![]() Luigi De Angelis. Il porto d'Ischia
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Luigi De Angelis"(...) La vitalità formale dei quadri migliori
di De Angelis è proprio
nel drammatico enuclearsi di un linguaggio che per forza interna, e senza
alcun ausilio contingente, tende a farsi formalmente compiuto, in pienezza
di espressione. “Trovare” la pittura, creare dal nulla una
grammatica ed una sintassi, per modeste ed elementari che siano, ma sempre
rigorose ed espressive. Dipingere come parlare, ma un parlare ispirato,
convincente, serio: con argomentazioni limitate, ma concrete ed ineccepibili.
Emozioni che si moltiplicano, ogni volta un esercizio più difficile,
da condurre a termine a fiato mozzo, il colore del mare e quello dei
cielo, l'accordo di un volume ad un altro volume, la “verisimiglianza” illustrativa
del disegno, i fenomeni d'ogni giorno, la pioggia o la tempesta, gli
uomini, le cose. Nessun compromesso, nessun punto d'appoggio a questa
o quella esperienza, il fermo convincimento di dover far tutto da solo:
trovare le immagini da trasmettere, ma collezionare anche un congruo
corredo di “invenzioni” formali che permettesse un'effettiva
comunicabilità di queste immagini.
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