Matteo Sarno
Nato a Ischia, il mare gli rivelò ben presto la sua eterna bellezza
sonante. Il golfo divino di Napoli gli dischiuse il suo magico scrigno
di armonie. E la sinfonia universale di suoni, luci e colori gli cantò nel
cuore ancora fanciullo i suoi primi stornelli tra scogli e gabbiani.
Così Matteo Sarno si trovò poeta e pittore e si mise a
cantare in ritmo con le onde e il cielo. E già dai primi quadri
apparve vivo e profondo quel misterioso palpito del mare, di cui aveva
sentito il profondo richiamo.
Credo che il sangue di questo originale artista batta in ritmo con le
onde. Tutto in lui è marino: parlare, vivere, lavorare, viso,
gesti e voce. E nato sul mare non l'ha tradito un sol giorno. Conosce
i suoi segreti in tutte le ore, quando soffia il vento di scirocco o
di maestrale, sotto i cieli più tersi e nel furore delle tempeste.
E lo ritrae con una fedeltà di innamorato che sa scoprire le bellezze
del suo amore sempre diverse eppure eguali. E per meglio vivere con il
mare, sul mare e per il mare, Matteo Sarno, dopo aver viaggiato attraverso
due continenti e aver vissuto lungamente in America, ha alzato le vele
di una piccola barca e per anni è andato randagio di sogni di
riva in riva, di porto in porto, marinaio e pittore. Non so se, come
Vincenzo Gemito, anche Matteo Sarno parli qualche volta con Nettuno,
Glauco e le Sirene ma so che sente la divinità degli oceani. E
mi ha confessato che spesso prima di mettersi al lavoro compie un'invocazione
religiosa al mare. Questa fede intima illumina tutta la sua arte e gli
conferisce una personalità quasi magnetica. Soltanto così,
credo, l'artista sente di essere un ritmo misterioso della sinfonia universa" (Nino
Salvaneschi).
|