Vincenzo Funiciello
"(...) Il segno distintivo dell'arte di Funiciello è un
vivacissimo ed espressivo splendore dei colori nei suoi dipinti, attraverso
il quale egli è capace di trasformare i semplici motivi in tratti
graziosi ed indimenticabili. A questo si aggiunge un armonico
accordo di colori chiari e scuri, un affascinante contrasto tra la delicata
trasparenza del cielo ed il pesante e forte tratto di spatola usato per
dipingere le rocce e i muri.
In modo assolutamente speciale il pittore dimostra la sua arte nei quadretti
piccoli dove egli in uno spazio ristretto fa nascere un mondo piccolo
vivo e pieno stabilendo nello stesso tempo una
convincente illusione di spaziosità. Funiciello è appena
all'inizio della sua carriera e già si è guadagnato il
titolo di "maestro". Gli è toccata una rara fortuna,
quella di essere riconosciuto precocemente come artista ed aver sentito
l'eco entusiasta della sua arte, nonostante egli conduca una vita ritirata.
Insensibile alle lodi ed al successo l'artista persiste instancabilmenle
nello studio di antichi maestri e della sua grande insegnante ‑ la
natura. Egli è ugualmente bravo in ogni tecnica pittorica, sia
l'olio che l'acquarello,
il pastello oppure l'inchiostro di china da lui adoperato per le sue
espressive opere in bianco e nero. Soprattutto egli dimostra un'identica
padronanza della materia.
La prqfonda coscienza della sicurezza tecnica, la piena padronanza della
tavolozza, la ricchezza dei colori, la raffinatezza del disegno e dello
svolgimento sono le caratteristiche dei suoi dipinti di mari, rocce e
paesaggi.
I più belli sono infatti i suoi scogli abbozzati con vigorosi
tratti di spatola, il che gli ha portato il soprannonic di "mago
della roccia". L'arte per lui significa impegno. Dipingere non è una
semplice imitazione della natura. Dipingendo mette in evidenza non soltanto
l'aspetto esterno delle cose ma la loro sostanza.
Ed ecco che Funiciello come nessun altro ha percepito la voce della sua
terra natale. In contrapposizione con la vicina isola di Capri con la
sua internazionale società di ospiti, Ischia è ancora
un angolo di terra dalla natura genuina ed incontaminata. Prima che anche
essa venga corrotta dall'inesorabile progresso, è necessario
fissare la bellezza essenziale e primitiva di questo angolo di terra
una volta consacrato ai riti di Mitra: le misteriose grotte, le rocce
imponenti, i blocchi di lava rappresa, il cratere vulcanico del porto
di Ischia, le maestose corone dei pini, il gioco di luce e di ombra delle
piante inondate dal sole e dei gerani rossi selvaggiamente lussureggianti,
la spiaggia con le sue barche, le modeste abitazioni dei pescatori, i
tramonti del sole che cambiano il mare in madreperla, le acque dalle
quali si innalza il castello di Vittoria Colonna, il castello dei sogni,
e le dolci e malinconiche stradine deserte e l'armonia di numerose vele,
le barche ancorate nel porto, ‑ tutta la vita di questa isola ancora
un po' primitiva nel verde dei suoi boschi e vigneti. Funiciello si cala
dentro la sostanza di queste cose con un affettuoso raccoglimento, le
rappresenta con maestria e ci fa aprire gli occhi alle bellezze che si
celano negli angoli più modesti di questo paese" (Adamczyk
Aiello Alina).
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