mostre, convegni, seminari di aggiornamento per docenti e studenti delle scuole medie e superiori, una scuola di lingua, una scuola di critica e storia del cinema. Per i propri soci vi sono servizi che danno la possibilità di ottenere in prestito libri e riviste, nonché una videoteca con i maggiori classici del periodo muto e significativi film dei maestri contemporanei. Il circolo pubblica una sua rivista, il quadrimestrale Scheria ed una collana di libri denominata “La coppa di Nestore”: iniziative in collaborazione con l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, che raccolgono atti di convegni e seminari svoltisi presso le due istituzioni, saggi sull’isola d’Ischia. Ne fu presidente per vari anni il prof. E. Malagoli. Attualmente presieduto dalla prof. Angiola Maggi.

     Circondario. Suddivisione territoriale e amministrativa esistente sino al 1927. La provincia di Napoli aveva 4 circondari: Napoli, Castellammare, Casoria e Pozzuoli, a loro volta divisi in mandamenti. L’isola d’Ischia faceva parte del circondario di Pozzuoli, comprendente sei mandamenti, fra cui Ischia e Forio. <<<

     Cirillo, Nicola. Medico napoletano, di cui nel 1738 furono pubblicati i Consulti medici, in cui sono raccomandati i bagni ischitani. <<<

     Città canora (Film musicale del 1952). Regia: Mario Costa. Attori: Paola Borboni, Leila Calabrese, Luigi De Simone, Mirko Ellis, Maria Fiore, Giovanni Grasso, Nadia Gray, Beniamino Maggio, Dante Maggio, Tina Pica, Giuseppe Porelli, Carlo Romano, Giacomo Rondinella. Trama: Una bella ragazza napoletana, Maria, figlia di don Salvatore, proprietario di una flottiglia da pesca, amoreggia con Giacomo, giovane marinaio della flottiglia, ma don Salvatore ha deciso di sposare Maria a Renato, figlio di un suo carissimo amico, morto da tempo, e intanto fa di Renato il suo socio. Quando scopre che tra Maria e Giacomo s’è formato un legame di reciproco affetto, don Salvatore non esita a licenziare il marinaio; egli allontana, al tempo stesso, Maria, che s’apprestava a fuggire con Giacomo. In seguito ad un equivoco, Giacomo crede che Maria non l’ami più; il giovane, che possiede una bella voce e sa servirsene, decide quindi d’accettare una scrittura offertagli e si reca a Milano, dove debutta con successo in una rivista. Maria, che a sua volta si crede abbandonata, si dichiara disposta a sposare Renato. Questi intanto, abusando della fiducia di don Salvatore, si vale di uno dei motopescherecci del futuro suocero per esercitare il traffico degli stupefacenti; ma il losco traffico è scoperto e mentre Renato scappa e viene soppresso dai complici, don Salvatore è arrestato. Giacomo, che sta facendo una brillante carriera, viene a sapere che Maria l’ama ancora: egli ritorna velocemente a Napoli e tutto finisce lietamente. Viene riconosciuta l’innocenza di don Salvatore: Giacomo sposerà Maria. <<<

     Cittadini (via dei). In Casamicciola, immette sul corso V. Emanuele. «Erano i Cittadini quei patrizi ischitani discendenti da quei 400 catalani che Alfonso I d’Aragona portò a occupare l’isola e ricolmò di titoli. Essi occuparono le cariche più elevate che seppero mantenere con integrità. Di essi si ricordano alcuni cognomi: Cervera, Lanfreschi, Mancusi, Manzo, Pesce, Taliercio, Scotti, Turris, Zabatta, Mormile, Manzo, Menga, Mellusi, Calosirto, Cossa, Amalfitano, Albano, Arcamone, Capece, Gargiulo, ecc.» (G.G. Cervera, Guida d’Ischia, 1959). <<<

     Clarisse (o Chiariste). Ordine francescano fondato da S. Chiara di Assisi, sotto il cui nome la nobile napoletana Beatrice Quadra nel 1575 radunò alcune religiose che, dimoranti prima sull’eremo del monte Epomeo, si trasferirono successivamente in un convento adattato in una grande casa sul Castello d’Ischia. Qui le clarisse rimasero nel Monastero di S. Maria della Consolazione - questo il titolo della fondazione - fino al 1809, quando con la soppressione del Murat furono costrette a scendere dal castello. Per un certo tempo si fermarono nella casa Lanfreschi, appartenendo la badessa a quella famiglia. Nel 1810 si raccolsero nel Convento di S. Maria delle Grazie donde erano stati espulsi i frati. La soppressione del 1866 fu fatale per la presenza delle Clarisse ad Ischia. Grazie all’intervento della regina Margherita, alla quale le suore avevano rivolto preghiera, furono tollerate sino alla naturale estinzione. L’ultima fu Maria Teresa Scotto, della vicina Procida: morì il 20 giugno 1911. <<<

     Clavien, Lucienne. Pittrice della Svizzera francese che, all’inizio degli anni 1970, tenne uno studio a Buonopane, la cui atmosfera ovattata riflettono molte delle opere di Lucienne («qui lavoravo accompagnata dal canto degli uccelli e dall’abbaiare di qualche cane»), e poi a Ischia in Via R. Gianturco.

     Cleopatra (Film drammatico romantico del 1963, Gran Bretagna, Svizzera, USA. Dal libro di M. C. Franzero). Regia: Joseph L. Mankiewicz. Attori: Elizabeth Taylor, Richard Burton, Rex Harrison, Pamela Brown, George Cole, Gregoire Aslan, Hume Cronyn, Cesare Danova, kenneth Haigh, Andrew Keir, Martin Landau, Roddy McDowall, Richard O’ Sullivan. - Trama: La celebre storia della regina d’Egitto e dei suoi amanti: primo fra tutti Cesare - da cui avrà un figlio, Cesarione - poi Antonio, che per amore suo romperà il fidanzamento con Ottavia. Dopo la guerra e la sconfitta di Antonio ad Azio (2 settembre del 31 a. C.), la regina decide di mettere fine alla propria vita col veleno di un aspide (da cinematografo.it). Vinse 4 Oscar: fotografia, scenografia, costumi, effetti speciali; tra i primati il maggior numero di cambi dei costumi: la Taylor ne indossò 65. <<<

     Colamarina. Località a ridosso della chiesa parrocchiale di S. Angelo con un terrazzamento che sovrasta i lidi dei Maronti e di S. Angelo, interessato negli ultimi anni da una intensa attività edilizia a carattere residenziale. Vi sono stati trovati frammenti di ceramica greco-romana e resti di antica costruzione. Nel corso di uno scavo fu evidenziato un palesuolo ricco di cocciame antichissimo che ricopriva il tessuto di un basamento formato con blocchi di pietra, materiale in gran parte disperso. Dall’esame dei pochi reperti raccolti in superficie si è potuto leggere una quadruplice facies riferentesi al Bronzo recente, ai periodi Greco, Romano e Altomedievale (P. Monti). <<<

     Colata lavica. Massa di lava allo stato fluido emessa da un cratere vulcanico durante un’eruzione e che si estende più in lunghezza, secondo le pendenze, che in larghezza. Colate di lava sono considerate quelle dell’Arso e di Zale (o Zaro).

     Colella, Michele. Nativo di Forio e capostipite di una famiglia di naviganti, avviò nella seconda metà dell’800 l’attività armatoriale con due “bilancelle”: la “Luisella” e la “Nunziata” che caricavano vino per portarlo nei porti di Civitavecchia, Livorno..., da dove si importavano altri prodotti. Fu acquistato poi un veliero in legno, detto “Crocifisso” che, al comando prima del cap. Raffaele Amalfitano e poi di Giuseppe Colella (morto nel 1964) operò nel golfo di Napoli sino ai primi anni del dopoguerra, quando fu demolito. Allora i Colella commissionarono a Torre del Greco il “Peppino” rimasto in attività sino all’inizio degli anni 1970, al comando del cap. Francesco Colella. <<<

     Colombaia, La. In Cenni storici.... di V. Mirabella si legge: «Sono romantici il Castello o Mezzatorre e la Colombaia, formanti insieme una splendida villa all’estremo limite del Comune di Forio. Fu costruita da una principessa russa, adorna di statue (tolte da un pezzo) e di un magnifico parco. Il proprietario Luigi Patalano accoglie sempre gentilmente i visitatori e cede spesso questa suggestiva dimora ai desiderosi di pace e solitudine nella contemplazione del mare e della natura e di fascinosi orizzonti». Fu acquistata dal regista cinematografico Luchino Visconti, che ne fece la sua residenza estiva. Successivamente è stata acquisita al patrimonio pubblico ed è diventata sede di varie manifestazioni, oltre che di un museo dedicato allo stesso Visconti. <<<

     Colombo, Cristoforo. Navigatore genovese (1451 ca-1506). Concepì il disegno di raggiungere l’Oriente navigando verso occidente. Partito da Palos giunse il 12 ottobre 1492 in un’isola che chiamò San Salvador. Era convinto di trovarsi nel continente asiatico, ma in realtà aveva scoperto un nuovo mondo: l’America. Sono a lui intitolate alcune strade nei vari Comuni.

     Colonna, Francesco (Ischia ?-1925) Sacerdote dalla cultura vasta, fu scrittore elegante. Tra le sue pubblicazioni: Il dolore cristiano, volume che ebbe due edizioni; Foglie d’issopo (poesie).

     Colonna, Nicola. Sacerdote di grande cultura, nativo d’Ischia, resse la parrocchia di S. Vito Martire d’Ischia. Nel 1802 ne fu proposta al re la nomina a canonico «per essere nelle lettere e nelle scienze ecclesiastiche uno dei più dotti d’Italia, valente predicatore e ricco di meriti».

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